OPERA/Intervista con Saimir Pirgu/ Un albanese tra Puccini e Allen

di GIna Di Meo

Sabato 6 settembre, la Los Angeles Opera ha tenuto a battesimo due debutti, quello di Woody Allen che per la prima volta si è cimentato come regista nel mondo dell'opera e quello di un giovane tenore albanese, Saimir Pirgu italiano di adozione che per la prima volta ha calcato le scene americane. Tutti e due appassionatamente per una delle opere italiane più divertenti, Gianni Schicci, parte de Il Trittico di Giacomo Puccini. Le agenzie di stampa tempo fa hanno riportato che il regista è stato voluto dal direttore generale della Los Angeles Opera, Placido Domingo per l'apertura della stagione 2008/09. Dal canto suo, Allen ha dichiarato: "Non ho la più pallida idea di quello che sto facendo, ma l'incompetenza non mi impedisce di tuffarmici con entusiasmo".

Siamo invece riusciti a raggiugere a Los Angeles Saimir Pirgu, che ci ha rilasciato un'intervista ad un paio di giorni dal debutto.

Il giovane tenore è nato nel 1981 a Elbassan in Albania ed ha iniziato giovanissimo lo studio della musica, diplomandosi in violino presso il liceo artistico della sua città natale e poi in canto al Conservatorio di Bolzano, sotto la guida di Vito Brunetti.

Nel 2001 si è imposto all'attenzione della critica come "miglior giovane cantante meritevole" al Concorso "Umberto Sacchetti" di Bologna, poi ha vinto il Concorso "Enrico Caruso" di Milano e il Concorso "Tito Schipa" di Lecce. Ha iniziato la sua carriera con il ruolo di Ermanno nell'Equivoco Stravagante di Gioacchino Rossini a Strasburgo e al Rossini Festival di Wildbad. Subito dopo debutta nel ruolo del Cavalier Belfiore nel Viaggio a Reims al Rossini Opera Festival di Pesaro, dove ritorna nel 2003 per interpretare Alì in Adina, sotto al direzione di Renato Palumbo. Dopo aver cantato in diversi teatri in Italia, nel 2004 è ritornato per la prima volta nel suo paese natale, alla National Opera di Tirana interpretando Nemorino nell'Elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Nel 2006, Saimir Pirgu ha inciso per Universal il suo primo CD, Angelo casto e bel, un'antologia di arie operistiche di Mozart, Pergolesi, Bononcini, Donizetti, Verdi, Massenet.

Saimir, a che età hai iniziato a studiare il violino e quando ti sei accorto di avere una voce?

«Ho studiato il violino dall'età di sei anni e fino a quindici anni, quando mi sono diplomato. Poi mi sono accorto dopo aver sentito i Tre Tenori, che mi piaceva cantare come loro. In realtà, ho sempre cantato, da piccolo ero un bambino prodigio, di quelli che cantano in occasione dei festival nazionali per bambini. Vengo da una famiglia senza nessun legame ufficiale, diciamo così, con la musica, ma di grandi amanti della musica».

È l'Italia il paese che ti aperto le porte per primo, vero?

«Devo dire che sono venuto in Italia per studiare e come per tutti  gli studenti la vita in un paese straniero non è facile... Quindi confermo che non è stato del tutto facile iniziare, ma in effetti non posso proprio lamentarmi, perché in fondo è andato tutto bene. Inoltre, una cosa è certa: io amo molto l'Italia e gli italiani mi piacciono con i loro pregi e difetti».

Sei stato definito il nuovo Pavarotti e sei giovanissimo, il paragone può rappresentare un fardello per te?

«Sinceramente, io penso che i Tre Tenori o gli altri tenori del secolo scorso siano stati degli artisti troppo grandi per essere assimilati a noi giovani, o ai cantanti di oggi. La maggior parte di questi grandi nomi ha fatto almeno 30 anni di carriera... Per quanto mi riguarda, mi sembra decisamente presto per definirmi attraverso dei paragoni, per di più dopo così pochi anni di carriera. Diciamo solo che la mia è una buona partenza .... ».

Los Angeles è stata la tua prima volta negli Stati Uniti, qual è stato il percorso che ti ha portato qui?

«È stato il Maestro Domingo che, dopo avermi sentito a Vienna, ha pensato a me per questa produzione, e poi anche il Maestro James Conlon che avevo già avuto modo di conoscere, a Bologna, in Italia. Poi abbiamo mandato video e foto a Woody Allen. Devo dire che come prima volta in America sono veramente contento anche perché il clima di lavoro è stato eccezionale. Ciò che si dice un vero lavoro di gruppo e pieno di sodisfazioni che penso non dimenticherò facilmente.  Mi trovo molto bene a Los Angeles».

Che effetto ti fa essere diretto da Woody Allen?

«Il primo commento di  Allen è stato, all'incirca: "Sono sorpreso, mi ero preparato di  lavorare con cantanti, ma vedo che anche i cantanti lirici possono fare gli attori". Devo dire che è una persona molto gentile e acuta, molto attento a tutto quello che succede tra noi tutti. È stato un piacere lavorare con lui».

Qual è il ruolo che più si addice alla tua personalità?

«Diciamo che sono nella fase in cui cerco di fare bene ogni ruolo che mi si proponga. Certo, Il Duca di Mantova nel Rigoletto e Alfredo ne La Traviata, di Verdi credo siano quelli a cui io mi avvicino di più. Tra qualche anno, però, penso che Romeo, Werther possano diventare ruoli in cui io veramente troverò me stesso».

Chi sono i tuoi modelli, sia come tenori che come compositori?

«Io ho l'abitudine di sentire tutti da Caruso, Del Monaco, Corelli, Gedda, Carreras, Domingo, Pavarotti, senza dimenticare nessuno, tutti loro sono i miei idoli, non si può amarne uno solo, sarebbe come dire che mi piace solo la Quinta di Beethoven.  Poi come compositori, amo molto Mozart, Verdi, Puccini e sono un patito della musica sinfonica, Mahler,Tchaikovsky, Stravinsky, Ravel, Dvorak».

Il tuo rapporto con l'Italia? Pensi di diventare cittadino?

«Io non sono italiano. Vivo in Italia ormai da 8 anni e mi piace molto viverci, però rimango sempre un albanese e ne vado fiero . Il nostro popolo ha una grande storia che cinquant'anni di comunismo hanno sicuramente compromesso ma non spazzato via... Penso che popoli piccoli come il nostro, che sono riusciti per millenni a custodire la loro lingua, hanno sempre qualcosa da dire alla storia».

Tra i futuri impegni di Saimir ci sono: Don Giovanni, Falstaff e La Traviata alla Staatsoper di Vienna, La Traviata a Losanna e nel 2010 al Covent Garden di Londra. Saimir Pirgu debutterà al Santa Fe Opera Festival ne La Traviata nel 2009, canterà  poi Falstaff a Barcellona e Così fan tutte al Theatre du Capitole di Toulouse. Sempre nel 2009 sarà ancora Rinuccio in Gianni Schicchi al Metropolitan di New York.