Consolati “on line”. Intervista con Carla Zuppetti, "Direttore Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie"

di Graziella Bivona

Uffici consolari sempre più votati alla moderna tecnologia, il ruolo dei nostri concittadini all'estero, la "promozione" del vice Consolato di Newark a Consolato. Pregi, difetti, obiettivi raggiunti e da raggiungere. Ce ne parla la dottoressa Carla Zuppetti, "Direttore Generale per gli Italiani all'estero e le Politiche Migratorie".

Qual è il ruolo principale di un Ministro Plenipotenziario, Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie?

«Mi permetta, prima di rispondere alla Sua domanda, di rivolgere il mio più caloroso saluto ai numerosissimi lettori di "America Oggi" e, attraverso di loro, a tutti gli Italiani e gli Italo-Americani residenti negli Stati Uniti d'America!

Il mio ruolo è quello di individuare linee di indirizzo e coordinare - con le risorse finanziarie messe annualmente disposizione dal Ministero degli Esteri - l'attività che, attraverso la rete degli Uffici all'estero, assicura in primo luogo l'erogazione ai cittadini italiani dei servizi consolari - quali il rilascio del passaporto, la trascrizione degli atti di stato civile, l'attività in materia notarile, l'erogazione di sussidi - e la realizzazione, anche attraverso Enti ed Associazioni, di iniziative che, d'intesa con le Autorità scolastiche locali, mantengano vivo il legame dei discendenti degli emigrati con la lingua di origine. Gli Italiani all'estero sono sempre più uno strumento fondamentale nella strategia generale di diffusione dell'italiano. Del resto è positivamente maturata la consapevolezza che, per il successo di ogni genere di intervento, sia essenziale la mediazione culturale delle nostre collettività, la cui presenza costituisce quindi una risorsa per lo stesso sistema - paese.

In questi ultimi anni, poi, in relazione alla crescita esponenziale del fenomeno dell'immigrazione verso l'Italia, quantitativamente rilevante è anche l'attività che la Direzione Generale svolge, in qualità di Autorità centrale italiana per l'attuazione degli Accordi di Schengen, nell'attuare e gestire il rilascio dei visti di ingresso»

Lei vanta una brillantissima carriera diplomatica che l'ha portata in tutto il mondo. Per quanto riguarda gli Italiani all'estero, secondo Lei, quali sono stati gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere?

«Un obiettivo pienamente raggiunto, con grande sacrificio, dedizione, straordinaria capacità e talento, è la piena affermazione, spesso ai livelli più elevati della scala sociale, nel Paese in cui vivono, e gli Stati Uniti ne sono forse l'esempio più rappresentativo.

Il riconoscimento dell'effettivo esercizio del diritto di voto per il Parlamento del Paese di cui sono cittadini, è certamente un altro obiettivo realizzato che è stato fortemente perseguito negli anni dagli Italiani all'estero.

Quelli ancora da raggiungere? Direi un rapporto sempre più trasparente e costruttivo tra cittadino all'estero e Amministrazione, anche grazie alla nuova tecnologia e ai canali di interazione telematica».

Pregi e difetti degli Italiani all'estero.

«Le caratteristiche ben note di noi Italiani - compresi gli stereotipi ormai abusati che hanno fatto il loro tempo - sono un unicum di ciò che, con troppo schematismo siamo soliti suddividere nelle due categorie. Personalmente sono del parere che ciò che consideriamo un difetto può anche essere diversamente qualificato se visto da un'altra angolazione.

Mi spiego meglio. L'individualismo ad esempio. E' certamente un tipico modo di porsi e di agire - che risalta ancora di più oggi nella prevalente filosofia del "lavoro di gruppo"- che è generalmente incluso tra i "difetti" italiani. Se il risvolto della medaglia è però quello di contribuire a far emergere straordinari esempi di eccellenza e di indiscusso talento, il giudizio può cambiare di trecentosessanta gradi.

I pregi e i difetti degli Italiani all'estero sono, a mio avviso, gli stessi degli Italiani in Italia, con qualche "pennellata" di colore della realtà socio-economica in cui si sono inseriti, o sono nati, e che contribuiscono, a pieno titolo, a creare e fare evolvere».

La prospettiva del consolato digitale si pone come una vera alternativa ai servizi consolari di oggi. Una grande innovazione tecnologica. Ma cosa vuol dire esattamente?

«Grazie al nuovo sistema informativo integrato delle funzioni consolari (SIFC), le anagrafi consolari e le altre banche dati, su cui si svolge l'insieme dell'attività per l'erogazione dei servizi, potranno essere integrati in un'unica piattaforma informatizzata che sarà operativa nei primi mesi del prossimo anno e che è la condizione necessaria per avviare la realizzazione del "consolato digitale".

I servizi consolari "on line", permetteranno all'utente di accedere via internet all'Ufficio consolare ed attivare procedure, fissare appuntamenti nonchè controllare direttamente l'andamento e al trattazione della propria pratica sul sito del Consolato.

L'obiettivo prioritario è quello di rafforzare la capacità d'azione della rete degli Uffici all'estero che erogano servizi in maniera da rispondere, in modo più funzionale ed efficace, alle esigenze degli Italiani nel mondo - stabilmente residenti o che si recano temporaneamente all'estero per lavoro, studio, turismo - e fornire servizi con modalità di fruizione le più semplici possibili».

Nella circoscrizione di Newark, New Jersey, l'attuale Vice Consolato, minacciato di chiusura anni fa, diventa Consolato. Quali sono i motivi che hanno portato a una tale decisione e perché la sua elevazione che doveva avvenire il primo luglio è stata rimandata a novembre?

«La richiesta di elevare il Vice Consolato a Newark al rango di Consolato, estendendone nel contempo la circoscrizione territoriale per includere la regione di Trenton, risponde all'esigenza di riconoscere il crescente ruolo del New Jersey nell'agglomerato urbano "Tri-State" della grande New York e le correlate esigenze dei connazionali e della comunità di origine italiana residente nell'area.

Ritengo che sia un risultato importante, perseguito con determinazione dalla nostra collettività con il convinto sostegno dei suoi organismi rappresentativi.

Lo slittamento al primo novembre della decorrenza è dovuto ai tempi che sono stati necessari alle competenti Autorità statunitensi per dare il previsto assenso alla modifica della circoscrizione consolare ed ai successivi adempimenti amministrativi da parte italiana.

A proposito, visitando il sito ho scoperto che nello stesso mese "America oggi" compie vent'anni. Una circostanza fortuita di buon auspicio!»

Nella foto, Carla Zuppetti