L’INCONTRO AL GRADUATE CENTER/CUNY/ “Obama determinante anche per l’Europa”

GDM

La lunga agenda di incontri newyorkesi di Valter Weltroni si è chiusa con una conversazione al Graduate Center della Cuny moderata da Michael Blim, docente di antropologia ed alla quale ha parteciparo anche Jane Kramer, corrispondente in Europa de The New Yorker. Un appuntamento che, almeno nella sua fase iniziale, ha visto molte pecche dal punto di vista organizzativo, con un numero di persone che si sono presentate almeno tre volte superiore alla limitata capienza del Martin Segal Theater. Da non trascurare, inoltre, il cattivo funzionamento dei microfoni che a tratti hanno reso difficile la comprensione. La conversazione ha preso le mosse dalla somiglianza che attualmente esiste tra la situazione italiana e quella statunitense, sia dal punto di vista politico, che economico, nonché sociale. Veltroni ne ha approfittato per sottolineare quanto sia importante per l'Italia e l'Europa una vittoria di Barack Obama, perché da quando i Repubblicani sono alla Casa Bianca, in tutta Europa si è assistito ad un progressivo affermarsi di governi di centro-destra. «La scelta di novembre - ha detto - sarà più che mai determinante, non solo negli Stati Uniti, ma anche nel resto del mondo. Una vittoria di Obama significherà un ritorno alla politica multipolare, all'affermazione dei diritti umani e civili. Se diversamente vincerà McCain, e specialmente con la scelta del vicepresidente, si andrà sempre più diffondendo il messaggio di un certo populismo che si è fatto strada anche in Europa e che in Italia ha portato alla vittoria di Silvio Berlusconi». Tra gli altri argomenti si è discusso della cattiva informazione fornita dalla stampa e sul diffuso clima di insicurezza che domina nel mondo intero. «Oggi - continua Veltroni - l'opinione pubblica è molto fragile ed è esposta a tante paure, ed i mezzi di comunicazione giocano spregiudicatamente la carta della paura, considerata la merce più vendibile. Lo stesso fa la politica che prende facilmente voti sollecitando questa paura. Di questo passo si farà sempre più strada una visione che potrà evolvere in intolleranze e fobie. Occorre al più presto un cambiamento urgente e spero che in futuro in Pd rappresenti per l'Italia la forza del cambiamento».