ARTE/MOSTRE/ In ritardo ma... Evviva Morandi!

di Gina di Meo

Meglio tardi che mai, avranno pensato da Roma… Il Governo italiano, ad una settimana dall’inaugurazione al Metropolitan Museum della mostra su Giorgio Morandi, co-curata da Renato Miracco, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, è corso ai ripari mandando, appunto, una settimana dopo Alain Elkann, consigliere per gli eventi culturali ed i rapporti con l’estero del ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi. Comunque, alla visita “riparatrice” al Met di lunedì scorso, durante il quale Miracco ha pazientemente e magistralmente ri-illustrato la mostra, erano presenti, tra gli altri, Umberto Vattani, presidente Ice e Daniele Bodini, ambasciatore di San Marino alle Nazioni Unite. Dopo il tour, Elkan ha detto ai giornalisti presenti: «Siamo qui sia per far sentire la nostra presenza, sia per esprimere la nostra gratitudine a Miracco. Questa mostra è una cosa che gli fa estremamente onore perché è stata organizzata nel museo più importante del mondo e gli ha dato la sua giusta dimensione».

Abbiamo chiesto ad Elkann come mai nessuno del governo fosse presente all’inaugurazione, e la riposta è stata preceduta da una battuta: “Vuol farmi sentire in colpa?”. Poi ha spiegato che il ministro era impegnato a Parigi per l’inaugurazione della mostra Mantegna al Louvre e per la serata Anna Magnani, l’insurgée. Ma parliamo del 22 settembre… Mentre Morandi è stato inaugurato il 15, forse il ministro, vista la sua nota paura di volare, non se l’è sentita di fare una lunga traversata in aereo...

Il governo italiano, questa volta era presente, sempre con Elkann, all’inaugurazione all’Istituto di Cultura di Morandi, Watercolors and Drawings 1920-1963, la mostra complementare a quella in corso al Metropolitan museum, che comprende 22 disegni e quattro acquerelli. «Si tratta - ha spiegato Renato Miracco - di opere quasi mai esposte prima, provenienti da collezioni private americane e donate dallo stesso Morandi. Tra queste c’è una rarissima Natura Morta del 1920. Mentre di Morandi sono noti circa 1200 quadri, si sa pochissimo sulla produzione di acquerelli e disegni. Dell’intera collezione sono autenticati 80 acquerelli e 120 disegni». Da parte sua Elkann ha detto di essere rimasto molto colpito anche da questa più personale. «È una mostra molto raffinata e molto poetica. Miracco ha fatto un ottimo lavoro, c’è tanta gente qui stasera (23 settembre per chi legge, ndr) ed è una cosa importantissima per l’Italia a New York. È bello vedere che qui ci sia tanto apprezzamento per Morandi. Sono molto contento di essere qui, anche a nome del Governo italiano».

La trilogia dedicata all’artista bolognese si completerà il prossimo 30 settembre quando alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University (24 West 12th street) si inaugurerà Giorgio Morandi: Etchings 1912-1956. Si tratta di 23 incisioni provenienti dalla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, l’unico museo di arte italiana all’estero.
Morandi è stato nel campo dell’incisione uno dei grandi maestri del secolo scorso. Nel 1930, ottenne per chiara fama la cattedra di tecnica dell’incisione all’Accademia di Bologna. La sua prima acquaforte risale al 1912, tra i suoi capolavori: Paesaggio del Poggio, Grande natura morta con la lampada a destra, Natura morta con l’alzata a due lampade, Natura morta con il panneggio, Grande natura morta con la caffettiera e Grande natura morta scura.

Morandi a New York: fino al 14 dicembre, Giorgio Morandi, 1890-1964 (Metropolitan Museum of Art, 1000 fifth Avenue); Giorgio Morandi water colors and drawings 1920-1963, all’Istituto di Cultura (686 Park Avenue) fino al 5 dicembre e infine Giorgio Morandi: Etchings 1912-1956 dal 30 settembre al 31 ottobre alla Casa Italiana Zerilli-Marimò (24 West 12 street)