In mostra alla Columbia per la settimana della Sardegna/ “Mastros” di Daniela Zedda
Bisogna essere dei bravi manager per organizzarsi al meglio durante la Settimana in onore della Sardegna (Sardegna in NY), settimana ricca di eventi particolarmente interessanti che, come i tasselli di un puzzle, si possono incastrare con una certa maestria in modo da non perdersi niente.
La scorsa settimana vi abbiamo segnalato gli eventi che ricordano la cantante Maria Carta. La prossima settimana scriveremo degli altri eventi avvenuti, qui vi annunciamo quello che il 25, alle 5.30 PM all'Italian Academy della Columbia University, apre la mostra fotografica Mastros, raccolta studio sulle tradizioni, arti e mestieri, di Daniela Zedda. Le immagini, che sono state estrapolate dall'omonimo libro edito da Cambi nell'ambito di un progetto finanziato dall'Unione Europea, sono state realizzate nel territorio che comprende le regioni storiche del Nuorese, la Barbagia di Belvì, la Barbagia di Ollolai e il Mandrolisai. L'area presenta piccoli paesi, paesi di artigiani che resistono al tempo e all'incalzare della crisi economica e demografica.
Daniela Zedda è nata e vive a Cagliari, dove si occupa professionalmente di fotografia e fotogiornalismo. Collabora da anni con il quotidiano L'Unione Sarda, e altri giornali nazionali. La fotografa ha rivolto il suo impegno soprattutto al fotogiornalismo d' ambito culturale e degli spettacoli. In passato si è cimentata su tematiche varie: nel 2002 ha pubblicato un reportage sull'Eritrea dal titolo Deserti di colori, e in Solitude, lavoro del 2006, racconta 20 anni di festival musicali di grande rilievo ritraendo musicisti famosi tra i quali troviamo Miles Davis e James Brown. Mastros è il suo ultimo lavoro.
Il Giornalista de L'Unione Sarda Giorio Pisano descrive il lavoro della fotografa come un'opera dove non c'è "Nessuna concessione al romanticismo da cartolina, allo struggimento del passato che non c'è più e tantomeno a quegli spettri che a volte ritornano, scovati ogni tanto dai giornali in botteghe scure e umide, mani stanche che cuciono scarpe o infilano cestini per una clientela fatta da quattro gatti. Che non diventeranno mai otto".
Questi artigiani sono i custodi di una tradizione che non esce dal circuito locale, e che continua ad essere mantenuta viva perchè non c'è altra scelta. "Le ragioni sono socio-affettive", scrive Anna Sulis, l'antropologa che ha pubblicato il saggio introduttivo nel libro, "legate alla consuetudine del paese e alle radici di una civiltà stretta fra campanile e Municipio. C'è tuttavia, dietro questa sopravvivenza, dietro questa voglia di non arrendersi, anche una ragione più concreta e meno poetica. Non serve tacerla: nel desertico paesaggio della disoccupazione che morde e falcidia, non saprebbero cos'altro proporre. Non sarebbero in grado - nella stragrande maggioranza dei casi - di riciclarsi in figure nuove, diverse. Dove andrebbe a parare il coltellaio che per una vita ha fatto sempre e soltanto lame? Questo per sottolineare che la tradizione, prima ancora che una virtù, è talvolta stato di necessità."
Alla reception del 25, l'antropologa M. Gabriella Da Re dell'Universita di Cagliari farà una breve presentazione sulla cultura sarda e le sue tradizioni artigianali.
Tra i manufatti più diffusi sull'isola si citano la cestineria, i tappeti e gli arazzi, le ceramiche, i coltelli, i gioielli, oggetti in ferro battuto e le decorazioni in sughero. L'arte del ricamo è molto diffusa soprattutto nella Barbagia, ad Oliena famosa per gli scialli femminili in seta, e a Teulada nel cagliaritano, famosa per le tovaglie ricamate con fiori, frutti ed animali. La tessitura manuale mediante il tipico telaio in legno orizzontale, o verticale nella Barbagia, è un'altra attività artigianale ancora presente sull'isola. Vengono realizzati i tradizionali tappeti, gli arazzi e gli scialli, ma anche tende, cuscini, asciugamani e tovaglie. Ogni zona ha la sua specialità e peculiarità, e la Zedda le racconta nel suo romanzo visivo.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 9 ottobre, dal lunedì al venerdì dalle 9:30 AM alle 4:30 PM
The Italian Academy, 1161 Amsterdam Avenue





