Il rimpatriato

Il vizietto della Casta

di Franco Pantarelli

La prima Repubblica, poi la seconda e ora la terza (che forse è solo la seconda incompiuta, gli esperti sono discordi), ma qualunque sia il numero - nonostante il gran parlare di "casta" - la Repubblica Italiana i suoi antichi vizi se li tiene ben stretti. Ricordate il caso di Clemente Mastella, quando l'allora ministro della Giustizia fu "colto" dai fotografi mentre saliva su un aereo militare col figliolo Elio e un altro ministro, Francesco Rutelli, per farsi portare a Monza a vedere il Gran Premio di automobilismo? Ora c'è il caso di Gianfranco Fini, il presidente della Camera, che è stato "colto" da un fotografo mentre dava sfogo alla sua passione per la pesca subacquea nella Costa dei Grottoni, una baia dell'Isola di Giannutri, nell'arcipelago toscano, che è una delle zone più protette d'Italia. Tanto sono preziose, la flora e la fauna marine in quello splendido specchio d'acqua, che perfino in un Paese incurante delle proprie bellezze come l'Italia è severamente vietata qualsiasi cosa: l'accesso, la navigazione, la sosta, l'ancoraggio, la pesca e l'immersione. Le sole incursioni ammesse sono quelle a scopo scientifico, ma solo dopo che quello scopo è stato spiegato per filo e per segno e sempre per un tempo limitatissimo.

Fini, evidentemente, pensava di essere esente da quella norma, tanto che si è fatto portare in quella baia addirittura dai Vigili del Fuoco, facendogli fare sostanzialmente il contrario del lavoro per cui sono pagati. Ma una volta "beccato" ha reagito con un certa (anche se non sufficiente) signorilità: non si è scusato personalmente ma ha fatto ammettere dal suo portavoce che la sua è stata una "colpevole leggerezza", ha fatto accampare una scusa che non regge ("i confini erano incerti") e si è detto pronto a pagare la multa prevista per i trasgressori di quelle rigidissime norme, 2000 euro. E qui sorge un problema. Come farà Fini a pagare quella multa alla luce di una legge nuova di zecca in virtù della quale in Italia ci sono ora quattro persone (il presidente della Repubblica, quello del Senato, quello della Camera e il capo del governo) che di fronte alla legge sono "più uguali delle altre" come i famosi porci di Orwell? La legge, fatta da Silvio Berlusconi come primo atto del suo governo, stabilisce che quei quattro magnifici siano immuni, finché sono in carica, da qualsiasi imputazione, fosse pure quella di avere ammazzato la moglie. Fini, per sborsare i 2000 euro, dovrebbe dichiarare volontariamente di non volere usufruire dell'immunità. Ma in questo modo darebbe un "cattivo esempio" proprio a Berlusconi, che quella legge l'ha pretesa per sfuggire appena in tempo all'udienza decisiva di un processo che lo vedeva imputato di corruzione.

Un bel pasticcio, ma non è il solo. In questa nuova era berlusconiana che si è aperta, infatti, Clemente Mastella è rimasto escluso (nonostante il grande favore che ha fatto a Berlusconi affossando il fragile governo Prodi), ma il suo "spirito" è ben presente e l'uomo cui spetta il titolo di alfiere è sicuramente a Claudio Scajola, quello che dette del "rompicoglioni" al professor Marco Biagi, reo di avere insistentemente chiesto la scorta perché si sentiva minacciato dalle Brigate Rosse che poi lo hanno ammazzato. Allora la cosa fece tanto scandalo che Scajola perse il posto di ministro del precedente governo Berlusconi. Ora però il livello di ciò che fa scandalo è sceso ancora di più e lui è di nuovo membro del governo, tanto autorevole da ottenere il mantenimento della linea aerea Roma-Albenga (addossando le sue perdite allo Stato) in modo che gli sia più facile raggiungere Roma rapidamente.

E a proposito di voli, pochi giorni fa la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato un lungo elenco di provvedimenti presi dal governo in cui - noscosta fra l'inderogabile necessità di certificare la qualità del "cipollotto nocerino" e l'emergenza di stabilire le "modalità tecniche" di una lotteria chiamata "Le carte della fortuna online" - compare una nuova direttiva sul "trasporto di Stato", cioè gli aerei che vengono usati a spese dei cittadini, com'era quello di Mastella e Rutelli. La direttiva dice un sacco di cose in una lingua di difficile lettura, ma la sostanza è che i provvedimenti restrittivi presi dal governo Prodi proprio in seguito al caso Mastella, sono stati eliminati, affinché i ministri e i sottosegretari possano avere a bordo tutti gli "ospiti" che vogliono senza renderne conto a nessuno.