SPECIALE/ISTRUZIONE / In soccorso dell’AP Italian

di Gina Di Meo

 

Lo scorso aprile ne era stata data sentenza di morte, e invece pare che all'orizzonte ci sia una grazia per l'Ap Italian. La mano del "boia" potrebbe essere fermata da una neo-nata Italian Language Association, un ente non profit con l'obiettivo di promuovere ed aiutare a sottoscrivere il programma Ap Italian Language and Culture. Dietro di essa l'ex first lady dello Stato di New York, Matilda Cuomo, già presidente della commissione per l'Italian Ap Program, sua figlia Margaret, Louis Tallarini, presidente della Columbus Citizens Foundation e Salvatore Zizza, presidente della National Italian American Foudation (Niaf).

La storia dell'Ap Italian, ossia dell'Advanced Placement, l'esame di certificazione delle competenze linguistiche rivolto agli studenti di high school, che consente loro di acquisire crediti per l'università, ottenendo così un "piazzamento avanzato" per i corsi di italiano, è breve, eppure lunga per il livello di difficoltà che ha comportato prima che venisse lanciato il programma tre anni fa.

Gli esami AP sono gestiti dal College Board, un'istituzione non-profit americana riconosciuta dalla gran parte delle Università americane. Non è stato facile convincere il College Board ad inserire l'Ap Italian, ci hanno lavorato per anni tre delle maggiori associazioni italiane, Niaf, Osia (Order Sons of Italy) e Unico, ed il Governo italiano che hanno, tra l'altro, dovuto sborsare 500mila dollari all'istituzione americana come contributo di partenza. Tra gli accordi iniziali, la promessa di 5mila studenti ed il coinvolgimento di 500 scuole. Ora dopo tre anni, è vero sì che la promessa non è stata mantenuta perché il numero degli studenti è andato poco oltre le duemila unità, ma è anche vero - come ha commentato la Cuomo - che l'Ap Italian Program è ancora in fasce e ci vogliono almeno cinque anni per crescere e consolidarsi. «La Comunità Italiana Americana - continua Cuomo - è galvanizzata dall'idea che gli studenti della High School possano avere l'opportunità di frequentare corsi Ap in italiano. Siamo anche felici di constatare che dopo tre anni, oltre duemila studenti hanno sostenuto l'esame, un numero sorprendente se si considerano gli anni di studio necessari per portare a termine il test e un aumento del 23% di studenti nel 2007 testimonia chiaramente che c'è una domanda in crescita per una delle più ricche lingue del mondo».

Questi numeri evidentemente non sono sufficienti per il College Board, che tra l'altro ha sentenziato anche altri Ap, come quello in letteratura francese perché in perdita, e visto che è in perdita anche quello in italiano, la famosa grazia di cui parlavamo all'inizio non sarà senza un costo. La Fondazione per la lingua italiana dovrà reperire entro l'autunno una considerevole somma di denaro.

«Abbiamo lavorato tanto - commenta la Cuomo - per mettere insieme la cifra iniziale per far partire l'Ap Italian e ora faremo lo stesso. Gli italiani sono forti e lavoreremo tutti insieme, come una task force, per raggiungere l'obiettivo».

Che l'Ap resti in vita è anche una questione d'immagine per l'Italia, tante altre lingue come il francese, il tedesco, lo spagnolo, hanno un Ap almeno da cinquant'anni, e non a caso è scesa in campo anche l'Ambasciata Italiana, la quale sta cercando di promuovere l'esame per aumentare il numero degli studenti.