IL “ROMANZO SHARDANA” DI GRAZIELLA PINNA/"Arrasòk sidi Babai”, sulle tracce della civiltà sarda

di D. M.

In un suo libro “Un giorno un indovino mi disse”, il grande scrittore, ormai scomparso, Tiziano Terzani lamentava la perdita delle tradizioni che sta investendo un po’ tutto il mondo, a favore di un progresso, spesso malato, che cancella, con un colpo di spugna, tutto ciò che appartiene al passato.
Il libro scritto da Graziella Pinna Arconte sembra quasi una risposta indiretta a Terzani. Nella sua opera “Arrasok sidi Babai” (Arconte, 2007) l’autrice riscopre e ricorda la storia di grandi uomini e donne del passato e delle loro tradizioni. Lo fa attraverso lo strumento del romanzo “nel tentativo di comunicare la grandezza delle nostre origini sarde”, scrive la Pinna, nella prefazione.
Sfidando l’opinione comune che vuole il popolo sardana un popolo di dominati, la scrittrice propone una lettura della storia dei sardi come storia di dominatori, mettendo in evidenza la loro appartenza ai “popoli del mare” del Mediterraneo.

La vicenda narrata nel romanzo fa riferimento alla storica battaglia di Quadesh, combattuta contro gli Ittiti dagli egiziani e dai guerrieri sardana, accorsi in aiuto del faraone Ramses. Ma il romanzo non è solo questo. Attraverso una scrittura avvincente Graziella Pinna riesce a intrecciare, con intelligenza, fatti ufficiali e storici con storie private; amori e amicizie che accompagnano le pagine del libro. Lo stesso protagonista, Arrasok viene descritto nelle sue molteplici sfacettature: come guerriero, come principe che veglia sul suo popolo e come uomo, che ama e si commuove. A fare da sottofondo a ogni vicenda, il ricordo della Sardegna di un tempo, che a malincuore vediamo scomparire giorno dopo giorno. Un popolo fiero, leale, combattente e una terra che inneggia alla natura e ai suoi prodotti. Tradizioni tessili e di incisione del legno, la capacità di utilizzare gli infuse fatti di erbe tipiche dell’isola (malva, mirto, olivo ecc) per curare le malattie, in un epoca, quella descritta nel libro, il 1220 a.c., in cui non esistevano ancora le industrie e la medicina alternativa.
Un invito a non dimenticare i “Grandi Padri” e a essere orgogliosi di quello che il popolo sardo era e può ritornare.

Ma “Arrasok Sidi Babai” non è solo per i sardi, si rivolge a tutti quelli che amano le storie avvincenti, a 360 gradi. La storia di amore, passionale e viva, fra il principe sardo e una damigella egiziana, il rapporto di amicizia e onestà fra le donne dell’isola e il racconto dei riti che pervadono la vita di ogni giorno, arricchiscono e completano la vicenda centrale della battaglia.
I fatti narrati nel libro, tutti accuratamente suffragati da ricerche e saggi storici, sono stati ispirati all’autrice dal ritrovamento, nella sua città natale, di braccia e piedi appartenenti a giganteste statue, ritraenti gli antenati sardi (per informazioni www.monteprama.it). Questa scoperta fu per molto tempo tenuta nell’ombra dalle istituzioni del suo paese, Cabras. Per riscattare questo inestimabile tesoro, la Pinna ha deciso di scrivere queste pagine.
Per maggiori informazioni sul libro www.shar-net.com