Il rimpatriato

L'offensiva dei più cattolici della Chiesa

di Franco Pantarelli

Agli albori dell'umanità non si era in grado di stabilire alcun nesso fra un seme gettato (dal vento) e la crescita di una pianta. Poi quel nesso fu scoperto. Agli albori ancora più remoti dell'umanità non si conosceva il rapporto di causa-effetto fra l'atto sessuale, la gravidanza della donna e quindi la nascita di un bambino. Poi quel rapporto fu scoperto. Qualche secolo fa, quando l'umanità aveva già percorso un lungo cammino nella comprensione della natura e le sue leggi, si credeva ancora che il sole girasse attorno alla Terra, ma anche quella convinzione lasciò il passo al progredire degli studi che dimostrarono l'esatto contrario. La notte dei tempi non ci consente di sapere se e quanto le prime due delle conquiste menzionate abbiano provocato scalpore fra i contemporanei, né se i loro autori abbiano subito punizioni. Della terza conquista - avvenuta in tempi in cui gli uomini avevano già imparato a "registrare" gli avvenienti storici - si sa invece tutto: che Niccolò Copernico riprese nel quindicesimo secolo l'intuizione di Aristarco di duemila anni prima e lavorò a dimostrarla scientificamente grazie ai mezzi che l'astronomo greco non aveva; che lui stesso esitò a lungo prima di pubblicare il risultato delle sue ricerche per paura della reazione della Chiesa e che quella sua paura trovò una tragica giustificazione con ciò che accadde un secolo dopo a Galileo, condannato all'umiliazione dell'"abiura" e all'esilio.

La Chiesa avrebbe poi impiegato altri secoli per riconoscere che Galileo aveva ragione, ma a tutt'oggi una sua vera "abiura" per il male procurato a lui e alla scienza non c'è ancora stata. E' un cammino lento, il suo, che però una quarantina d'anni fa ebbe un guizzo, quando si trattò di stabilire il metodo più valido per accertare scienificamente l'avvenuta morte di una persona. Centiniaia di medici, giuristi, filosofi ed esponenti religiosi convennero da tutto il mondo al famoso incontro di Harvard e si accordarono sul concetto che la morte avviene quando si verifica la "cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo", che poi sarebbe quella che comunemente chiamiamo "morte cerebrale" o "elettroencefalogramma piatto". In pratica si era stabilito che l'accertamento della morte non passava più attraverso la cessazione dell'attività respiratora, ma attraverso la cessazione delle "funzioni dell'encefalo", vale a dire l'attività del cervello. Non era un cambiamento da poco e infatti si decise che la cessazione di quell'attività andava controllata con esami rigorosi destinati a durare almeno sei ore dal momento in cui l'elettroencefalogramma aveva cominciato a fornire il segnale piatto.

La Chiesa accettò rapidamente quella definizione di morte e proprio l'altro ieri l'ha ribadita, con un'aggiunta: quella che il consenso dei parenti di un deceduto alla donazione dei suoi organi dopo lo svolgimento di tutti i controlli stabiliti a Harvard è da considerare "un atto di grande carità". Ma perché la Chiesa ha sentito il bisogno di ribadire quel concetto? Perché il giorno prima sul "suo" giornale, L'Osservatore Romano, era apparso un editoriale che sosteneva il contrario, e cioè che se - nonostante l'elettroencefalogramma piatto - un paziente continua a respirare (aiutato dalle macchine), è da considerare ancora vivo. Insomma la Chiesa ha solennemente smentito, entro ventiquattro ore, il proprio organo di informazione colpevole di essere incappato nel primo "infortunio giornalistico" dei suoi 147 anni di vita. 

Un episodio marginale, in fondo, che al massimo comporterà la punizione (speriamo più blanda di quella sofferta da Galileo) di qualche membro della redazione. Ma nel suo sottofondo c'è - come al solito - il "clima culturale" che si respira oggi in Italia. Un clima fatto di corsa frenetica all'indietro, di smantellamento sistematico di tutto ciò che si è imparato, un clima dove il primo che si sveglia con un'idea astrusa trova sempre qualcuno disposto a rilanciarla senza badare troppo alla sua consistenza. Non è un bel vedere per chi, come il sottoscritto, è tornato qui lasciandosi alle spalle i "cristiani rinati" e simili che impazzano (lo abbiamo visto anche nella convention repubblicana appena conclusa) negli Stati Uniti.