SPECIALE/EVENTI/ Veltroni e il legame con i Kennedy
Tre persone legate da un ideale comune e sullo sfondo una serie di circostanze che hanno portato al lancio di un libro italiano negli Stati Uniti. Il libro in questione è The Discovery of Dawn (traduzione inglese de La scoperta dell'alba, ndr) di Walter Veltroni, che con Kathleen Kennedy Townsend e Douglas Hofstadter costituisce il trio che in un modo o nell'altro ha avuto la sua vita intrecciata con quella di Robert Kennedy. Legame di sangue per Kathleen, figlia del fratello di John F. Kennedy ucciso a Los Angeles nel 1968, e stessi ideali politici per Walter Veltroni e Douglas Hofstadter, che ha tradotto il libro in inglese e tra le altre cose figlio del Premio Nobel per la fisica Robert Hofstadter e Premio Pulitzer per il saggio Gödel, Escher, Bach - Un'eterna ghirlanda brillante.
Sono ancora il trio che hanno tenuto banco a Barnes & Noble per la presentazione di The Discovery of Dawn (Rizzoli) che, a questo punto, come una scatola cinese, ha visto rivelarsi un'altra persona, intrecciata in qualche modo all'ex sindaco di Roma, ossia Ingrid Betancourt, liberata la scorsa estate dopo aver passato sei anni prigioniera delle Farc, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia.
C'è, all'interno del libro, una frase chiave da cui si può partire per spiegare la relazione tra Veltroni, la Kennedy e Hofstadter. È una bellissima frase tratta da Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Nell'opera Shakespeariana è una dichiarazione d'amore di Giulietta per il suo Romeo, nel libro di Veltroni il riferimento è, invece, a Bob Kennedy, al suo discorso nel 1964 durante la convention democratica ad Atlantic City, e ai 22 minuti di applausi per il ricordo di Jfk ucciso l'anno prima a Dallas. In quell'occasione Bob Kennedy per commemorare il presidente ed il fratello, citò appunto Shakespeare e la frase: When he shall die take him and cut him out into the stars and he shall make the face of heaven so fine that all the world will be in love with night and pay no worship to the garish sun. Anche questo un bellissmo atto d'amore, un atto d'amore che nel caso di Veltroni, come lui stesso ha detto, è riconoscenza all'uomo politico che lo ha ispirato durante la sua carriera, e nel caso di Hofstadter, è tra gli elementi scatenanti che lo hanno spinto a cimentarsi nella traduzione del libro. Hofstadter ha incontrato Veltroni nel 2006 a Roma in occasione del Festival della Matematica. Il matematico fu ospite con tutta la famiglia dell'allora sindaco della capitale. Durante la visita in Campidoglio, Veltroni regalò alla figlia di Hofstadter una copia del suo libro. «Ho letto il libro - ha detto Hofstadter - durante il viaggio di ritorno negli Stati Uniti. L'ho trovato molto profondo e mi ha particolarmente colpito il riferimento a Robert Kennedy. Lui per me è stato un modello e la sua morte mi ha molto sconvolto. Ho deciso così di propormi per la traduzione dell'opera».
La Kennedy e Veltroni, invece, oltre alle idee politiche, sono accomunati da una tragedia d'infanzia, entrambi hanno perso il padre da piccoli, Kathleen a 12 anni, Veltroni a solo un anno. Per il leader del Pd, la Kennedy nutre una profonda stima e ammirazione, al punto da paragonarlo al padre e al suo modo di fare politica. «Walter - ha commentato - ha deciso di trasformare la politica in Italia. Lui è un uomo politico insolito, è una persona estremamente umana e, soprattutto quando era sindaco di Roma, ha aperto gli occhi della gente».
Prima di iniziare il suo intervento, Veltroni ha voluto salutare tra il pubblico Ingrid Betancourt. «Sono onorato della sua amicizia - ha detto - la sua forza e il suo coraggio sono un esempio per tutti. Le sue parole sono un rifiuto dell'odio e una cosciente difesa della libertà. Ci lega un'amicizia profonda».
Parole di ammirazione anche per Kathleen, da lui considerata "una donna con una grande forza morale", e per Hofstadter, "un genio che mi ha aperto nuovi orizzonti".
Veltroni ha, inoltre, raccontato di aver scritto il libro durante un'estate del 2005, quando è rimasto a Roma in seguito all'attacco terroristico a Londra. «Mi sono avvicinato al romanzo - ha spiegato - con prudenza e timore e quando ci sono arrivato ho provato una sensazione particolare. È una cosa che conferisce potenza alla fantasia ed è un'esperienza umana straordinaria. Penso anche di non aver più nulla da chiedere perché il mio romanzo è stato tradotto da uno dei più grandi matematici al mondo. Nel mio libro ho cercato di distinguere la dimensione politica da quella narrativa, salvo per due cose. La prima è l'omaggio a Robert Kennedy, al quale devo le mie scelte politiche, e la seconda è la condanna totale del terrorismo. Penso che nessuno ha il diritto di rubare in modo così cruento la vita ad altri essere umani».
Il giorno prima della presentazione a Barnes & Noble (17 settembre per chi legge, ndr), Veltroni è stato anche ospite dell'Istituto Italiano di Cultura, dove oltre all'accoglienza del direttore Renato Miracco, è stato lodato dal console d'Italia, Francesco Talò come "persona che contribuisce a diffondere con il suo libro la cultura italiana contemporanea".
Infine, abbiamo chiesto alla Betancourt di darci la sua opinione su Veltroni. «Walter è stato sempre presente durante tutto il periodo della mia prigionia - ci ha detto . Lui è tra coloro che hanno contribuito alla mia liberazione e lo amo profondamente soprattutto per le sue qualità umane. Per me, inoltre, è significativo anche il suo libro perché parla delle vittime del terrorismo, una cosa che comprendo molto bene».





