LA LEZIONE DI GIOVANNA ASSENSO AL MET/ Oziando a cena con gli antichi romani

di Michelina Zambella

Fra statue, mezzi busti, dipinti e mosaici ci si addentra nell'antica Roma attraverso le colonne del Metropolitan Museum che, domenica 24 agosto, ci hanno aperto l'immaginazione e anche la fame, vista l'ora e il tema affrontato: "Ozio Romano: lusso e cena nell'Antica Roma". A parlarcene, nel giorno dell'anniversario dell'eruzione del Vesuvio, Giovanna Assenso, insegnante italo-americana di Storia dell'Arte all'Hunter College che effettua questo tour al Met almeno quattro volte l'anno. La saggezza di Plinio il Vecchio e gli appassionanti racconti della Assenso hanno consentito agli attentissimi turisti di fare un salto nel passato, presso i romani della tarda Repubblica e inizio impero. Capaci di passare da un'estremità all'altra, dalla semplicità del farro e del grano agli stravizi di vino e pesce, i romani del periodo transizionale si abbandonavano a banchetti dove l'eccesso era spesso di rigore.

Se il prandium era il leggero pasto di mezzogiorno, l'unico dei romani impegnati in guerra, politica e qualsiasi attività richiedesse uno sforzo, la cena invece apparteneva al divertimento e alla pace, al tempo dell'ozio (otium).

Prima di cominciare a banchettare e a sedersi sui tre letti disposti ad u intorno alla tavola centrale, i romani - non meno di tre e non più di nove ospiti - usavano passeggiare nel giardino della "villa", in cui era possibile ammirare statue di bronzo come quella di "Eros che dorme", esposta al Met. Le cene repubblicane, per lo più feste private, con l'impero diventano capaci di influenzare la reputazione e la vita pubblica degli ospiti che vi partecipavano. Similitudine questa con quanto accade oggi con le star di New York o Los Angeles. "Più che questione di classe, si trattava di questione di genere e - afferma la Assenso - alle cene gli invitati erano prettamente uomini". Amatori del buon vino e di snack, i romani cominciavano le loro cene "lussuose" con lumache e frittate di asparagi, come antipasto, tonno bollito in sale o pesce in generale, come prima portata, uva zuccherina per concludere dolcemente la serata.

Con l'impero che si espande sui mari greci, dunque, il lusso si porta a tavola sia nei contenuti che nelle forme. Il sale, come le spezie, rappresentano l'elemento di transizione dalla Roma città a Roma capitale dell'impero che si allarga e importa. Piatti, d'argento, che diventano più ricchi, gustosi, complessi per deliziarsi col pesce fresco, quello dell'Egeo. Pesce che si mangia ma che diventa anche motivo ridondante di dipinti, mosaici e pavimenti della casa romana.