EAST VILLAGE/ CELEBRATA NEL GAY BAR DOVE C’ERA IL SUO ALTARE/ La Madonna Nera tra sacro e profano

di Michelina Zambella

ppartengono al passato le immagini di credenti che affollano parate religiose. Era il 1905 quando gli immigrati siciliani di Tindari organizzarono la prima processione in onore della Madonna Nera. La sua statua veniva trasportata per le strette strade dell'East Village fino al suo altare, situato a 447 East 13 street.

Ricorre l'anno 2008: stesso indirizzo, scenario diverso. La cappella chiusa, la Madonna Nera custodita in una casa privata del New Jersey, niente processione e incontro al Phoenix Bar, gay bar che dal 1998 ha incorporato il vecchio altare. È lì, nell'East Village, che, lunedi 8 settembre, come da cinque anni a questa parte, scrittori, fotografi, ricercatori e artisti si son ritrovati per ripristinare questa festività siciliana. Uno su cinque cattolico, nonchè sporadico praticante.

Giunti a destinazione, allora, che si fa? "Nulla accade se non vuoi che accada. Puoi fare quel che vuoi"- risponde Joseph Sciorra, accademico del John D. Calandra Italian American Institute/ CUNY, co-organizzatore di quest'evento culturale.

Tanto, infatti, è accaduto in questa celebrazione tutt'altro che religiosa. Un fuori programma dove musica, poesia ed inventività hanno preso luogo.

Annie Lanzillotto, con le pesche fresche e genuine dell'albero di sua nonna, ci ha guidato all'altare dove, senza presentazione, uno dopo l'altro, i convenuti hanno preso scena. L'attrice Lulu Lolo si è vestita da Madonna; lo scrittore George Guida ha letto una poesia di Mario Mazziotti Gillan intitolata "Black Dresses"; John Grimaldi, "italo-americano per adozione" come si è autodefinito, canta "Jesc sol jesc"; Tiziana Rinaldi, scrittrice, insegnante di italiano e di mitologia greca, canta. Ma ciò che più colpisce è vedere suo marito, J.T. Lewis, un "Black Newyorker" che dice: "Questa Madonna è nera quanto me. È impressionante scoprire come esistano grandi connessioni, nelle tradizioni e nei credi religiosi, tra l'Italia e il mondo africano". Studiosi ma anche curiosi, come Luca Fantini, i cui scatti hanno ripreso la creatività espressiva del momento.

Ma se si vuole conoscere la storia della Madonna Nera, sosta obbligatoria è nei siti di Joseph Sciorra (www.nyfolklore.org, www.italianrap.com e www.i-italy.org), adesso impegnato nella stesura del suo prossimo libro, intitolato Built with Faith: Place Making and the Religious Imagination of Italian New York.

"La pelle scura della Madonna viene considerata come miracolosamente potente dalle testimonianze dei credenti salvati dai terremoti, pestilenze e invasioni esterne... Pelle scura, ma senza tratti facciali africani". È quanto si legge in The Black Madonna of East Thirteenth Street, pubblicato su "Voices"(Volume 30, spring- summer 2004). Secondo Sciorra, la nuova generazione di italo-americani interpreta la Madonna Nera come simbolo di forza femminile, armonia razziale e potere spirituale. Opportuno chiedergli se gli italo-americani stiano perdendo le loro tradizioni religiose. "Non è esatto parlare di perdita delle tradizioni religiose, quanto di cambiamento. La relazione degli italo-americani con il divino è dinamica ed è cambiata negli ultimi 125 anni a NYC" - afferma Sciorra.

In che modo, dunque, è cambiato questo rapporto? "Esistono ancora tradizioni cattoliche a NYC, ma la ricca eredità del folk cattolico è stata relegata a piccoli spazi privati, a case o appartamenti, in quartieri extraurbani anche fuori città, dove si entra solo per conoscenza"- conclude lo studioso.