Alpi e Appennini “marchi di fabbrica”

di Carmela Piccione

Rivisitare la storia e la geografia del nostro paese attraverso i marchi di fabbrica e di prodotto significa ripercorrere una delle vie principali di rappresentazione della montagna nei primi decenni dopo l'Unità d'Italia. È uno dei principali obiettivi della mostra itinerante 'Immagini della montagna italiana - marchi di fabbrica, libri e carte geografiche tra il 1869 e il 1930', che è partita dalla sede della Società Geografica Italiana nel Palazzetto Mattei di Villa Celimontana a Roma e che è stata allestita successivamente nel Museo Nazionale della Montagna di Torino.

Ad accompagnare l'esposizione, un volume che ha lo scopo di mettere a confronto, per la prima volta, la rappresentazione commerciale e industriale della montagna con quella scientifica ed presenta alcuni documenti originali fra marchi, carte geografiche e cartoline d'epoca. Sono circa 172.000 i marchi di fabbrica (il segno distintivo, spesso associato a un'immagine o a un logo, con cui un'impresa contraddistingue i propri prodotti per differenziarli da quelli analoghi posti sul mercato da altre aziende) custoditi presso l'Archivio Centrale dello Stato, un patrimonio consultato prevalentemente da studiosi e specialisti del settore e ancora solo parzialmente esplorato.

Il libro e la mostra sono il risultato di una ricerca approfondita, promossa dall'Archivio Centrale dello Stato, dall'Istituto Nazionale della Montagna (IMONT) e dalla Società Geografica Italiana sui circa 30mila marchi di fabbrica relativi agli anni 1869-1930, nell'ambito di un censimento delle fonti e dei fondi documentari che riguardano la storia della montagna nel nostro paese, previsto dal progetto dell'IMONT Anguana - Museo dell'Uomo e della Montagna, in un'ottica di valorizzazione del patrimonio culturale e di diffusione della cultura scientifica. Per la mostra sono stati selezionati 296 marchi, con un percorso ideale che unisce l'Italia dalle Alpi, attraverso la dorsale appenninica, fino all'Etna, a Vulcano, a Stromboli. Si tratta di immagini di montagne impresse sul collo di una bottiglia o su una scatola di cera da scarpe, che hanno fatto conoscere la geografia di un paese che da pochi anni era diventato Stato unitario. Il catalogo, che costituisce anche un repertorio completo dei marchi di fabbrica aventi per tema le montagne italiane, è pubblicato nella collana dell'Imont 'Quaderni della Montagna'.

Il volume costituisce un repertorio completo delle immagini presentate nei pannelli della mostra e di tutte quelle selezionate nel corso della ricerca. In appendice a ogni capitolo, che ricalca le sezioni della mostra, sono riprodotti i marchi non esposti. L'edizione della Mostra a Pinerolo, una delle tappe toccate dall'esposizione, si arricchisce inoltre di una nuova sezione sul tema delle Montagne Sacre nei quattro continenti, dall'Olimpo al Sinai, dal Kailash al Macchu Picchu, con i simboli lasciati sulle rupi dall'arte preistorica della quale il museo pinerolese possiede la più rappresentativa collezione a livello mondiale. I marchi, depositati a norma di legge presso l'ACS, sono stati raggruppati in base alle immagini o ai nomi delle montagne rappresentate e sono stati messi a confronto con immagini coeve (disegni, illustrazioni, fotografie, carte geografiche, ecc.) tratte dal ricchissimo patrimonio librario e cartografico della SGI.
Ne e' scaturito una sorta di viaggio attraverso le montagne del nostro Paese in 15 sezioni tematiche: le prime 13 riguardano i territori montani italiani, mentre le ultime due hanno come soggetto tematico animali e sport di montagna. I titoli delle diverse sezioni sono stati scelti secondo suggestioni culturali e criteri evocativi.