Che si dice in Italia

Quella voce sconosciuta

di Gabriella Patti

Carla Bruni, chi è costei potremmo manzonianamente domandarci? Certo, lo sappiamo tutti: è l'ex modella italiana e sempre bellissima donna che attualmente è la seconda moglie del presidente francese Sarkozy. Eppure c'è una Carla Bruni che nessun italiano sembra conoscere, quella in versione cantante. Lo ha scoperto con sorpresa un giornalista inglese (gli anglosassoni non finiranno mai di stupirsi delle peculiarità italiche). In vacanza in Puglia il giornalista del Financial Times ha raccontato quasi con costernazione ai suoi lettori della sua difficile, anzi quasi impossibile, ricerca dell'ultimo cd della affascinante "Carlà". Da Ostuni a Martina Franca nessun negozio di dischi ne aveva una copia. Piccola vicenda estiva, amena ma emblematica, che ha permesso a Maria Latella - direttrice del settimanale rizzoliano A, l'ex Anna - di ironizzare bonariamente sulla sorpresa del suo britannico collega. Questi ha scritto, perplesso, che "le radio di Puglia trasmettono solo pop italiano, musica irrimediabilmente senza fascino, per lo più ferma all'epoca dei dischi in vinile". Si può non essere d'accordo sul giudizio musicale. Ma in effetti c'è del vero nota la Latella, e mi accodo anche io: sulle frequenze radiotelevisive del Belpaese "le canzoni e gli autori italiani sembrano una minoranza: i citati sono sempre quei tre o quattro, i migliori, e le canzoni sono di dieci o anche di trent'anni fa". Ha ragione, posso testimoniarlo di persona. Da tempo mi sono accorta che sull'i-Pod di mio figlio che ha 23 anni le non molte canzoni italiane sono di Francesco Guccini, di Fabrizio De Andrè e di altri cantautori della mia epoca, già anzianotti quando lui doveva ancora nascere. Gerontofilia, cioè passione un po' contro natura del mio pargolo verso ciò che è vecchio? Oppure, potenza delle tecnologie moderne che permettono di rivedere e riascoltare all'infinito attori e cantanti del passato? O, magari, non sarà davvero che la grande canzone italiana, quella di quando il Festival di Sanremo era davvero il Festival di Sanremo, ormai è propri decaduta?

   PARECCHIO TEMPO FA, un mio vecchio caporedattore in una giornata di stanca calura fece una proposta semiseria per farci ridere. "Scriviamo delle notizie con dei testi prestampati, lasciando solo degli spazi per cambiare eventuali date, nomi, cifre. Così saranno pronte per gli anni prossimi. Tanto, alcune notizie - weekend di traffico, ondate di maltempo, resoconti sulle vacanze o su qualche fattaccio di cronaca - sono sempre le stesse, non cambiano mai". Mi sono ricordata del suggerimento scherzoso leggendo, puntuale, lo "sconcerto" e l'"indignazione" per i negozi delle città italiane che in agosto chiudono in massa lasciando in difficoltà la gente. Così come ricordo bene che io stessa, quasi ogni estate, vi riferisco scandalizzata questo fenomeno di serranda-selvaggia. Aveva ragione il mio vecchio caporedattore. Nella notizia pre-scritta si potrebbe anche aggiungere la protesta dei politici di turno, lasciando in bianco il nome da aggiungere all'ultimo momento. Per esempio, stavolta a Milano è il turno dell'assessore Tiziana Maiolo. Si è irritata e ha detto frasi del tipo: "Non siamo una città internazionale", "Deludiamo i turisti", "E' una vergogna", "I commercianti fanno solo i loro interessi". Tutte frasi, queste, da scrivere in anticipo sul modello prestampato di notizia. Pronta per tornare buona la prossima estate.

   MA SIAMO IN VACANZA. Chiudiamo con una nota di ottimismo e di speranza. Che riguarda uno dei tanti gioielli dell'arte italiana bistrattati e dimenticati ma che potrebbero risorgere. Sul lago di Como c'è un'isola. Si chiama, un po' banalmente, isola Comacina. Apparteneva a re Alberto I del Belgio che, nel 1920, la donò all'Accademia di Brera. Voleva che ospitasse artisti e pensatori del suo e del nostro Paese. Così nel 1939, l'architetto Pietro Lingeri vi costruì tre ville, sul modello della celebre casa per le vacanze costruita da Le Corbusier a Les Mathes in Francia. Le tre "case dell'arte", però, vennero presto abbandonate. Oggi, dopo trent'anni di degrado e dopo che Brera ha passato la mano cedendola al Comune di Como, si è deciso di esaudire il desiderio del defunto monarca. A settembre inizieranno i lavori di restauro per fa rivivere l'Isola dell'arte. E, a quanto pare, ci sarebbero già un centianio di artisti "prenotati".