CONCERTI/ IL 16 GIUGNO IL GRUPPO MILANESE AL MERCURY LOUNGE / Gli Afterhours “ammazzano” anche a NY
Di ritorno a New York, dopo una tappa all'Hard Rock Café di Toronto, gli Afterhours di Manuel Agnelli, rappresentanti più importanti del rock nostrano degli ultimi 20 anni, che si esibiranno il 16 giugno alla Mercury Lounge, (217 East Houston, www.mercuryloungnyc.com) in una nuova formazione, ovvero con l'aggiunta dei fiati di Enrico Gabrielli.
Protagonista sul palco, il nuovo CD del gruppo, I Milanesi Ammazzano il Sabato, raccolta di canzoni che il quotidiano La Repubblica ha definito "un capolavoro brutale", mentre il Rolling Stones Magazine lo descrive come "creativo, ambizioso, e sopratutto avventuroso".
Questo titolo particolare deriva dalla voluta storpiatura del titolo del romanzo di Giorgio Scerbacenco, considerato il padre del noir italiano, I Milanesi Ammazzano al Sabato, romanzo che narra le vicende di un padre che si fa giustizia da solo. Durante la settimana il disgraziato signore era preso, come il resto dei milanesi del resto, con il lavoro - Milano si sa ha la fama di essere una città frenetica quasi quanto New York - e gli rimaneva solo il sabato per potersi dedicare all'omicidio degli aguzzini della figlia.
Una sola lettera cambia nel titolo del cd, e quest'ultima basta per rivoluzionare il significato; qui si parla di una città che è facile da criticare perchè conosciuta come grigia, sporca, stagnante e noiosa, ma sopratutto è una città a cui «manca la cultura del sociale e questo lo abbiamo voluto sottolineare con una canzone che è un gioco di parole che riguarda noi, Afterhours. Siamo noi quei milanesi del titolo. È la storia della nostra quotidianeità, di come noi ammazziamo il sabato» ha dichiarato Agnelli in passato.
Catturata dai pensieri di Agnelli in testi diretti e pungenti che sanno colpire con grande passione, Milano, che è la città natale dell'artista, è popolata da strani personaggi che sembrano usciti dalle pagine di un bizzarro libro di favole: ci sono case stregate dai mutui, maghi con il parrucchino al cuore, eroi che non sono eroi, re svogliati, orchi e streghe che si sentono soli, e muse di nessuno. Centrale è il tema della famiglia, della quotidianeità vissuta a volte in modo favolistico, a volte in modo più crudo; si ritrae la sensazione di essere fuori posto, dove ci si sente "pipistrelli chiusi in scatole", l'avanzare dell'invecchiamento, ("Sono stanco di invecchiare, sostenere ciò che muore"), la nascita di un bambino voluto o no, il sesso e la voglia di recuperare dei momenti passati, con una varietà compositiva tra la psichedelica anni 60 (È Solo Febbre), un rock più incalzante (Pochi Istanti nella Lavatrice) a delle ballate dolenti (Musa di Nessuno).
Alla realizzazione di questi 14 brani, tutti scritti da Agnellli hanno partecipato anche dei collaboratori stranieri da Greg Dulli (Twilight Singers), collaboratori anche in progetti passati, a Brian Ritchie (Violent Femmes), Stef Kamil Carlens (dEUS) e John Parish (PJ Harvey).





