EVENTI/FESTE&TRADIZIONI / Quando Brooklyn diventa Nola
Le tradizioni sono dure a morire, noi italiani lo sappiamo bene. Siamo strenuamente affezionati alle Feste e in un Paese fatto da sempre della somma di mille comuni, queste sembrano godere di ottima salute a dispetto del passare del tempo, dei cambi di governi e della globalizzazione.
E non le ferma nemmeno l'estradizione. Basta un tricolore, un'orchestra e tanti ragazzoni in coppola e canotta e via che abbiamo ricreato lo spirito di un paesino della nostra indimenticata terra. Nola in questo caso, e la tradizione di cui vi stiamo per raccontare è "La Festa del Giglio" che ogni luglio, ormai da oltre cento anni, prende luogo nel quartiere di Williamsburg (Our Lady of Mount Carmel Church, North 8th & Havemeyer street) con processioni, rituali, canti e fiere popolari. I Nolani si insediarono in questa zona di Brooklyn durante gli anni '80 del diciannovesimo secolo, e insieme alla ben conosciuta devozione alla Madonna da parte dei fedeli cattolici, a Nola in particolare vi è un alto rispetto per il patrono della città, San Paolino.
La leggenda, che è stata tramandata tra le generazioni su entrambe le coste dell'Atlantico, narra che intorno al 410 a.C. un gruppo di pirati Nord Africani invase Nola e ridusse in schiavitù molti dei suoi giovani uomini. Il vescovo Paolino, che durante il caos della guerriglia era riuscito a mettere in salvo i bambini, al ritorno in paese venne accolto da una madre disperata perché suo figlio era stato condotto via dai briganti. Paolino, mosso a compassione, decise di offrire se stesso in cambio del ragazzo e fu così fatto prigioniero. Una volta in Africa, la storia del suo santo gesto si diffuse e giunse all'orecchio di un potente sultano turco il quale, colpito dall'altruismo del religioso, decise di intervenire e negoziò con i pirati la sua liberazione e quella di tutti i Nolani. Il paese in festa accolse il ritorno di Paolino omaggiandolo di gigli, simbolo di amore e purezza.
Oggi, la tradizione vuole che San Paolino venga commemorato attraverso un campanile alto più di 50 piedi ricoperto di fiori e una barca, in rappresentanza del ritorno del Santo a Nola, entrambi trasportati a spalla da centinaia di uomini. I due simboli rituali, il campanile e la barca, diventano i soggetti per quella che viene chiamata "La danza del Giglio e della barca", una vera e propria competizione tra i migliori paranza (sostenitori) delle due strutture.
La festa nel suo insieme dura circa dodici giorni ed ha il suo culmine nel giorno di Nostra Signora del Carmine, il 16 luglio.
Quest'anno "La danza del Giglio", che molti eleggono a evento principale della festa per quanto suggestivo e simbolico, è avvenuta domenica 13 Luglio. Già allo sbocco della metropolitana su Lorimer Street vedi e senti in lontananza i colori e i suoni della tipica fiera cittadina. Una volta raggiunta North 8th Street sei poi completamente abbagliato dal verde, bianco e rosso delle decorazioni, dei costumi, dei palloncini. E la musica che si mescola al vociare indistinto crea quell'atmosfera da festa di paese che tutti, dal Nord al Sud d'Italia, abbiamo nella memoria. Per un momento, se non fosse per le scale antincendio degli edifici che costeggiano le strade, quasi ti dimentichi che non sei in Italia bensí in un vivace quartiere di Brooklyn. Niente a che vedere con l'agonizzante Little Italy, sempre più occupata dalla comunità cinese in espansione e decisamente svenduta a facili cliché per lusingare il turista. E' affascinante realizzare come al di fuori del Paese che le ha cresciute, queste tradizioni rinascano a nuova vita e si caratterizzino anche con più decisione. La volontà di non lasciarle andare perdute, di non dimenticare da dove si viene e soprattutto la gente che si è, si riversa in questa manciata di giorni in cui capisci il senso di quel "I'm Italian" che spesso ti senti ripetere per le strade di New York e poi realizzi che quella stessa persona è nata negli States, parla inglese e magari spagnolo, e non ha mai visto l'Italia.
Davanti al breve selciato della Chiesa di Our Lady di Mount Carmel, c'è tutta l'Italia che abbiamo lasciato aldilà dell'Oceano. Le canzoni popolari, la banda di paese, le giostre, il tiro al bersaglio, i banchetti con prodotti tipici e-bisogna dirlo anche se stona-hot dogs e hamburgers. Ma anche se torna la cognizione di trovarsi a Brooklyn, e dai megafoni le voci squillano in inglese, nulla è artificiale e l'atmosfera ti riporta a casa, là, attraversato l'Atlantico.
Questa domenica all'una del pomeriggio ci sarà la Capo Parade seguita dal ritorno della statua di Nostra Signora in Chiesa dopo la benedizione alle 9.30 pm e la chiusura delle celebrazioni con una lotteria.
Per maggiori informazioni sulla storia della "Festa del Giglio", il programma e i luoghi di ritrovo, consultare il sito: www.olmcfeast.com.





