Scultura \ Etruschi: Umbria-Russia, andata e ritorno

Dall'Umbria alla Russia e ora di nuovo in Italia: il fiero ed aristocratico adolescente disteso su un kline, parte di un'urna cineraria in bronzo considerata uno dei capolavori assoluti della plastica etrusca, ha viaggiato a lungo prima di fare ritorno in patria per la prima volta in occasione della mostra "I capolavori etruschi dall'Ermitage", visibile fino all'11 gennaio al Maec, Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona.

L'opera, rinvenuta in una necropoli nei pressi di Perugia nel 1842 e destinata a raccogliere le ceneri di un giovane nobile, poi entrata a far parte della collezione del marchese Campana, fu acquisita nel 1861 dall'agente dello zar Alessandro II ed entrata a far parte della collezione dell'Ermitage. Proprio dal museo di San Pietroburgo arrivano in prestito a Cortona trenta importanti pezzi della collezione etrusca, nell'ambito della collaborazione scientifica avviata, anche attraverso la fondazione Ermitage Italia, con la città.

Oltre alla preziosa urna databile intorno alla metà del IV secolo a.C. (la sola statua etrusca di questa tipologia, oggi nota, realizzata in bronzo e non in pietra), in mostra ci saranno una selezione di vasi etruschi di rara bellezza e in ottimo stato di conservazione, prodotti nelle più importanti botteghe ceramografe delle città etrusche di Vulci e Cerveteri. In mostra, per "I capolavori etruschi dall'Ermitage", ci saranno inoltre alcune urnette in terracotta di produzione chiusina che conservano tracce policrome e, tra i bronzi, una serie di statuette votive rappresentanti divinità, un sacerdote e un arciere, due specchi con figure incise e un'elaborata decorazione di carro in bronzo, in forma di divinità solare, parte quest'ultima della collezione Campana, anche questa acquisita dal museo Ermitage. Gravi difficoltà finanziarie, infatti, avevano indotto il banchiere, la cui raccolta era famosa in tutta Europa, a vendere all'asta tutti i suoi i beni: fu allora che l'agente Stepan Gedeonov, che di lì a poco sarebbe stato nominato primo direttore del Museo Ermitage, si assicurò 500 vasi, 193 bronzi e 78 sculture, con alcuni pezzi chiave della produzione antica.

Oggi il museo statale Ermitage vanta una collezione d'arte etrusca che non è soltanto la più ricca della Russia, ma è forse la più interessante al mondo dopo quelle conservate in Italia. Alcuni pezzi arrivarono all'Ermitage già nel Settecento, durante il regno di Caterina II, ma fu nell'Ottocento che prese forma la vera e propria collezione etrusca dell'Ermitage, a partire dall'acquisizione dei vasi della raccolta Pizzati da parte di Nicola I nel 1834 e poi con l'acquisizione della collezione Campana che assicurarono alla Russia i capolavori della plastica etrusca in bronzo, come quelli della tomba del Lucumone di Perugia, un tripode arcaico di Vulci, l'elmo arcaico di Canino e armi varie.