ARTE/PERSONAGGI/ Vascellari, cut-up sonoro

di Olivia Fincato

II mondo dell'arte newyorkese freme impaziente. Arrivano flotte d'inviti insieme a comunicati e notizie online a proposito d'inaugurazioni di mostre, retrospettive, eventi d'ogni genere. Manca veramente poco e dalla settimana prossima, Chelsea, insieme alle nuove gallerie della Lower East Side, sarà nuovamente teatro per vernissage, incontri, artisti, curiosi e, naturalmente stampa.

Il via è fissato per giovedì 4 settembre, in quella serata dovremo sdoppiarci per essere presente a tutti gli happenings che accadranno tra la ventunesima e la ventiseiesima strada. Noi ci saremo e sicuramente non mancheremo all'opening della galleria Roebilng Hall, 606 West 26th street (www.roeblinghall.com), non solo perché la mostra inaugurale All Cut Up c'incuriosisce, ma soprattutto perché tra i lavori presenti ci saranno anche quelli dell'artista veneto Nico Vascellari, una delle figure più dirompenti e poliedriche della scena d'arte contemporanea italiana.

Alla collettiva All Cut Up curata da Rita De Alencar Pinto parteciperanno diciassette artisti emergenti, internazionalmente riconosciuti, invitati ad esplorare tramite la tecnica del collage, tematiche differenti che nascono e si sviluppano durante il processo creativo, legate al loro background ma non necessariamente, senza effettivi limiti di soggetto. Un viaggio introspettivo e sconfinato, dalla fiaba alla pornografia, dalla musica a paesaggi naturali, personali e non solo.

Siamo alquanto desiderosi di vedere il cut up di Vascellari, soprattutto dopo i successi dell'artista alla scorsa Biennale di Venezia e alla recente Manifesta7, Biennale Europea d'Arte Contemporanea inaugurata a luglio (www.manifesta7.it)

Il lavoro di Nico Vascellari è difficilmente decifrabile, estremamente eclettico e decisamente impulsivo, l'artista viaggia disinvolto e lucido tra mondi diversi, senza regole se non le sue, dalla musica al video, dalla fotografia al collage, dalla moda al documentario per poi tornare alla musica, fondamentale nella sua poetica. Cantante del gruppo punk With Love, Nico porta l'energia compulsiva di un concerto underground nello spazio d'arte, lo spiazza, sconvolgendo ordini e pubblico e concentrando su se stesso un magnetismo travolgente, che vibra durante l'azione ed echeggia nel momento successivo.

L'artista nasce nel 1976 a Vittorio Veneto, piccolo borgo ai piedi delle montagne e nutre, probabilmente sin dall'infanzia, un legame viscerale quasi linfatico con la foresta. Nel suo video A Great Circe del 2005 immagini di disarmante bellezza lo ritraggono coperto di vesti colorate nel mezzo del bosco, l'artista cerca, segue qualcosa, mentre paura e amore s'intrecciano violentemente e si perdono nel buio della natura. L'odore del legno impregna l'opera di Vascellari, è quasi inscindibile, lo si respirava in Cuckoo, la preformance-rituale di due anni fa alla galleria Viafarini di Milano, lo si toccava in Revenge, la scorsa estate all'arsenale di Venezia.

Abbiamo incontrato l'artista e gli abbiamo fatto qualche domanda in anteprima. Segue l'intervista.

Che lavoro presentareai alla collettiva All Cut Up" alla Roebling Hall Gallery?

Una seria di nuovi collage senza titolo. Immagini create tagliando particolari molto piccoli dalla prima all'ultima pagina di una rivista e incollati su un foglio di carta della stessa dimensione delle pagine della rivista nella stessa posizione in cui comparivano originariamente.

Tagliare, scoprire, separare per poi rincollare, riassemblare mescolando materiali, frammenti, emozioni. Come inizia e dove finisce il tuo "collage"?

Imposto il collage così che possa essere genitore di sepoltura. Deve nascondere per lo meno quanto mostra.L'idea di stratificazione è probabilmente una delle cose che più al mondo mi affascina.

Hai appena presentato l'opera intitolata Hymn a Manifesta 7, una video proiezione composta dalla stratificazione di 12 panorami naturali su specchi rotti accompagnata da 36 brani emessi da amplificatorri costruiti a mano. Com'è nata l'ispirazione? Come l'hai realizzata?

L'ispirazione è bestia rapida e necessita di costante movimento. Difficile dire dove si è vista l'ultima volta. Probabilmente è stato durante un bagno al lago con gli amici oppure durante un'escursione in montagna con quegli stessi amici.Ogni panorama naturale proiettato corrisponde ad un luogo in cui sono stato condotto da un differente musicista che ha in comune con gli altri solamente il fatto di trovare nella natura la fonte d'ispirazione primaria.

L'idea di viaggio e di isolamento nel tuo lavoro

Lo spostamento e la scoperta del nuovo smuovono ciò che di stantio giace allegro e comodo dentro di noi e lo fa attraverso intimi monologhi dialoganti. Quello che spero possa essere anche ogni mia opera.

Cosa rimane del Punk

Credo solo il tempo potrà proferire parola in merito.

Le tue performance sono rituali che si consumano in palchi, scantinati, gallerie o spazi artistici (come durante la 53a Biennale di Venezia). Come cambia la relazione con il pubblico a seconda del luogo? E con te stesso?

Nel momento in cui un luogo ospita una mia azione diventa un territorio.In quel preciso istante ambisco alla creazione di nuove regole che impediscano dinamiche prevedibili e inneschino possibilità per un disagio collettivo. Questa collettività deve inevitabilmente includere anche me.

Nel tuo lavoro emerge spesso un legame viscerale con la natura rappresentata da boschi, foreste, cime montuose. Come vivi intimamente questo rapporto e come lo trasporti nel tuo lavoro?

Non mi sono mai reso effettivamente conto di quanto vitale fosse per me essere circondato da paesaggi naturali fino a quando non li ho trovati più attorno.Ciò a cui ambisco è un percorso nel buio della memoria, nelle sedimentazioni ataviche oscure, come acque dal fondo sabbioso e, per il momento, la natura mi sembra il luogo migliore per queste passeggiate.

Hai vissuto a New York e ci torni spesso per lavoro. Pensi che New York sia ancora la mecca per molti artisti? Laboratorio o mercato di idee?

New York è una città meravigliosa in cui la vita scorre a diversi livelli.Sopra e sotto. Sempre e ovunque. Questo è il motivo per cui continuo a tornarci.

Progetti futuri? Collaborazioni?Ho una mostra in preparazione al Museo PAN di Napoli e subito dopo la personale alla Galleria Monitor di Roma. A dicembre sarò in Brasile per una collaborazione con Arto Lindsay. A fine ottobre inauguro insieme a Gio/canedicoda e PJ/secondsleep uno spazio a Vittorio Veneto, Codalunga, con un evento di tre giorni intitolato Three Days Of Struggle a richiamare il mitico festival hardcore che la Green Records organizzava a Padova oramai più di dieci anni fa.