EVENTI/CONCERTI/ Voce e musica da vedere

di Michelina Zambella

Ipnotica è la voce di Boris Savoldelli che, mercoledi 9 settembre, ha dato prova della sue esilaranti creazioni al The Stone, locale culto dell'avanguardia newyorkese, dove si è esibito come solo vocalist e in compagnia del chitarrista compositore Elliott Sharp.

Le armonie di Boris vanno dal jazz al rock, dal gospel al pop, con testi in italiano e in inglese, che impressi su fogli sparsi sul pavimento, gli dettano una trama dal linguaggio fantastico. Uno spettacolo tutto a vedersi, oltre che a sentirsi...

Tra microfoni e looper, movimenti da abile contorsionista, si ottiene un reverbero meravigliosamente naturale. Ma Boris precisa: "Premetto che non sono un tecnico del suono, ciò che uso è stato scelto perché risponde esattamente a ciò che desidero sentire in quel preciso istante quando mi esibisco dal vivo. Altra cosa riguarda le registrazioni in studio. Lì mi affido totalmente all'ingegnere del suono che, bontà sua, deve essere in grado di dare forma sonora a ciò che ho in testa". A Piero Villa e David Bollini, dello studio di registrazione Rumore Bianco, spetta dunque l'arduo compito di registrare in questo avventuroso viaggio newyorkese.

Continuatore di una tradizione di spregiudicati sperimentatori, che va da Demetrio Stratos a Bobby McFerrin, Boris utilizza la voce e il corpo umano al pari di uno strumento musicale. Insanology, il suo primo cd solista uscito nel 2007, è infatti realizzato interamente con la voce, alla costante ricerca di nuove interpretazioni. Un cantato a cappella supportato dal solo ausilio di un looper, per creare intrecci ritmico-armonici circolari. Nessuno strumento aggiuntivo, eccetto la presenza del grande chitarrista Marc Ribot in due brani e la registrazione di un brano inedito di Mark Murphy, che lo stesso ha voluto regalare a Boris. Nel 2008 pubblica per AMS/BTF, con la Deconstructing MetaJazz Band SADO, l'album dal titolo Holzwege e, per la Banksville, con la side project band MHMM, l'album di BluesCore dal titolo Do Not Disturb (www.borisinger.eu).

Ma come si definise Boris e come definisce la sua musica? "Sono eclettico, passionale e creativo. Lo stesso vale per la mia musica perchè mi riflette".

Il bresciano, infatti, approccia sin da piccolo il mondo musicale. Studia canto lirico con Simona Marcello e canto moderno con Elizabeth Sabine (vocal teacher di Michael Bolton e Axl Rose) e Jeffrey Allen. Alla Universitat fur Musik di Graz in Austria studia con Maurizio Nobili e col suo idolo di sempre, Mark Murphy, che martedi lo ha onorato della sua presenza al The Stone. Nel 2002 partecipa ad un voice workshop sulle tecniche vocali utilizzate nelle diverse culture extraeuropee, tenuto da Sef Townsend a Dublino, e nel febbraio del 2004 ad uno Scat-Lab, tenuto da Jay Clayton a New York. Pubblica numerosi cd con diverse formazioni; si esibisce in differenti contesti live, tra cui Sanremo Rock, Premio Musicultura (ex Recanati) come finalista con i Brother K, Miles Jazz Bar di Graz, Miceli's di Hollywood, Charlie O's di Los Angeles.