Ferruccio-Petra: un duo per sognare

di Laura Caparrotti

Li abbiamo presentati la settimana scorsa attraverso le loro parole. Ora li raccontiamo tramite i sensi, i gesti e le emozioni della loro seconda trasferta newyorkese. Se fino a qualche giorno fa Ferruccio Spinetti e Petra Magoni (nella foto) erano sconosciuti a molti a New York, possiamo affermare con una certa sicurezza che dopo i due incontri di questi giorni, il pubblico dei loro ammiratori è in grande crescita. E a ragione.

Vederli insieme sul palco, è come vedere una danza, in cui c’è un perno che è Ferruccio, fermo, asciutto, e Petra che sembra una virgola mossa dalle vibrazioni emesse dagli strumenti. Per strumenti intendiamo naturalmente il contrabbasso di Ferruccio e la voce, la splendida, incredibile, irripetibile voce di Petra. Il loro duo non è paragonabile a nessun altro duo. Oltre ad essere assolutamente complementari uno all’altro, Ferruccio e Petra hanno un’ottima alchimia sul palcoscenico e riescono non solo a interpretare i pezzi scelti con estremo coinvolgimento, ma sono anche ottimi intrattenitori.

Petra è quella che parla, che spiega, che si relaziona al pubblico, Ferruccio ascolta, commenta con espressioni sintetiche e ogni tanto dice qualcosa. Praticamente, uno è la spalla dell’altro. Così il duo diventa anche comico e il divertimento fra di loro, chiaro durante le loro interpretazioni, sconfina e coinvolge il pubblico tutto. Infatti, alla Casa Italiana Zerilli-Marimò, il 22 settembre, i sorrisi e le risate hanno riempito più volte l’auditorium dove gli artisti chiaccheravano e si esibivano.
Fra una canzone e l’altra, Petra ha chiaccherato con le persone in sala, chiedendo i loro nomi, la ragione per cui erano venuti a sentirli e la musica che di solito ascoltavano. Dopo un certo stupore, i presenti si sono sciolti ed è venuto fuori che la maggior parte di loro erano lì per sentire questo nuovo gruppo di musica italiana. Un pubblico davvero eterogeneo, visto che c’erano amanti di opera insieme a quelli di punk-rock, quelli di madrigali e quelli che amavano musica etnica e così via.
La confidenza presa con gli artisti è stata tale che ad un certo punto, visto che Petra e Ferruccio hanno raccontato di poter interpretare tutto, anche i madrigali, il pubblico ha chiesto proprio di avere un madrigale firmato Petra in omaggio. E lei senza farselo dire due volte ha regalato al pubblico della Casa Italiana un madrigale di Monteverdi, accompagnata da Ferruccio.

Atmosfera sempre rilassata, ma ovviamente più da concerto al Joe’s Pub martedì sera. A cominciare, Pacifico, cantante e compositore molto importante, vincitore di vari premi fra cui il Tenco e compositore di “Pazzo il mondo” per Petra e Ferruccio, ha presentato tre canzoni, di cui una scritta da lui per i Tiro Mancino e l’altra per Samuele Bersani. A continuare Ferruccio e Petra che hanno scelto un repertorio molto legato al loro ultimo Cd “Musica Nuda 55/21”: “Io so che ti amerò”, “Sì Viaggiare”, “Bocca di Rosa”, “La pittrice di girasoli”, “Pazzo il mondo!?” suonata con Pacifico, “Una carezza in un pugno” e poi “Non ho l’età”, “Guarda che luna!”, “Il cammello e il dromedario” del Quartetto Cetra, “Nature Boy” hanno deliziato il pubblico che non ha smesso di applaudire e di gridare “bravo!”. Il tutto proposto alla maniera di Petra e Ferruccio, denudando la musica fino al cuore di quella che è la canzone.

Aveva detto Petra alla Casa Italiana: “Amo cantare con Ferruccio. Mi dà molta libertà. Noi scegliamo le canzoni, le proviamo e quelle che vengono bene le teniamo. Naturalmente, questo è il nostro modo di interpretarle, è molto personale, è come noi sentiamo la canzone. È una maniera molto particolare di intendere la canzone, assolutamente nostro. Può piacere o non piacere, ma porta sicuramente la nostra firma”.