SPECIALE/EVENTI/ Sardegna delle meraviglie a NY

di Donatella Mulvoni

La sala del maestoso Town Hall ha fatto da cornice alla serata clou della settimana sarda a New York, presentata dalla Regione Sardegna con l’assistenza dell’Enit.
“Sonos e memoria” non ha tradito le attese: un’orchestra dal vivo ha accompagnato le immagini storiche della vita tradizionale della Sardegna, riprese dal documentario di Gianfranco Cabiddu.
“Ho voluto che l’evento fosse emozionante, per questo mi sono affidato alla musica life di bravissimi artisti sardi- ha raccontato il regista- Nelle immagini ho, invece, voluto mostrare quale fosse la nostra vita negli anni 30, nel periodo del Duce, dando spazio a tutti gli uomini che hanno fatto la nostra storia e che, fino a ora, sono sempre rimasti nell’ombra”.

Una storia sarda in chiave jazz: Paolo Fresu, grande trombettista e compositore sardo, ha accompagnato e rivisitato il filmato, scandendo le immagini con il suono della sua tromba.
Ma sul palco, come detto, una vera orchestra: chitarra, violoncello, batteria, fisarmonica, basso e ovviamente le launeddas, suonate da Luigi Lai, rappresentante della vecchia scuola sarda. E non poteva certo mancare il tipico coro sardo di Santullussurgiu, che ha fatto da sottofondo a tutta la serata, lasciando stupiti gli spettatori che si avvicinavano per la prima volta a questa trazione.
“Sono calabrese, ma vivo qui da 40 anni e faccio fatica a pensare che questo coro sia italiano. I loro vestiti (indossavano il tipico costume in velluto) la voce, il modo di disporsi in cerchio, hanno rivelato una grande storia alle spalle di quest’isola, che pochi di noi conoscono”, ha affermato una donna in sala.

Lo spettacolo è iniziato proprio con un canto del coro, seguito da un assolo di launeddas, che ha riscosso l’applauso di tutti. Questo strumento è, infatti, “lo strumento sardo per antonomasia” e produce delle melodie e un gioco di note, attraverso le varie canne in legno, simili a tanti flauti uniti insieme, che rieccheggiano e fanno ricordare le tipiche sagre paesane dell’isola.
Le onde del mare, i pescatori e le coste della regione: non poteva iniziare diversamente l’excursus alla scoperta dell’isola. Le immagini dei “costumi” sardi, le sfilate durante la festa più importante in onore del patrono “Sant’Efisio”, sono state accompagnate dall’Ave Maria cantata da Elena Ledda. Il regista Cabiddu, con un occhio esperto, ha saputo montare, mantenendo un ritmo veloce, tutte le attività principali che hanno reso la Sardegna un luogo a sé, tutto da conoscere e scoprire. Si sono alternati, durante il filmato di Sonos e Memoria, gli artigiani che intagliavano il legno ai bordi delle strade, le donne che filavano la lana, sedute a ridosso della porta di casa, le ragazze che lavavano i panni nel fiume e i maschietti che aiutavano i padri a mungere le pecore e fare il formaggio. E, finalmente, su “Ballu tundu” a chiudere il documentario, facendo sorridere tutti i sardi nati e cresciuti con questi balli tipici.

“Quella della Sardegna è stata una strategia composita e variegata, che ha puntato a selezionare la qualità”, ci ha detto Riccardo Strano, Presidente dell’Enit Nord America, l’ente nazionale italiano del turismo, che ha introdotto il saluto dell’assessore al Turismo della Sardegna Luisanna De Pau. A conclusione dell’evento una degustazione gastronomica, per far conoscere i prodotti tipici dell’isola.
“Sardinia, almost a continent”-Sardegna, quasi un continente- il brand con il quale la Regione è sbarcata a New York, non poteva essere più azzeccato, avranno pensato i tanti presenti che hanno partecipato a questa e alle altre manifestazioni in programma, durante la settimana. L’assessorato al turismo ha, infatti, pensato proprio a tutto per far conoscere nei particolari la ricca tradizione e i costumi tipici. “Vogliamo fare in modo che il posizionamento dell’isola sul mercato statunitense divenga, ancora di più rispetto al passato, una ‘destinazione di eccellenza’ nell’area dei paesi del Mediterraneo”, ha evidenziato l’assessore al turismo, De Pau.

Sponsor ufficiale del New York Film Festival, la Regione ha fatto le cose in grande, proponendo i vari enventi come pezzi di un puzzle che alla fine, una volta concluso, è riuscito a mostrare una immagine veritiera della vita in Sardegna. Nella serata di apertura è stato proiettato il film “Sonetaula”, interamente in dialetto, nel secondo incontro, “Sonos et Memoria” ha, come dice il titolo, fatto conoscere le musiche e le tradizioni più rappresentative. A bilanciare questi filmati, infine, una mostra fotografica, di Daniela Zedda, inaugurate il 26 settembre alla Italian Academy della Columbia University, focalizzata sulla zona di Nuoro e della Barbagia, in quanto luoghi di cui tanto si è parlato, spesso negativamente, ma di cui poco in realtà si conosce.

“Mastros”, questo il nome della mostra, ha proposto immagini sulla cultura materiale, sulle arti e i mestieri di queste zone dell’interno. A conclusione dell’evento, Gabriella Da Re, antropologa dell’Università di Cagliari, ha tenuto una lezione su artigianato, cultura e tradizione.