MOSTRE/FOTOGRAFIA/ Sicilianamente Martorana

di Monica London

Quello del pescivendolo è uno dei mestieri più antichi del mondo, che racchiude in sè un bagaglio di rituali e tradizioni antiche. Un immaginario che rimanda a luoghi solitari, incontaminati dalla globalizzazione, dove il mare detta la legge del giorno con l'abbondanza o scarsezza dei suoi frutti. Gli uomini del mare, i pescivendoli, dipinti con i volti segnati dal tempo e scottati dal sole, in cui si nasconde una saggezza remota. Queste sono le immagini ricche di storia e di cultura che ci racconta "sicilianamente": l'esibizione fotografica di Gio Martorana, inaugurata giovedi scorso presso le sale dell'Istituto Italiano di cultura di Los Angeles, sotto la direzione di Francesca Valente.

La mostra è nata in occasione della prima conferenza degli Istituti Italiani di Cultura operanti nella macroarea degli Stati Uniti e Canada. Un incontro, che come suggerisce Francesca Valente, coordinatrice d'area del 2007-2008, "rappresenta un momento di riflessione interna mirato non tanto ad un confronto agonistico tra gli Istituti, ma ad un momento di crescita professionale per valutare come offrire un servizio più incisivo alla comunità italiana".

La mostra fotografica di Gio Martorana, proposta dalla Regione Sicilia, è stata un'occasione preziosa per festeggiare questo primo incontro. Presenta una carrellata di trentasei fotografie a colori e ritratti molto incisivi in bianco e nero. Il lavoro del fotografo palermitano è stato molto apprezzato da prestigiose riviste quali Vogue e Figarò, e nel 1997 è stato scelto da W. Livingston di "National Geographic" per comparire nel documentario "the Italians", come protagonista del successo dello stile italiano nel mondo, insieme a Krizia e Sergio Pininfarina. Nei suoi scatti immortala le varie età dell'uomo: volti di accesa espressività e pieni di umanità, che si inseriscono all'interno di in una poetica atemporale, in cui i ritmi sono scanditi dal levar del sole e dal tramonto di paesaggi nostalgici, in cui la gestualità della pesca rivela la semplicità e la fatica di un mestiere che ha radici lontane. Il pesce fresco, vivo, sguizzante nella rete ci riconduce a paesaggi primitivi e incontaminati di una terra baciata dal sole e dalla natura.

Martorana ha pubblicato nel 2006 un libro fotografico dal titolo "Vivo è. I mercati del pesce in Sicilia" e nel 1999 ha ricevuto il premio UNESCO nel campo della fotografia ritrattistica. Ci porta alla scoperta e alla definizione di un mondo di colori, suoni e sapori: una Sicilia di ieri e di oggi che ci racconta e si fa raccontare. I mercati rionali di Ballarò e Porto Vecchio, le sarde di Sciacca, il tramonto di Cefalù, i fichi d'india e la pesca del tonno, parlano di una Sicilia ricca di profumi e sapori gastronomici. Un viaggio, dunque, attraverso i volti e i sapori della terra siciliana catturati dalle immagini incisive di Gio Martorana. Ciò che colpisce lo spettatore nel percorso fotografico sono le intense pennellate di colore e la cura del dettaglio reso in vivide immagini (come la pelle ruvida dei fichi e le sfumature cromatiche dei pesci sottomarini).

L'incontro tra gli otto direttori degli Istituti Italiani di cultura del North America presenti alla mostra, ha dato vita alla discussione di diverse tematiche e, in particolare, si è parlato di come ridefinire il ruolo e le funzioni deglli Istituti alla luce di profondi mutamenti quali la globalizzazione e la rivoluzione informatica. Francesca Valente sottolinea "l'importanza di una programmazione a lungo termine, per esempio biennale, inserendosi e accordandosi con la programmazione delle altre Istituzioni ". Il dibattito ha promosso uno scambio di idée tra i direttori degli Istituti sull'organizzazione e la gestione degli eventi futuri, definendo l'importanza di un lavoro di stretta collaborazione tra gli Istituti.