NEI GUAI ANCHE IL FIGLIO DEL GRANDE REGISTA JOHN AVILDSEN/ Illegalità, altro volto della stessa arte
l suo vero nome è Gregory Cianca, ha 24 anni, vive a Port Washington a Long Island e come sua "tag" usa la sigla "Velo", impressa le ultime due volte sui muri del rione di Astoria in Queens, a venti miglia di distanza da casa sua.
Cianca lo scorso maggio è stato accusato di vandalismo per avere imbrattato un muro della linea ferroviaria Amtrak a Grand Avenue e quello della pasticceria Thessali-kon lungo la 31st Avenue ad Astoria, lasciando come firma d'autore la sua "tag".
All'inizio di luglio Cianca sarà condannato dal giudice di Queens a cinque anni di "probation" e al pagamento di 2.500 dollari di danni.
L'esempio del giovane di Long Island rappresenta certamente una realtà vicina alla City, ma la polizia sostiene che da anni orde di adolescenti europei attraversano l'Atlantico per arrivare a New York dove imbrattano qualsiasi spazio trovino: subway, muri, ponti, edifici, riprendendo in video le loro bravate che riportano a casa come trofei e che alla fine finiscono su internet a disposizione del mondo da vedere.
L'anno scorso la task force della polizia aveva pizzicato al lavoro il graffitista "JA", al secolo Jonathan Avildsen di Westchester, il cui padre John è il regista superstar di Hollywood, vincitore tra l'altro dell'Oscar per "Rocky".
Suo figlio è pure noto, ma alle cronache e soprattutto agli schedari della polizia che lo ha arrestato numerose volte, tanto che nell'ambiente dei graffitisti adesso "JA" è considerato una leggenda vivente.





