PERSONAGGI, LUOGHI E CURIOSITA’ DEL FESTIVAL/ Il Lido delle meraviglie

di Alessandra Mattanza

lI Leone non ha perso la voglia di ruggire. La Mostra Internazionale d‘Arte Cinematografica di Venezia, giunta alla sua 65° edizione, negli ultimi anni ha subito un vero Rinascimento, riuscendo ad aggiudicarsi alcuni dei film più quotati, come la presenza di moltissime star internazionali. La mostra si è aperta mercoledì scorso con la proiezione in anteprima mondiale nella Sala Grande del Palazzo del Cinema di Burn After Reading di Joel e Ethan Coen, presentato fuori concorso.

Al regista Ermanno Olmi dedicata una rassegna speciale. I film in programma sono suddivisi in quelli in concorso Venezia 65, nei Fuori Concorso, Orizzonti, anche per documentari, e Corto Cortissimo, per cortometraggi, mentre il cantiere di riproposte e restaurati è dedicato al Cinema Italiano Ritrovato dal 1946 al 1975. La mostra si svolge nella cornice del Lido di Venezia fino al 6 settembre, con un inedito allestimento scenografico del grande Dante Ferretti. Tra le star internazionali anche George Clooney e Brad Pitt. Tra i film italiani in concorso si segnalano Il papá di Giovanna di Pupi Avati (vedi intervista sopra), con Francesca Neri, Ezio Greggio e Serena Grandi, Il seme della discordia di Pappi Corsicato, con Alessandro Gassmann, Martina Stella e Isabella Ferrari, Un giorno perfetto di Ferzan Özpetek, con Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea e Stefania Sandrelli. Tra i Fuori Concorso interessanti sono Puccini e la fanciulla di Paolo Benvenuti e il documentario Vicino al Colosseo c‘è Monti, un cortometraggio di Mario Monicelli (vedi intervista accanto). Nella sezione Orizzonti, dove si esplorano sperimentazioni e artisti emergenti, opere italiane sono invece Il primo giorno d‘inverno di Mirko Locatelli, PA-RA-DA di Marco Pontecorvo e Below Sea Level di Gianfranco Rosi, un documentario di produzione italo-americana.

L'atmosfera è frizzante e festaiola al Lido, piena di glamour e di fan, nonostante il numero sempre più crescente di poliziotti e forze dell'ordine e le misure contro il terrorismo che costringono a slalom forzati tra i cinema, metal detector e controlli sempre più severi. Il Lido è per una volta il protagonista, il "re" incontrastato della laguna, nel suo periodo più bello, a settembre, quando il sole al tramonto tinge i tetti delle capanne sulla spiaggia di un arancione intenso e la sera scende quella leggera brezza, vigile premonitrice dell'autunno. Lo si raggiunge con solo una decina di minuti in motonave da Piazza San Marco o con 15-20 minuti di vaporetto da Venezia. Di solito vive del lento trascorrere del tempo, con le eleganti villette addormentate sotto il sole, i gatti che oziano dai balconi delle finestre o che occhieggiano tra le siepi dei giardini, i canali che corrono tra ponti e ponticelli, gli storici alberghi dall‘aria fin de siècle. Per tutto il periodo del festival è però animato dalla febbre della celluloide. La gente fa su e giù per le vie di Santa Maria Elisabetta, il viale dello shopping, con negozi, pizzerie e gelaterie che si susseguono una dietro l‘altra. Non appena si arriva nel lungo viale che accompagna la spiaggia e che conduce al Palazzo del Cinema, si scorgono, da dietro una siepe, i tetti dei capanni bianchi e il colore azzurro del mare, che fanno capire che questa è un‘isola speciale, contraddistinta da un‘eleganza d‘altri tempi. Ci sono poi gli hotel leggendari, come il bianchissimo De Bains, da sempre prediletto da letterati e intellettuali, come Thomas Mann, e l‘Excelsior, dalla sua architettura orientaleggiante, che domina sovrano sulla spiaggia. In fondo il Lido era la residenza estiva dei ricchi veneziani che si rifugiavano in estate nelle raffinate villette in stile liberty sul lungomare, per scappare all‘afa delle calli veneziane e alle zanzare. Ma anche l‘alta società di tutta Europa veniva su questa spiaggia a respirare un po‘ di iodio.

Il Lido conserva ancora l‘aspetto un po‘ snob da „vecchia signora indispettita" e guarda talvolta con diffidenza gli stand della TV e della radio, le tende e i tendoni che la travolgono in periodo di festival. Anche se i suoi abitanti non disdegnano il business di un periodo che per loro è tesoro. Gli hotel, strapieni e prenotati di anno in anno, lievitano i prezzi di più del doppio, tanto da fare diventare „economica" Venezia.

