MOSTRE/PITTURA & FOTOGRAFIA/ Paesaggi tutti al femminile

di Samira Leglib

Ne avevamo in precedenza già parlato, attraverso le pagine di Oggi7, di Harlem Studio Fellowship (HSF), il programma internazionale concepito da Ruggero Montrasio e Raffaele Bedarida che invita ogni tre mesi giovani artisti di merito e provvede loro alloggio e uno studio in cui concepire, lavorare e successivamente esporre l'opera derivante. L'ultimo trimestre è stato connotato dalla presenza di una giovane pittrice milanese, Patrizia Novello, che abbiamo incontrato in occasione dell'opening reception ad inaugurare, appunto, l'esposizione.

Chiediamo all'artista di raccontarci un po' il suo lavoro dal titolo:"Landscape from her".

«Sono partita da un evento reale, che è appunto l'esperienza vissuta qui a New York, per raccontare di un viaggio immaginario che esplora in primo luogo la relazione tra spazio e tempo. Lo spazio, è rappresentato dalla distanza che passa tra il punto di partenza, in questo caso Milano, e quello d'arrivo, New York».

Il lavoro principale di Patrizia Novello si compone di un paesaggio, da qui landscape, dipinto in acrilico su carta e, successivamente, diviso in novanta piccole polaroids, novanta quanti i giorni dell'esperienza newyorkese.

«Si, la fotografia mi è servita per dare un corpo ad un paesaggio immaginario. Mentre la pittura è di fatto il mezzo attraverso cui questo paesaggio si realizza. La fotografia ferma un'immagine per l'eternità. Ma cosa succede se l'immagine è fatta di tante finte polaroids dipinte su carta?»

Il linguaggio di questa giovane artista si rivela presto complesso pur nella semplicità della sua esecuzione. Davanti a te hai un paesaggio, la terra, il cielo e il suo orizzonte. Eppure lei te li sbriciola davanti. Li scompone. Gioca con i possibili significati. Uno spazio improvvisamente diventa un tempo, e viceversa.

«L'intera immagine è spezzettata in tanti piccoli segmenti», continua a spiegarci la Novello. «La segmentazione corrisponde alla ricerca di ogni piccolo dettaglio, sfumatura, pezzo di cielo. Tutto è fantasia, creata dalla realtà di novanta giorni trascorsi a New York e da una singola immagine divisa in altre novanta».

L'installazione a sua volta si presenta divisa in quattro gruppi che rimandano ai quattro mesi che questa esperienza attraversa. L'effettivo calendario determina la posizione di ogni singola polaroid. Non c'è più il disegno originario, il paesaggio muta e quello che hai di fronte è il vissuto dell'artista.

«Quando torni da un viaggio, le esperienze che hai vissuto hanno cambiato la percezione di noi stessi e la realtà di tutti i giorni. Nel dipinto, una singola immagine de-costruita, diventa una visione frammentata e unica del paesaggio reale. E' un po' la lettura circolare che applico alla vita in sé: si parte in un modo ma su questo, nel tempo, influisce un viaggio, fisico o intimo, apportando dei mutamenti. Noi restiamo sempre gli stessi ma, inevitabilmente, siamo ogni volta un po' diversi».

Patrizia Novello nasce, vive e lavora a Milano. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e le sue opere hanno partecipato a numerose esposizioni in Italia, tra cui la Biennale Giovani Monza nel 2007. Le chiediamo un bilancio riassuntivo dell'esperienza statunitense.

«Mi ha dato soprattutto la possibilità di capire tante cose viste solo sui libri di studio. Capisci veramente la pop-art solo quando vai al supermarket e vedi allineate negli scaffali 200 lattine della Campbell».

Per concludere, abbiamo estorto una nota in più sul programma al suo curatore, Raffaele Bedarida: «Harlem Studio Fellowship è un programma ad inviti, riceviamo il materiale anche grazie a una rete di contatti internazionali che si sta ampliando di mese in mese. Non si appoggia a nessuna struttura istituzionale e questo ci conferisce grande libertà. Alla sua origine c'è un discorso preciso che si fonda soprattutto sul concetto di residency. Gli artisti vivono, lavorano ed espongono tutto all'interno dello stesso spazio, Harlem. Non si tratta più del white box che è un luogo espositivo avulso da ogni altra esperienza. Oggi poi, il residency program è quasi divenuto una necessità nel curriculum di un artista. Paradossalmente, ora che si viaggia molto più facilmente, internet sembra vendere l'illusione che non sia più necessario trovarsi fisicamente in un posto. Invece l'esperienza che deriva da un veicolo culturale come il residency program è imprescindibile».

The (art of) dissemblance. "Landscape from her" dal 27 Giugno al 6 Luglio (su appuntamento) HSF 128 west 121st street (tra Lenox e Powell) ‘Info.harlemstudiogmail.com or 001-646-542-9986. www.patrizianovello.it