ARTE/PERSONAGGI/ Forme di stati d’animo

di Samira Leglib

Se ancora non avete organizzato la vostra domenica e vi va di respirare un po' di arte di casa nostra, andate ai Crane Street Studios che per questo week-end restano aperti al pubblico. Vi troverete, tra circa un centinaio di artisti disposti su cinque piani, Roberto Franzone, architetto romano che lasciò l'Italia e la professione ormai più di vent'anni fa per seguire il cuore.

Dopo aver frequentato corsi di disegno e di acquerello torna di nuovo a cercare il tri-dimensionale che un po' lo riavvicina all'architettura. Scultore, ha realizzato opere in bronzo e in marmo per poi prediligere il legno.

Perché il legno?

«Principalmente per il tempo che necessitano bronzo e marmo ad essere rifiniti. Già la scultura di per sé (relazionata alla pittura, ndr) richiede un tempo notevole. Dall'idea al momento in cui l'artista inizia a vedere qualcosa passa un'infinità».

Quanto ha influenzato un passato da architetto il suo lavoro come scultore?

«Nelle mie opere è sicuramente presente l'influenza architettonica. Esse stesse sono intese per essere realizzate in grande scala, come dei monumenti che richiamano uno spazio in cui ci si può entrare, non solo si osserva dal di fuori ma si partecipa. Spesso le immagino per essere posizionate nei parchi. Ma alla consapevolezza dell'influsso architettonico ci sono arrivato con il tempo».

Ha frequentato una scuola una volta sentito il richiamo della Musa?

«Si, la Art Students League che è una delle più antiche e prestigiose scuole d'arte di New York. Vi hanno studiato nomi quali Jackson Pollock, Man Ray e Georgia O'Keeffe ed è stata un'emozione vedere una delle mie sculture esposta accanto ad una di Pollock nella collezione privata della scuola».

Lei è italiano ma vive ormai a New York da tanti anni, dove trova la sua ispirazione?

«Tu non nasci bambino sapendo già quello che vuoi fare. Se vieni dall'Italia e cresci tra i capolavori di Michelangelo, Caravaggio e Bernini questi ti restano davanti agli occhi e l'ispirazione te la porti dentro. La Roma barocca che ho conosciuto bene mi ha ispirato più di una volta nel movimento delle forme. La Fontana dei Quattro Fiumi che si trova in Piazza Navona ha ispirato alcune mie figure. Ma è un'ispirazione inconscia, se fossi nato in Wyoming sicuramente anche la mia arte sarebbe stata diversa».

Come sceglie i suoi soggetti?

«La scultura, come tutte le arti, è anch'essa soggetta agli stati d'animo dell'artista. La "Requiem" di Mozart non nasce dallo stesso stato d'animo de "Le Quattro Stagioni" di Vivaldi. Allo stesso modo io quando mi sono sentito triste e arrabbiato per via della guerra in Iraq ho creato "Basra" (Bassora) e "Crying of Innocents" (Il pianto degli Innocenti) che raffigura una famiglia stretta in se stessa con una base rossa a simboleggiare il sangue versato. Ma c'è anche un altro processo che porta alla scelta del soggetto di cui forse la scultura ha l'esclusiva. Non è sempre qualcosa che viene da dentro, a volte è anche quello che tu vedi in una forma e che accende la tua ispirazione».

I Crane Street Studios si trovano al 46-23 di Crane Street, Long Island City (E train fino a 23rd St/Ely Ave oppure G train fino a Court Sq.) e sarà possibile visitarli dalle 12pm alle 6pm.