INTERVISTA CON HAVA VOLTERRA, REGISTA DI “THE TREE OF LIFE”/ Le radici nascoste dell’albero della vita

di G.D.M.

Un documentario storico ed una riconciliazione con un genitore scomparso all'improvviso. The Tree of Life di Hava Volterra non è un semplice viaggio nel passato per raccontare la storia degli ebrei d'Italia, ma è anche un toccante percorso all'indietro nel tentativo di capire i motivi che hanno spinto un padre a tagliare ogni legame con le sue origini. Il film ha già avuto un'anteprima newyorkese qualche mese fa alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della NYU e ora è la prima volta che arriva in una sala cinematografica.

The Tree of Life percorre le tracce dell'autrice e regista Hava Volterra, un ingegnere di origini ebraiche trapiantata a Los Angeles, mentre cerca di venire a patti con l'improvvisa morte del padre, intreprendendo un viaggio in Italia, dove lui è nato, per rintracciare le radici della sua famiglia. Il punto di partenza è Ancona, sull'Adriatico, da lì, Hava, con la sua zia 82nne, viaggia in lungo e in largo per l'Italia, imbattendosi in antichi e rari manoscritti, intervistando storici e scoprendo storie stupefacenti sui suoi antenati. Hava può vantarsi di essere una discendente dei da Volterra, famiglia di banchieri durante l'epoca di Lorenzo de Medici e di Luigi Luzzatti, il primo presidente del consiglio ebreo d'Italia. Il film si chiude con una commovente riconciliazione con la famiglia italiana che ha dato rifugio a suo padre durante le persecuzioni naziste.

Abbiamo raggiunto Hava telefonicamente a Los Angeles qualche giorno prima dell'uscita del documentario a New York.

Hava, com'è nata l'idea di girare un documentario sulle origini della sua famiglia?

«È stato un modo per avvicinarmi a mio padre, ed incontrare le persone che lo hanno conosciuto. È morto all'improvviso e io mi sono pentita di un sacco di cose. Ad esempio non sapevo niente della sua storia, da dove veniva. Sapevo solo che era un trapiantato (in un altra terra, ndr) che parlava con un accento italiano. Ma lui non mi ha mai parlato delle sue origini».

Sa spiegarsi il perché?

«Penso che emigrare, lasciare il proprio paese sia una cosa molto difficile. Penso anche che sia un atteggiamento comune a tutti gli immigrati, ossia quello di cancellare il proprio passato e comportarsi come fa un americano vero. La mia generazione, invece, ha un atteggiamento totalmente diverso. Noi cerchiamo di tornare alle nostre radici».

Cosa ha scoperto in Italia?

«La storia degli ebrei non è molto conosciuta, anche se è antichissima. Ma devo dire che gli ebrei sono integrati nella società come in nessun altro paese».

Come se lo spiega?

«Una spiegazione potrebbe essere che essendo lì da tanti secoli, l'integrazione è stato un processo naturale. Nonostante la presenza del Papa e la maggioranza cattolica, devo dire che la società italiana è molto aperta. C'è una netta distinzione tra sociale ed economico e gli ebrei erano e sono liberi di muoversi».

È stato difficile reperire tutte le informazioni?

«Non direi, tutto ciò di cui avevo bisogno era disponibile, i documenti ben conservati e ho scoperto che si fanno molte ricerche sui Volterra e i Luzzatti».

È stata una sorpresa scoprire tanti antenati illustri?

«Sapevo di qualcuno, di tutti gli altri sono venuta a saperlo durante il mio viaggio. Penso che andando a scavare, in ogni famiglia si può scoprire qualcosa di interessante».

Cosa ha provato quando ha rivisto la famiglia che ha salvato suo padre?

«È stato un momento molto emozionante ma allo stesso tempo ho provato anche un senso di colpa. Hanno salvato mio padre e non so se in questo momento sarei qui se non ci fossero stati loro. Sono stati molto calorosi e mi sono sentita come se non meritassi tutta quell'ospitalità. Mi sono chiesta: Perché non lo abbiamo fatto prima? ».

Ora è in pace con suo padre?

«Quasi, sono sicuramente più rilassata. Ero molto vicina a mio padre ma l'ho anche criticato per avermi nascosto il suo passato».

Glielo ha mai detto?

«Sì, ma capisco anche la sua personalità Era un tipo molto reticente».

The Tree of Life, dal 12 al 19 settembre, 7pm, Two Boots Pioneer Theater (155 West 3rd street, corner of Avenue A)

www.twoboots.com/pioneer