Il punto di ritrovo generale di tutta la mostra è il Palazzo del Cinema, che per ogni edizione viene abbellito in modo differente, non risparmiando il tema del Leone. Le star sfilano sul tappeto rosso alle prime dei film, tra flash dei paparazzi e le urla dei fan. Il Casinò è la base della stampa, più di 2.000 accreditati che corrono, scrivono, si incontrano tra gli uffici, litigano per assicurarsi un computer, si affollano nella sala conferenze stampa, area strettamente off-limits ai non addetti ai lavori. Ci sono poi i grandi maxischermi, installati in prossimità sia del Palazzo del Cinema che del Casinò, con immagini e servizi giornalistici, come filmati. Tutta l‘area antistante al Casinò e quella eventi del Garden, detta Movie Village, è invece un formicolare di gente, con stand dove si svolgono incontri di attori e registi con il pubblico, presentazioni e tavole rotonde sull‘attività delle associazioni presenti e delle case di produzione cinematografiche. I bar e i caffè la sera si trasformano in lounge e discoteche, dove si fanno party fino alle prime ore del mattino. Sulla rotonda di fronte al Casinò, c‘è lo Spazio Quintessentially Terra, che ospita incontri, presentazioni, interviste ed eventi mondani. Altro punto d‘incontro generale è il Lion Bar, dove si danno appuntamento i giornalisti per il caffè o per la pausa-pranzo e qualche fan di passaggio. Le star alloggiano nei grandi hotel, tra cui primeggia l‘Excelsior. È per tutta la giornata un andirivieni costante di staff dei media, star e piccole star, produttori, registi, attricette e modelle che cercano di raggiungere una certa notorietà, paparazzi in cerca dello scoop, all‘insegna della più grande mondanità. Consigliamo per provare l‘ebbrezza della celluloide un caffè al bar, al „modico" prezzo di 6 Euro o un drink, il cui prezzo sale però un po‘ di più. Per mangiare gomito a gomito con press agent e registi, senza essere „spennati", si può andare al ristorante La Favorita, in via F. Duodo, anche se gli attori e gli artisti prediligono Andri, in via Lepanto 21, ideale per piatti a base di pesce. I più giovani si incontrano al Blue Moon, sul Lungomare Guglielmo Marconi. Ai party importanti con tanto di „dress code" dove vanno le star è quasi impossibile prendere parte, ma le feste impazzano ovunque, tra le tende, sulla spiaggia, nelle discoteche sia del Lido che di Venezia, sulle barche.

E i film? Nonostante i commenti velenosi, le lamentele e le critiche, sono tra i migliori al mondo. Vengono proiettati tra la Sala Grande, al Palazzo del Cinema, sede di tutte le prime, dove sono presenti anche i divi di Hollywood e le celebrità seduti in poltrona tra il pubblico, la Sala Perla del Casinò, i grandissimi Palagalileo e il Pala BNL, un grande tendone che viene montato proprio per l‘occasione, senza contare le infinite sale e salette allestite per proiettare anteprime ai produttori o ai giornalisti. Il Festival del Cinema di Venezia ha anche la fama di essere una „giungla", una delle arene più agguerrite, dove, quando i film terminano, a volte vengano fischiati pesantemente. Senza pietà. È quindi una sorta di „terrore" sia per registi che giornalisti e attori. Il pubblico intanto fa la fila davanti alle biglietterie dalle prime ore del mattino. C‘è chi cerca di trovare un impiego e di intrufolarsi a qualche festa e proiezione importante, chi spera di venire magari scoperto da un regista, chi rincorre la sua occasione per parlare con una delle numerose „stelle", chi, ancora, le tallona passo passo... Del resto le star qui non si risparmiano. Vanno a fare shopping nei negozi del Lido o nelle botteghe di Venezia, si mescolano alla gente come persone comuni, talvolta da soli, altre volte con fidanzata o amici, o con famiglia e tanto di prole. L‘emozione è sempre grande, anche se ora il business riesce a „oscurare" perfino le „stelle". A differenza di un tempo quando gli attori si fermavano al Lido per tutta la durata del Festival e riscaldavano le notti mondane con le loro stravaganze, in una sorta di „dolce vita" lagunare, ora vengono a volte di corsa, per un paio di giorni, solo per presentare il film. Si fanno scortare in hotel, partecipano alla prima e ripartono il giorno dopo. Eppure riescono sempre a farsi notare e a vivacizzare il gossip di aneddoti. Bastano anche solo un paio di giorni, come quando Denzel Washington che non riusciva a dormire a causa del jet lag si mise a pescare in piena notte sul molo dell‘Hotel Excelsior o come quando una giornalista, dopo aver subito una sorta di svenimento alla vista di George Clooney, fu salvata dallo stesso attore da una poco felice caduta in un canale... Al Lido non si dorme mai durante il Festival: le proiezioni proseguono ininterrottamente dalle 8-9 del mattino fino alle 4 di notte, considerando anche vari ritardi. Per una volta all‘anno è il Lido l‘"isola che non dorme mai!" Per chi poi vuole festeggiare alla grande anche a Venezia c‘é la tradizionale regata storica, il 7 di settembre sul Canal Grande. Si tratta di una sfilata di imbarcazioni cinquecentesche con in testa il Bucintoro, come veniva chiamata la barca dei Dogi. Si inseguono e si sfidano in un tripudio di gente, voci e colori per una sfida all‘ultima gondola. Entusiasmante come in un film.