Primo piano/ Personaggi/ La scarpa che respira

di Riccardo Chioni

Molti nel mondo dell'imprenditoria considerano quello reso reale da Mario Moretti Polegato un sogno americano realizzato in Italia. Sì, perché storie di intuizione e lungimiranza di grandi imprenditori come quella del fondatore di Geox di Montebelluna sono più di casa in America piuttosto che in Italia. "Oggi 7" ha incontrato il geniale inventore della "scarpa che respira" nel megastore di New York all'angolo tra 57th Street e Madison Avenue, tra le grandi firme del Made in Italy. Il megastore è stato disegnato dall'architetto Luca Guoli di Vicenza che si è ispirato allo "space shuttle", disposto su due piani su una superficie di sei mila piedi quadrati, il più ampio a cui sta per aggiungersi un nuovo satellite nei pressi di Herald Square.

«La mia - spiega Polegato - è una storia unica in Italia e in Europa, perché da un'idea ho costruito una grande impresa, una multinazionale che oggi opera in 68 paesi del mondo e in Italia è divenuta un gioiello dell'imprenditoria nostrana per il tasso di crescita e di redditività. Parlare oggi di questi due termini: crescita e redditività con la crisi che c'è, bisogna stare un momento attenti. Geox sta portando avanti una rivoluzione in tutte le scarpe che esistono al mondo con la suola di gomma. I consumatori conoscono bene il problema della suola di gomma: è confortevole, non si scivola, però non lascia passare il sudore e quindi crea nei piedi un problema di igiene. Quella che volgarmente si dice la puzza ai piedi. Nessuna persona al mondo prima di me, nessuna azienda calzaturiera americana, tedesca o giappponese ha pensato di risolvere questo problema. Io l'ho risolto creando la scarpa che respira».

La rivoluzionaria tecnologia Geox che offre comfort e benefici oggi tanto acclamata nel mondo ha - a dire il vero - radici sul suolo americano, letteralmente.

«Ero venuto a Reno in Nevada in occasione di un salone del vino perché la mia famiglia ha una grande tradizione nella produzione dei vini. Siamo ubicati in provincia di Treviso dove produciamo più di ventidue milioni di bottiglie l'anno. Ebbene, dopo aver incontrato gli operatori americani volevo visitare il deserto del Nevada. Mi sono infilato un paio di scarpe da ginnastica con la suola di gomma e al contatto del suolo surriscaldato i miei piedi stavano soffrendo. Ho quindi praticato con un coltello un foro sulla suola destra e un altro sulla sinistra realizzando così una ventilazione. Al ritorno in Italia mi sono portato dietro le sneaker con il buco sotto e ho studiato una tecnologia perché, quando pioveva, l'acqua entrava nella scarpa. Ho scoperto un materiale nuovo che si chiama membrana, fatta da tanti forellini più piccoli della goccia d'acqua. Il vapore che noi abbiamo nelle mani e nei piedi è 700 volte più piccolo di una goccia, per cui con questa membrana ho realizzato la suola capace di respirare».

La tecnologia inventata da Mario Moretti Polegato è stata brevettata in cento paesi, ma l'enologo non era interessato a produrre calzature. Aveva un'azienda vitivinicola antica di tre generazioni da tirare avanti. Voleva - in realtà - vendere la sua invenzione.

«Nessuno mi ha creduto e alla fine mi sono messo da solo a fondare la società in provincia di Treviso. Ricordo che il primo problema era inventare il nome della compagnia. Ho pensato Geo, che nel greco antico vuol dire terra e la X che simboleggia la tecnologia. È un po' una provocazione perché la migliore scarpa con cui possiamo camminare sulla terra è a piedi nudi. Ricordo di avere trovato cinque ragazzi in Italia e ad ognuno avevo affidato una diversa responsabilità. Questo, tredici anni fa. Da allora nell'azienda lavorano oltre tremila addetti e Geox è diventata la prima impresa in Italia per la produzione di calzature e la seconda al mondo, dopo la Clarks inglese».

Le aziende calzaturiere non avevano preso sul serio il vinicoltore di Crocetta del Montello ora 56enne, trasformatosi in genio della scarpa che respira, ma il lungimirante Mario Polegato in breve si è preso un'abbondante rivincita. Dai nove milioni di paia di scarpe venduti nel 2004, Geox tre anni dopo era passata a 21, con un fatturato di 770 milioni di euro e 123 di guadagno, una crescita media del 30 per cento annuo, con il marchio venduto in diecimila tra singoli esercizi e grande distribuzione ed un migliaio di Geox Shop avviati prima della fine del 2008.

