Che si dice in Italia

Il ritorno della Campagnola

di Gabriella Patti

E' tornata la Campagnola, evviva. Non sono un'esperta di automobili - mi limito a guidarle da quando avevo 18 anni ma non chiedetemi cosa c'è dentro il cofano - e men che meno di fuoristrada e quattro per quattro. Ma questa jeep tutta italica mi aveva sempre fatto simpatia. Nata nel dopoguerra in casa Fiat era stata adottata da tutte le forze di polizia, la ricordo bene girare per le strade. In versione "Papamobile" era stato usata da Papa Giovanni Paolo II, anche il giorno dell'attentato che subì, ed era stata riesumata da Benedetto XVI per il suo primo bagno di folla in piazza S.Pietro dopo l'elezione. Ma da anni era fuori pruduzione. Ora l'Iveco, la casa di camion sempre di proprietà Fiat, la rimette in circolazione. Niente fronzoli da suv per andare a fare la spesa. E' fatta per il terreno scosceso e difficile, per guadare fiumi. La frase che più mi ha convinto è quella del capo marketing del gruppo Fiat: "Non vorrei vederla in città: il suo habitat è la natura, rispettata, esplorata, difesa". Il che significa che, quasi certamente, non la guiderò mai. Ma vorrei che avesse successo.

IL DUOMO DI MILANO di questi tempi è al centro delle attenzioni. Non soltanto perché il suo restauro è quasi completato e, a quanto si comincia a vedere, sembra ben fatto. Vi avevo già riferito delle polemiche sul come illuminarlo: tutto intero o solo la Madonnina in quanto simbolo della Cristianità? Adesso si scopre che nasconde anche un mistero. Anzi: un'ingiustizia. L'architetto che, nel 1765, disegnò la celeberrima guglia, un capolavoro di ingegneria, risulta completamente sconosciuto. Le guide turistiche, anche le più dettagliate, non lo citano nemmeno. Si chiamava Francesco Croce. Ma venne osteggiato dagli intelletuali e politici dell'epoca. "Perché loro preferivano uno stile neoclassico severo, ben diverso dal barocchetto del Croce" spiega l'ingegnere Marco Giulio Castelli. Ormai in pensione si è trovato una nuova attività. Sorpreso dalla mancanza di chiari riferimenti sull'aitore della "gran guglia" ha iniziato le ricerche. E adesso, della riabilitazione del dimenticato Croce, ne ha fatto una battaglia.

FRANCO FRATTINI ha giocato d'anticipo. O, meglio: il 51enne ministro degli Esteri è stato costretto - spiazzato e un po' controvoglia, dicono i bene informati - a fare buon viso all'iniziativa della sua nuova e grintosa fidanzata. La 39enne Chantal Sciuto, nota alle cronache del gossip per suoi precedenti amori celebri, tra cui con l'attore Paolo Calissano, ha infatti preso carta e penna, cioè il computer, e ha comunicato ufficialmente alla stampa il suo fidanzamento con il capo della Farnesina. Amore fulmineo, visto che i due si sono conosciuti appena tre mesi fa. La notizia non dovrebbe essere notiza, direte. Sono fatti loro. E' vero, soprattutto in Italia questo genere di affari non ha mai nuociuto o comunque inciso sull'attività dei politici. Anzi. "Non siamo in America" era il commento diffuso dell'uomo della strada, stupito che le scappatelle costassero la carriera ai candidati statunitensi. Ma il mondo, sappiamo, si sta sempre più americanizzando. E l'Italia non è più quella di un tempo. Anche se l'attuale governo è pieno di allegri divorziati, a cominciare dal Grande Capo, il vissuto privato sta diventando decisivo per il successo pubblico. Anche perché è aumentato il peso dell'elettorato femminile, arrivato al 52 per cento. Ma, a proposito di privato, sarei curiosa di sapere che cosa il ministro ha detto a quattr'occhi alla sua intraprendente neo fidanzata.

CON UN GRUPPO DI AMICHE commentiamo una notizia pubblicata sui giornali. Arriva dalla Cina, per la precisione da Shanghai. I pedoni che attraversano la strada con il rosso o fuori dalle strisce regolamentari vengono ripresi e la loro fotografia finisce sulla stampa. In Cina probabilmente funzionerà, perché lì "perdere la faccia" è davvero disonorevole. Ci siamo guardate negli occhi ed è partita una risata corale. Purtroppo la Cina è lontana. E dall'Italia è più lontana che mai.