Architettura. Eppur si muove!

di Gina Di Meo

E' l'immagine di una bella donna che ancheggiando si libra nell'aria, una danzatrice sensuale che non smette di affascinare con i suoi movimenti morbidi, che catturano continuamente gli sguardi perché continuo e senza sosta è il movimento. Un bel quadro? Niente affatto, niente di più lontano perché questa bella donna è un grattacielo... Già un grattacielo che sfidando quelli che sono i canoni della "normalità" ruota su se stesso al punto da sembrare la silhouette di una donna.

Si tratta del progetto ambizioso di David Fisher, l'architetto italiano definito forse non a caso visionario, che realizzerà a Dubai, negli Emirati Arabi, chiamato Dynamic Tower, o per dare meglio l'idea, grattacielo roteante. Quella di Dubai non sarà l'unica Dynamic Tower, c'è anche un progetto per Mosca, una terza che probabilmente sarà costruita a New York e ne potrebbero seguire ulteriori in diversi posti del mondo.

Fisher è stato a New York a fine giugno dove ha tenuto una conferenza stampa al Plaza Hotel per presentare il progetto e per aprire le prenotazioni per l'acquisto degli appartamenti. È ritornato qualche giorno fa e siamo riusciti ad incontrarlo per un'intervista. In quell'occasione abbiamo visto anche un filmato virtuale di come sarà il grattacielo roteante.

David Fisher, 58 anni, è nato a Tel Aviv e da giovane si è trasferito a Firenze per studiare architettura. In realtà non si è più mosso da lì, si è sposato e ha due figlie.

Signor Fisher, prima di parlare del suo, a dir poco audace, progetto, come mai ha deciso di partire da New York per presentarlo?

«Perché questa città è il centro del mondo e la considero la mia seconda patria dopo Firenze. Sono venuto qui alla fine degli anni '70 per insegnare agli americani come si costruisce. L'Italia può essere maestra in questo, ha una tradizione che risale al tempo dei romani».

Come fa a muoversi un grattacielo, o meglio il suo grattacielo?

«La Dynamic Tower, o grattacielo roteante, è un edificio che si regge su un pilastro vuoto di cemento armato, il cosiddetto elemento strutturale, e su di esso sono fissati dei piani (danno l'idea di petali di rosa, ndr) che vengono fatti roteare con un motore elettrico che si trova appunto all'interno del tubo. Gli appartamenti si trovano su questi piani e ognuno ruota in direzione e velocità diversa. È questo l'elemento che fa cambiare la forma e chi è all'interno vede cambiare continuamente la vista».

Sembra una cosa surreale, e per parafrasare Galileo Galilei, mi viene da dire: Eppur si muove! Ma come le è venuta un'idea del genere? Ed immagino anche i commenti scettici che ne sono seguiti.

«Mettiamola così, c'è stato scetticismo anche quando è stato progettato il primo aereo... All'inizio molti hanno pensato che la mia idea non fosse realizzabile. Ho deciso di progettare un edificio del genere perché credo nell'idea di una dimora che non deve essere fissa. Tutto cambia nella vita perché non anche una cosa apparentemente ferma come una casa?»

Quanto è alta la torre di Dubai?

«Ottanta piani per 420 metri. Mentre gli appartamenti vanno da un minimo di 124 metri quadrati a vere e proprie ville di oltre mille mq. I primi venti piani saranno occupati da uffici, dal 21mo al 35mo ci saranno hotel a sei stelle, dal 36mo al 70 appartamenti residenziali ed infine gli ultimi dieci piani saranno ville di lusso. Ogni villa avrà una vista a 360 gradi, una piscina con panorama che cambia continuamente, sauna, home theatre, e parcheggio all'entrata. E all'interno sarà tutto voice activated, basterà un semplice comando vocale».

Quella di Mosca sarà uguale?

«No, sarà più bassa, settanta piani».

Ho letto che la sua Dynamic Tower è il primo grattacielo ad essere realizzato con parti prefabbricate...

«Sì, i piani verranno realizzati ad Altamura, in provincia di Bari, e poi spediti a Dubai ed ogni piano potrà essere realizzato in soli sette giorni. L'idea di realizzare parti prefabbricate consentirà un risparmio del 20% perché, tra le altre cose, sarà necessaria meno manodopera sul cantiere».

Veniamo all'impatto ambientale, un edificio del genere dà l'idea di non essere proprio ecologico.

«È un edificio completamente verde, che produce energia propria attraverso delle turbine eoliche, naturalmente invisibili, poste tra i piani».

Il mese scorso lei ha aperto le prenotazioni, quante richieste ha avuto e quanto costa in media un appartamento?

«Abbiamo avuto più di 600 richieste, di cui più di cinquanta per le ville, il cui costo di partenza è di venti milioni di euro. Ogni metro quadro costa 20mila euro».

Le parti prefabbricate sono Made in Italy, ed il design, gli interni?

«Tutto italiano».

Ma pensa che un edificio del genere sarebbe realizzabile in Italia?

«Certo, a Roma, Milano e tra l'altro ho anche avuto un invito dal sindaco Letizia Moratti per realizzarne uno a Milano».

Che tipo di architetto si definisce?

«Come l'architetto dell'antichità, ossia una persona esperta di forme ma anche di aspetti pratici, funzionali, economici. Io ho fatto il costruttore, il progettista, l'immobiliarista, ho insegnato architettura. Ritengo che l'architetto vero debba saper fare tutto, non solo progettare e disegnare».

Quale sarà l'architettura del futuro?

«La realizzazione di un'edilizia pre-costruita, con un notevole abbattimento dei costi e soprattutto custom-made, dove ognuno potrà, un po' come si fa al supermercato, scegliersi la casa che vuole».

Come mai non si è fatto avanti per la ricostruzione di Ground Zero?

«Era troppo tardi».

E che cosa avrebbe progettato se fosse stato nei tempi?

«Un edificio dinamico che dà non a caso il senso della vita».

Nelle foto,

l'architetto David Fisher

e, in basso,

la "Torre" progettata per Dubai.

Accanto al titolo, Manhattan

dall'Empire State Building