Il rimpatriato

Quanto sei brutta Roma...

di Franco Pantarelli

Cristian e Federico, ambedue di 29 anni, camminano per la Via dei Fori Imperiali estasiati dalle bellezze dell'antica Roma che sono venuti a visitare. Laggiù, dove lo stradone finisce, c'è il Colosseo. Sulla destra ci sono le carte geografiche in pietra fatte installare da Mussolini per indicare le conquiste territoriali e i trionfi militari delle legioni romane che lui prometteva di emulare e sulla destra c'è la facciata di un palazzo finto (un nudo muro con delle finestre) anch'esso fatto erigere da Mussolini per nascondere - nell'imminenza della visita di Hitler - le povere casette che gli avrebbero fatto fare una brutta figura di fronte all'illustre ospite. Proseguendo nel loro cammino verso il Colosseso, i due giovani calpestano distrattamente un grande quadrato senza sapere che un tempo era la piattaforma di un'enorme statua. Di essa rimane solo un piede e grazie a quello si può calcolare quanto fosse alta: alcuni metri più di Miss Liberty a New York. Pare che raffigurasse Nerone, ma dopo l'avvento della cristianità diventò la raffigurazione di un santo di cui mi sfugge il nome, prima di essere distrutta durante i tanti saccheggi subiti da Roma nel suo lungo decadimento.

Ecco, è proprio vicino a quel grande quadrato che i due ragazzi si sentono arrivare addosso una gragnuola di sassi, seguiti dagli energumenti che li avevano lanciati e che ora volevano concludere l'aggressione a bastonate. La loro colpa? Quella di tenersi per mano. Cristian e Federico, infatti, sono gay e questo basta per prenderli a botte. Alcuni testimoni hanno riferito che mentre li picchiavano gli energumeni gridavano qualcosa del tipo "Ora le cose sono cambiate. Per voi froci a Roma non c'è più posto". A cosa si riferivano? Che si sappia, la cosa più importante è "cambiata" recentemente a Roma è l'amministrazione cittadina: al "buono" Walter Veltroni è subentrato Gianni Alemanno, che ha esordito con l'idea di intitolare una strada a Giorgio Almirante (quello che durante la Resistenza minacciava di "fucilazione nella schiena" i partigiani) e ha proseguito sostenendo, proprio l'altro giorno, che a parte le leggi razziali il fascismo non era poi tanto male. E chissà perché nella mia mente si è affacciato il ricordo di quando, durante i miei anni americani, alcuni poliziotti di New York picchiarono dei ragazzi neri al grido di "Per voi è finita, adesso al potere c'è Giuliani", che era appena subentrato a Dinkins sulla poltrona di sindaco.

Fu difficile allora collegare direttamente la debolezza mentale di quei poliziotti alla vittoria elettorale di Rudy, come è adesso difficile collegare direttamente la debolezza mentale degli aggressori di Cristian e Federico all'elezione di Alemanno. Il sentimento anti-gay da parte di molti romani "machos" non è certo una novità. Ma è un fatto che ultimamente la loro protervia è in aumento. La passeggiata di Cristian e Federico era cominciata al "Coming Out", il primo pub gay aperto a Roma due anni fa con una cerimonia allegra e liberatoria e proprio da quel locale vengono le indicazioni che "qualcosa sta cambiando". Non una mutazione epocale come la buffa trasformazione della statua di Nerone in quella di un santo ma qualcosa capace di incidere parecchio sulla vita quotidiana di chi deve difendere continuamente il diritto alla propria omosessualità. I camerieri del "Coming Out", per esempio, non osano più andare a casa dopo il lavoro con ancora indosso la maglietta con la scritta del loro pub, dopo che a luglio una loro collega è stata aggredita proprio perché la indossava; e quanto al Gay Pride, fino all'anno scorso quelli che vi avevano partecipato se ne tornavano a casa con le loro variopinte bandiere bene in vista "come per diffondere in tutta la città la felicità di quella manifestazione", mentre invece adesso, al momento di allontanarsi dal corteo, tutti provvedono a nascondere per benino le loro bandiere per evitare guai.

E poi c'è l'incendio appiccato allo stesso "Coming Out" alcuni mesi fa, le scritte "Gay ai forni" che spuntano qua e là, i tassisti che rifiutano di raccogliere passeggeri che "sembrano gay" e tanti altri episodi, piccoli e grandi, che fanno della cronistoria degli ultimi mesi una sorta di bollettino di guerra. Una volta dei romani si diceva che, avendone viste di tutti i colori nel corso dei secoli, avevano acquistato uno spiccato senso della tolleranza e per questa ragione le dispute fra "diversi" avvenivano sul filo delle battute, magari mordaci ma sostanzialmente innocue. Ora si preferisce il bastone (o i sassi, o le bottiglie incendiarie) e vai a capire se questo nuovo "clima" costituisca la causa o l'effetto della vittoria della destra. L'unica cosa sicura, per ora, è che l'aria si fa sempre meno respirabile.