SPECIALE ECONOMIA/LIBRI/ Figli & soldi: il tabù svelato

di Michelina Zambella

Se non sapete come gestire figli e soldi non perdetevi d'animo. Si legge tutto d'un fiato il nuovo libro di Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi "Figli&Soldi- Dai telefonini alle carte prepagate, come aiutarli a spendere bene" (pubblicato da Sperling & Kupfer nel marzo 2008 dopo sette anni dalla prima edizione). Gli autori sono due giornalisti italiani a New York, marito e moglie, impegnati a trattare lo stesso tema anche nel loro blog (http://figliesoldi.ormedilettura.com).

Scritto in America, il libro fa riferimenti specifici alle due culture ed esperienze, ponendole a confronto e, attraverso interviste, testimonianze dirette, consigli pratici, aiuta ad affrontare serenamente la crescita anche "finanziaria" dei propri figli, mettendo in evidenza problematiche e valori collegati ai soldi e fornendo utili informazioni pratiche.

Tutti danno soldi ai propri figli o nipoti. Perchè allora non farlo stabilendo regole che li aiutino a gestire in modo responsabile le loro finanze, attraverso la paghetta ad esempio? Nella prima parte del libro i due autori spiegano quali sono le sette virtù della paghetta; la seconda parte invece sintetizza l'ABC della finanza spiegata ai bambini e ai ragazzi, ma offre anche indicazioni pratiche ai genitori su come utilizzare i diversi prodotti offerti dal mercato. Capitoli e riepiloghi finali, paragrafi riassuntivi a lato, rendono il libro scorrevole, piacevole e stimolante. Di questo Oggi 7 ne ha parlato con gli autori, incontrati nel loro appartamento di Manhattan che condividono con la figlia Francesca.

Maria Teresa e Glauco, quando comincia la vostra avventura con la nuova edizione di Figli&Soldi?

«Il 5 febbraio 2007 è per noi un giorno storico. Francesca- la loro quattordicenne figlia unica- presentò la lista delle sue rivendicazioni, come la copia delle chiavi, andare a scuola da sola e la sua prima carta di credito. E questo accadeva per la prima volta da quando aveva cominciato a ricevere la sua paghetta (con cui poi ha comprato il suo cane), ovvero da quando aveva otto anni. Abbiamo accettato la proposta di una riedizione perchè ci siamo resi conto che noi stessi avevamo bisogno di aggiornarci per restare al passo con una figlia non più bambina e con un mercato dove tantissimo è cambiato. Basti pensare che anche la paghetta materiale è in via d'estinzione, sostituita dalle ricariche dei telefonini o dalle carte di debito prepagate, sempre più usate al posto dei contanti per le vacanze studio all'estero».

Quali sono le virtù della paghetta?

«1. Concessa e spiegata al momento e nella giusta misura, aiuta a formare la personalità e a far crescere i nostri figli, investendoli della responsabilità della sua gestione.

2. Fa capire concretamente ai bambini/ragazzi quanto costano gli "oggetti del desiderio"- dalle figurine al telefonino all'iPod - che se pagati di tasca propria diventano improvvisamente più cari e meritevoli di un approfondito esame prima dell'acquisto.

3. Insegna le basi della pianificazione finanziaria, cioè a non spendere più di quanto si possiede, a selezionare gli acquisti in base a una scala di priorità, a risparmiare per spese future e, se necessario, a rinunciare.

4. È un incentivo a guadagnare in proprio, lavorando - in famiglia e/o fuori, a seconda dell'età - per ottenere quel di più che mamma e papà non possono o non vogliono finanziare.

5. Stimole curiosità culturali che rimarrebbero altrimenti astratte, come il funzionamento della banca o della Borsa.

6. Aiuta a costruirsi un solido futuro finanziario, perché, se si comincia a risparmiare e investire da giovani, il proprio capitale ottiene il miglior rendimento.

7. Abitua a far qualcosa di utile per chi di soldi non ne ha, devolvendo in beneficenza una quota del proprio reddito, o donando il proprio tempo».

Parlate di ABC della finanza spiegata ai bambini. Ma il libro, in realtà, a chi si rivolge?

«L'argomento denaro- dice Glauco- ha una parte fondamentale nella formazione della personalità dei giovanissimi, ma spesso viene considerato un tabù dagli adulti (italiani), incapaci di trovare il linguaggio giusto per parlarne ai figli». «La tesi di fondo del libro» precisa Maria Teresa «è l'importanza di promuovere l'assunzione di responsabilità e la formazione di una personalità indipendente fin dalla più tenera età, anche nella sfera economica, attraverso la gestione della paghetta. Da qui, dunque, l'idea del vademecum per spiegare il valore dei soldi ai ragazzi, ma non solo anche ai loro genitori, all'intera famiglia direi».

I giovani italiani, rispetto ai coetani americani, si affacciano al mondo della banca e della finanza molto tardi e arrivano a possedere la prima carta di credito dopo i venti, mostrando un ritardo rispetto ai tredicenni americani. Come spiegarlo?

Secondo Glauco «L'Italia è la mamma che non molla il figlio, che crea il mammone, il bamboccione incapace di badare a sè stesso. Ad influire sulla crescita di questo tabù la stessa cultura italiana e l'ipocrisia che regna intorno al concetto di denaro. Ma gli italiani non sono gli unici e non lo dico per difenderli. In America al contrario si assiste ad un maggiore lassismo verso i giovani che vengono maggiormente e precocemente responsabilizzati. Ma è pur vero che il tasso di indebitamento e di fallimento tra i giovani americani è maggiore di quello tra gli italiani».

Prosegue Maria Teresa «I giovani americani si assumono più rischi. In America c'è più gusto per l'intraprendenza e l'individualismo, I giovani imparano a cavarsela presto da soli. In Italia invece si assiste ad una protezione eccessiva, che non li fa crescere».

Secondo "Figli&Soldi" quale sistema (educazionale ed economico-finanziario) funziona meglio: quello americano o italiano?

Ridendo (dell'evidenza) Glauco dice: «Parliamo coi nostri comportamenti, coi fatti. Fino a questo momento l'America è molto più soddisfacente».