«Ne abbiamo già 35 in America, una ventina in Canada, 300 in Italia, 60 in Russia, 150 in Cina e nel resto del mondo. Tutto questo realizzato in poco tempo. Oggi, la più grande considerazione che possiamo fare davanti a questo progetto è di capire che quasi tutte le persone usano scarpe con la suola di gomma, il 90 per cento dei consumatori. Le suole di gomma vengono usate da bambini, giovani e adulti, personale militare e tutti oggi debbono cambiare le scarpe perché quelle normali procurano cattivo odore ai piedi. Nessuno può copiare Geox. Siamo gli unici al mondo e quindi abbiamo la possibilità nei prossimi anni di diventare una delle più grandi compagnie al mondo delle calzature, in tutti i settori».

Geox è una società quotata da tre anni alla Borsa di Milano con una capitalizzazione importante, il fondatore e famiglia detengono il 71 per cento delle azioni , il resto vendute.

«Il prodotto Geox oggi è molto popolare in Italia, in Europa e da poco è entrato nel mercato americano. Vogliamo venire in questo Paese, abbiamo già cominciato a vendere nelle catene americane, Macy's West, Bloomingdale's, Nordstorm, Lord & Taylor e Foot Locker, in più stiamo aprendo negozi Geox in tutte le principali città Usa. In questi giorni sono a New York sulla via di Los Angeles dove apriremo altri negozi, così come a Miami».

Dopo la "scarpa che respira" Geox ha in allestimento tre grandi progetti: la suola di cuoio impermeabile che respira, un'altra rivoluzione per quei clienti che non vogliono la suola di gomma. Poi "la giacca che respira". Questo - spiega - perché Geox investe il tre per cento del fatturato in ricerca e ha capito che non solo i piedi hanno bisogno di respirare, ma tutto il corpo. E così adesso Polegato si appresta a proporre al mondo il "breathing total look".

«Tutto questo calore che il corpo emana sale e, se usiamo la giacca e tocchiamo con una mano la parte interna sulle spalle, troviamo una grande quantità di calore. Con questa tecnologia applicata alle giacche per uomo, donna e bambino per adesso siamo partiti solo in Italia e ora stiamo distribuendo i capi di abbigliamento anche all'estero. E per finire, il terzo progetto. A Milano poco tempo fa abbiamo presentato la suola per la scarpa dello sport. È un settore molto importante perché il 50 per cento delle scarpe vendute nel mondo sono sportive. Nelle scarpe da ginnastica ci sono cinque marche che conosciamo a dominare il mercato, hanno fatto grandi investimenti con team sportivi, giocatori e giochi olimpici. Però, probabilmente non hanno investito nella costruzione della scarpa: si sono dimenticati il problema principale della suola di gomma che è la traspirazione. Noi l'abbiamo capito e subito abbiamo fatto una nuova tecnologia che si chiama net-system. È unica e brevettata Geox. Con questa tecnologia abbiamo aperto una finestra nel mondo dello sport».

Grazie a questa, sottolinea il chairman, la Geox ha sviluppato una grandissima azienda che è italiana, con grande trionfo anche per il nostro Paese.

«Sicuramente tutti riconoscono la qualità delle scarpe Made in Italy, il design, il prodotto: tutti vengono a copiare lo stile, anche gli stessi americani. La nostra però ha qualcosa di più, perché facciamo la scarpa italiana con l'applicazione di una tecnologia indispensabile per migliorare benessere e comfort».

La storia di successo di Geox oggi è materia di studi universitari e lo stesso protagonista del fenomeno italiano al Mit di Boston insegna proprietà intellettuale ed è sovente chiamato a spiegare agli studenti come è riuscito da un'idea a fare il business attraverso la creatività, l'uso dei brevetti e la collaborazione con le università.

«Noi italiani siamo conosciuti per la moda, la cucina, lo stile, il design, per la "Dolce Vita", ma non siamo conosciuti per la tecnologia. Per questo l'ex presidente della Repubblica Ciampi mi ha premiato come migliore imprenditore italiano nel mondo, perché faccio conoscere un'immagine nuova dell'Italia della tecnologia».

La crisi si fa sentire anche sulle vendite Geox negli Stati Uniti, ma Polegato risponde: «Noi abbiamo un prodotto unico di cui la gente non può fare a meno e, alla fine, ne risentiamo meno. Non siamo venuti qua per vendere scarpe, ma con un programma veramente da grande impresa».

E, nonostante gli allori incassati in tutto il mondo, sostiene di sentirsi "più un inventore che un imprenditore".