PRIMO PIANO/PERSONAGGI/ La seduttrice dell'inferno terreno
Coralina Cataldi-Tassoni. Si può benissimo iniziare da qui. Bastano nome e cognome, meglio se pronunciati bene, e scritti senza la nauseante vernice stand-by dell'errore anagrafico. Il sorriso di Coralina è ancora lì, nel Village, dove ci siamo incontrati pieni di dolorose gocce di sudore. Seduti davanti a un the freddo, abbiamo rispolverato la carriera di un'artista che, per l'occasione, ha tradotto in un abito nero, ebbro di fiori, e in un paio di tacchi fedeli, quelli che più ama indossare. Di certo non è un modo diabolico di essere coscienti: camminare è il prezzo della vita di qualsiasi artista. Il punto è che, in genere, si corre. Specialmente a Manhattan. Specialmente se sei attrice, cantante, pittrice, se sei nata a New York, ha la testa sull'isola e il cuore in Italia. Ma Coralina non vuole essere catalogata dal mondo, non si accontenta delle etichette e, qualche volta, si padroneggia con una visita in chiesa, anche se dio è un concetto troppo romantico per lei. Lei che, nella celluloide, ha scelto di sedurre l'inferno («Esisterà? Secondo me l'inferno è già in terra»).
Ha scelto ed è stata scelta. Nel film cult "Opera" (1987), Dario Argento le ha smussato gli angoli della bocca con un paio di forbici metalliche. Le ha pure aperto lo stomaco, tanto per mettere a fuoco il concetto di "capacità attoriale". Il regalo più bello è arrivato con "Mother of Tears" (2007), che Coralina sta promuovendo negli Stati Uniti tra plausi di critica e pubblico. Dopo appena due minuti di pellicola, tre demoni prendono in prestito le sue interiora per soffocarla. Come un film porno al contrario, degenere.«Sono quasi svenuta per quella scena, che in origine era ancora più cruda e d'atmosfera. Alla premiere americana, mia madre ha visto il film accanto a me. Durante la scena di morte, le scuotevo la poltrona. Temevo si sentisse male, vista la reazione del pubblico. Invece lei, confusa il giusto, si è voltata e ha detto: ma che fai? Vuoi farmi vedere il film in pace?».
Perché quella di Argento e Lamberto Bava (per cui Coralina si è trasformata in mostro, a quindici anni, in "Demoni 2... l'incubo ritorna") non è malvagità gratuita. È piacere di stare ai margini semmai: «E, guarda caso, in Italia nessuno ci capisce, ci coltiva. La critica accoglie sempre con sospetto un buon horror italiano o un prodotto allergico al mercato, provocatorio. Io, Argento e molti altri abbiamo trovato in America il riscatto e la comprensione. Mi stupisce che, dall'Italia, continuino a farsi scappar via certe gemme. Quando l'America ti accoglie, certi presuntuosi lanciano altre accuse, come se fosse proibito calcare il suolo americano. Ecco perchè, in questo momento, non me la sento di lavorare in Italia. Qui ho il mio spazio, i miei amici, mio padre vive a Roma ma la mamma sta nell'Upper West Side e mi sento appoggiata».
Nel reparto cinema, Coralina continua ad essere un'anima in tumulto grazie anche all'opera prima di Claudio Simonetti e Simona Simonetti ("The Dirt"), un cortometraggio pieno di mille sapori. Decisamente osato. Per questo vincente.
"Limbo balloon" è l'album d'esordio in cui Coralina canta per Argento, ma rappresenta anche un binario parallelo all'ambito cinematografico. La musica è il tramite essenziale per sognare l'Italia: «Ho scritto una traccia, si chiama Caput Mundi, ed è dedicata a Roma. Canto queste parole: stringimi il cuore piano, scordarti mi rimane invano. Mi manca molto Roma. Studio da autodidatta, suono la chitarra, compongo con la mania del perfezionismo. La musica è la mia fonte di ispirazione anche quando dipingo. I miei sono per lo più quadri autobiografici che espongo a MacDougal Street. Dentro ci sono volti, tanti volti di persone che forse ho incrociato o che devo ancora incontrare. In effetti, il mio dono è quello di chiamare le presenze. Senza musica non sarei in grado di tenere un pennello in mano. Ma quando ascolto il motivetto di "Profondo Rosso", composto dai Goblin, ecco che io e i colori ci sintonizziamo sulla stessa frequenza. E rimaniamo su quell'onda, in bilico tra l'Italia e l'America, per sempre....».
Per sapere dove vedere i suoi film basta andare nel sito web di Coralina: http://www.coralina.net Uno scrigno raro.





