Libera

L’unto del popolo e la figliola prodiga

Di Elisabetta De Dominis

 

In Italia ci sono due tabù: non si può parlare male del presidente della Repubblica e del Papa. Sarà per questo che il premier sarebbe disponibile a sostituire il primo, intanto. Step by step. Ovviamente modificando la Costituzione, perché così com'è il ruolo del presidente è di garante della Costituzione, ma nei fatti conta poco. Un Berlusconi presidente presidenzialista metterebbe tutto a posto. A modo suo. A questo punto, per divenire anche il capo del potere spirituale, non ci sarebbero più limiti alla provvidenza. Poi lui è un generoso e la Chiesa ha tanto bisogno di soldi... Magari in cambio della cancellazione di qualche dogma, prendendo esempio dalle altre Chiese cristiane.

La chiesa ortodossa perdona tre volte, nel senso che ci si può sbagliare di prender moglie tre volte. Mica male: che scorpacciate di ostie all'eucaristia, perfino Casini ritornerebbe suo alleato. E gli anglicani sono modernissimi: la regina d'Inghilterra è anche capo della Chiesa, e in Italia semplificherebbe molte cose; infatti il Nostro, in questa veste, potrebbe dare una bella sterzata morale alla burocrazia ecclesiastica: fuori i gay e dentro le veline. Ordinare un po' di donne sacerdote non potrebbe che riportare sulla retta via  tanti pretonzoli un po' confusi sulla propria appartenenza sessuale. 

Sicuramente l'unto dal popolo si guadagnerebbe il paradiso. Volete, inoltre, mettere il vantaggio di trovare un luogo ineccepibile dove sistemare tutte le sue fan? Nella Chiesa c'è sempre posto per tutti, anche per le Maddalene. Se poi, come nella Chiesa anglicana, si ordinassero anche le donne vescovo, la Carfagna si potrebbe spostare in Vaticano e chi oserebbe più attaccare una ministra del Signore, una figliola così prodiga?

Quasi tutti i presenti alla manifestazione in piazza Navona hanno ostentato un imbarazzo ipocrita per gli attacchi di Sabina Guzzanti alla povera figliola prodiga, che si è accostata al governo, coperta in un tailleur pantaloni, capello reciso e volto angelico senza ombra di trucco. Era ora che una donna denunciasse come certe donne assurgono ai posti di potere. Ci sono poche donne famose in Italia degne di stima, ma quelle vanno stimate moltissimo, come la Guzzanti. Perché ogni giorno lottano per farsi spazio in un Paese in cui il potere è in mano agli uomini. Sanno che è una lotta impari, ma sono pronte a soccombere per la loro dignità, rifiutandosi di usare l'infallibile arma femminile del raggiro. Con questa le donne da secoli ottengono dagli uomini quello che vogliono. Ma si tratta di conquiste materiali, non morali. Il riconoscimento della parità dei sessi nei fatti è ancora lontano e lo sarà finché le più grandi alleate di certi uomini di potere saranno le puttane. Intendo per puttane, appunto, quelle donne che si servono del sotterfugio: si fanno desiderare, implorano, si danno, ricattano  per ottenere un posto di prestigio. Pagano con il loro corpo quanto dovuto, ma vendono l'anima. E qui si rivela tutta la debolezza maschile. Ma non è certo questa la forza femminile. Finché le donne, per avere un posto al sole, si distenderanno su un letto al buio, rimarranno supine e il sole non lo raggiungeranno mai. Ma forse star bene con la propria coscienza interessa a pochi, perché non sanno che da lì si ammala il corpo.

Parliamoci chiaro: quando mai una, senza particolari doti di statista, in un paese normale potrebbe arrivare a conquistarsi un ministero? Già il sospetto, avvalorato dall'esistenza di intercettazioni al riguardo, è un'offesa per tante donne che non si sporcano con armi improprie...

Siccome la Carfagna si ritiene immacolata, ha dichiarato che querelerà "la figlia di Paolo Guzzanti, parlamentare di Forza Italia". Quasi per incolparlo di avere una figlia di sinistra...

E' il ragionamento di una che la sua identità l'ha ricevuta per investitura maschile.,.

E quelli che si sono detti scandalizzati dalle invettive della Guzzanti, si dovrebbero vergognare: a Roma non si parla d'altro. Allora si può parlare nelle portinerie dei giornali e dei ministeri o nei caffé, ma non si può scrivere. I panni del premier bisogna lavarli nel Tevere e non devono passare il Rubicone. Ché lì sono tutti stranieri e ce l'hanno con Roma ladrona, ecc.

Certo, la Guzzanti è una comica e perciò marca i toni. Ma gli ipocriti non capiscono la differenza tra un comico e un politico. Perché tutti recitano. E fanno politica.