Libera

Il desiderio di prostituirsi

di Elisabetta De Dominis

Siamo in piena campagna moralizzatrice, grazie al Papa e alla Carfagna.

Sua Santità vede un rinnovamento spirituale della politica solo attraverso l'entrata dei cristiani in politica. Se tutti i cristiani si comportassero rettamente in economia (che influisce nella nostra vita quanto la nostra vita dipende dalla nostra capacità di sussistenza), avremmo cifre ridicole di evasione fiscale, perché tutti pagherebbero le tasse e tutti le pagherebbero meno, non ci sarebbero gli aumenti del 300 per cento della distribuzione del cibo dal produttore al consumatore, ecc.; cioè non si cercherebbe di diventar ricchi frodando il fisco e il prossimo.

Il Papa si riferisce a dei cristiani virtuali, perché sono così in minoranza da non poter fare niente per frenare l'amoralità sociale. E comunque le persone per bene non stanno al potere. Provane sia che i nostri politici ne hanno fatte di cotte e di crude, di cui il peccato più veniale è il divorzio, ma sono rispettati dal Papa. Dunque la dottrina della Chiesa bolla come concubini solo i poveri diavoli. Perciò i poveri sono malvagi e i malvagi non sono poveri.

Dai ricchi e potenti la Chiesa sa che potrà sempre ricevere qualcosa. Le preghiere non portano denari, ma con i denari si possono comprare le preghiere. Anche le messe per i morti affinché vadano in Paradiso. E la nostra coscienza a posto.

Nutrendo un sentimento d'inimicizia verso la monarchia, dal 1870 per circa quarant'anni, il Papato vietò ai cattolici di entrare in politica, affinché operassero un rinnovamento sociale. Attraverso l'esercizio del potere spirituale vennero fondati giornali, partiti, università, banche legati alla Chiesa. E chi controlla le infrastrutture, controlla un Paese.

Dunque siamo alla fase B: riacquisire il potere temporale sull'Italia. Il Papa considera il nostro Paese sotto la sua sovranità territoriale, come dimostra la sua continua ingerenza nella politica italiana. E riesce a influirvi proprio perché ha ormai in mano un potere socio-economico enorme. Del resto è l'unico sovrano che non cambia mai e non deve rifare alleanze politiche come i partiti ad ogni cambio di governo.

Ai nostri miseri politici, per stare a galla, non resta che professarsi credenti. "Una fede, un popolo" balbetta Buttiglione. Però, di nascosto, vanno a puttane. Scusate la brutalità, ma cos'altro è il disegno di legge Carfagna che considera reato la prostituzione in strada? Mentre al coperto si può fare tutto. Anche carriera...

Ma non tutte le donne, che imboccano la scappatoia della vendita del proprio corpo per aver una vita migliore, hanno le medesime doti e opportunità. E non si vende il proprio corpo solo se si incassa una cifra di denaro, pure attraverso il baratto di se stessa per ottenere un lavoro o un marito.

"La prostituzione mi fa rabbrividire, mi fa orrore e non comprendo chi vende il proprio corpo" ha dichiarato la ministra Carfagna. Per lei la prostituzione è solo quella di strada: perchè è sinonimo di miseria? Carla Corso del comitato per i diritti delle prostitute ha attaccato la Carfagna sostenendo che "ha usato il proprio corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari".

La Santanchè difende il mercimonio al coperto: "Le donne si devono organizzare per fare le prostitute solo perché lo desiderano, non perché sono obbligate".

Ecco, il nocciolo della questione è il desiderio: volere è potere. E chi mira più in alto, arriva più in alto. Allora il desiderio di prostituirsi diventa una virtù.

Certi curricula non sono scritti ma sono di dominio pubblico...