EVENTI/ARTE/ Le fatiche di Michelangelo

di Monica London

Vasari ci racconta che, prima di morire, Michelangelo nella casa di Macel de' Corvi passò giorni interi a bruciare disegni, appunti, abbozzi, cartoni, schizzi. Lo fece, si dice, per cancellare le tracce della fatica dell'artista e per rinsaldare il concetto che l'arte è un dono divino e come tale trasmesso senza passare per un lungo travaglio. Il rapporto tra l'artista e il genio, o meglio tra il processo creativo e l'elemento divino, è uno dei temi più antichi dell'arte, su cui Shopenauer ha costruito un'intera filosofia. «Il genio è espressione dello spirito contemplativo che trascende il singolo Io volente» sosteneva il filosofo nel suo trattato intitolato Il genio e l'arte. Un concetto sulla quale Michelangelo deve avere dibattuto molto durante i suoi anni più tardi e che lo ha portato, secondo l'aneddoto raccontato dal Vasari, a dissipare parte di quello che oggi rappresenterebbe uno dei più preziosi tesori della storia dell'arte rinascimentale.

A dare omaggio al genio del maestro fiorentino e al lavoro artistico che del suo ricco patrimonio rimane forse il più controverso, è stato l'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, diretto da Francesca Valente, che in collaborazione con la direttrice della Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, Pina Ragionieri, ha inaugurato una conferenza su questo tema. All'evento ha partecipato il console generale Nicola Faganello e tra i vari sponsor ricordiamo la famiglia Barbera, la casa editrice FMR, il principe Duccio Corsini e la fonderia Marinelli di Firenze. La direttrice Ragionieri, studiosa di Michelangelo e autrice di diversi saggi, ci spiega che fu anche quest'ansia di perfezione del maestro a rendere la sua opera rara e ricercata nel corso della storia: tanto che Leonardo Buonarroti, suo nipote ed erede, riuscì a comprare solo a caro prezzo sul mercato romano, dopo la morte dello zio, un gruppo di suoi disegni. Disegni che poi passarono alla famiglia dei Medici e che rimasero oggetti di lunga contesa fino a quando tornarono alla Casa Buonarroti nel 1975. Oggi il museo custodisce più di duecento fogli tra cui ricordiamo il celebre Nudo di schiena (1504-5) e la Cleopatra (1535). La direttrice sostiene l'importanza di promuovere scambi culturali e di far circolare le opere del celebre artista, di grande interesse per il pubblico americano. All'università di Syracuse fino al 12 ottobre è in corso un'esibizione che espone quattordici disegni di Michelangelo, alcuni dei quali per la prima volta negli Stati Uniti, e una serie di scritti presi in prestito dalla Casa Buonarroti. Michelangelo: the Man and the Myth, seguita da un ciclo di conferenze dal titolo Rethinking Michelangelo: a series of lectures, concerts, and special events che intendono esplorare la figura di Michelangelo nel suo aspetto più eclettico: da pittore a poeta, ma anche architetto militare, anatomista, patriota e imprenditore. Una celebrazione del vero uomo rinascimentale. La mostra sarà inoltre al Joseph I. Lubin House (11 East 61st Street) di New York dal 4 novembre al 4 gennaio.

A fine della conferenza la direttrice Ragionieri è stata onorata con il premio Michelangelo medal award promosso dall'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, una medaglia in bronzo fatta per l'occasione dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze, una delle ultime fonderie ad usare le stesse tecniche di rifinitura a mano usate dagli scultori fiorentini del Rinascimento. Al pubblico è stato invece donato una copia della serie Book Wonderful della casa editrice FMR: Michelangelo: la dotta mano. Il volume originale fatto a mano, intarsiato in marmo, eseguito con i materiali preziosi più ricercati vale 100.000 euro. Una delle copie, in serie limitata, è stata di recente donata dalla casa editrice bolognese al Prado Museum di Madrid per dare omaggio al prezioso patrimonio artistico e culturale lasciato dal maestro e annoverare l'eccellenza dell'antica tradizione dell'arte libraria in Italia.