Libera

Perdita di verginità collettiva

di Elisabetta de Dominis

Che Berlusconi non fosse un santo già lo sapevamo; del resto non ne ha mai fatto mistero. Ma da Frattini con quell'aria angelica proprio non ce l'aspettavamo un comportamento così diabolico. Quanto deve aver fatto soffrire la bella Sciuto: per quattro lunghi mesi l'ha tenuta al suo fianco come la sua compagna. Infamante per una donna di destra presentarsi come la compagna di... benché si tratti nientepopodimeno che del ministro degli Esteri. Al settimanale Vanity Fair ha spiegato: "Sono una meridionale. È una questione di dignità"... soprattutto a 40 anni trovare marito. Macchè la casta Chantal è bella come il sole e il colpaccio l'ha fatto Franco fidanzandosi ufficialmente con lei. Del resto non poteva fare diversamente dopo il comunicato stampa lanciato dall'intrepida dermatologa catanese. Che si è fatta, al contempo, fotografare vestita allegoricamente da amazzone con l'arnese del mestiere in mano: un frustino che tira giù la pelle.

"Fior di paese, come un compasso, s'apre il tuo passo di amazzone borghese" scriveva mezzo secolo fa Leo Longanesi ne "La sua signora". Un marito come carta d'identità è ancora il traguardo delle spose borghesi travestite da amazzoni picchiatrici.

Meglio tutto sommato che la sferzata sia finita alle stampe che in faccia a chissà chi. Vittoria Brambilla è già abbastanza rossa di suo. Certo che Chantal deve avere poca autostima di se stessa se temeva la Brambilla. La quale, per converso, ha un compagno che non si sogna di sposare né di sfoggiare.

Meno male che abbiamo tre giovani ministre innamorate che possono, senza vergognarsi, chiamare ancora il loro accompagnatore "il mio ragazzo". Altrimenti quanti compagni ronzerebbero nel governo? E quel fannullone matrimoniale di Brunetta cosa aspetta a sposare la sua Titti? Comunque un passetto l'ha fatto: ha dichiarato che sta mettendo su casa.

Berlusconi invece di case ne ha già messe su parecchie, tra politiche e familiari, libere e meno libere, e perfino una pizzeria. Facciamo appello al suo buon cuore: potrebbe assumere il premier tailandese Samak Sundaravej, cacciato dal governo perchè reo di condurre in tv un programma di cucina. Oppure raccomandarlo in Mediaset. E già che c'è sistemare da qualche parte anche Aznar, che è meglio non metta piede in Francia. Tanto Rachida Dati non intende far casetta con nessuno e prende la gravidanza più serenamente di Angelina Jolie che, per non stressarsi nell'attesa di rimanere incinta, tra un'adozione e l'altra ricorse all'inseminazione artificiale. Sarah Palin, senza programmare nulla, ha l'arca al completo, tra figlia incinta e figlio down.

C'è crisi d'anima, scrive Giuseppe De Rita sul Corriere e dà la ricetta: ripartire dalle fondamenta (leggi: valori). Ma come si fa se ormai tutti navigano a vista? E la casa è solo un porto di piccolo cabotaggio?

"Meglio falliti, che in mano ai banditi... non è una cordata ma un cappio al collo" urlano i dipendenti di Alitalia con un moto d'orgoglio e penso abbiano ragione. Si è formata una casta di finanzieri, divenuta tale grazie a diversi governi compiacenti, pronta ad accollarsi l'attivo e scaricare il passivo della compagnia di bandiera sulle spalle dei contribuenti italiani. Però i piloti e il personale di bordo, che sono solo una parte dei dipendenti dell'Alitalia ma ne rappresentano purtroppo l'immagine, non sono fatti di miglior pasta: anch'essi vogliono mantenere i privilegi immeritati di una casta privilegiata che alloggiava in grandi alberghi quando non si metteva in malattia andando a svernare al mari o ai monti. Del resto, i politici più in vista hanno contribuito anch'essi a dare il cattivo esempio. Come Claudio Scajola che nel 2002, quando era ministro dell'Interno, fece aprire una linea aerea quotidiana tra Roma e Villanova D'Albenga, suo collegio elettorale.

A forza di tagliarsi la fetta più grossa della torta, non ce n'è più per nessuno. E tutti hanno le analisi del sangue sballate: le pance sono talmente piene che è evidente che c'è una perdita di verginità collettiva. Così la castità si è trasformata in casta. Pardon, in caste di malaffare. Che volano, navigano, si barcamenano tra letti, potere e vita da nababbi grazie ai tributi di quei fessi degli italiani onesti.