PUNTI DI VISTA / Il comico Brunetta
Sembra una comica. Ma il dramma è proprio questo: una comica scritta con l'intento, con la seriosità di introdurre in Italia innovazioni di una tale efficacia da sbalordire svizzeri, tedeschi, scandinavi... Come riferiva mercoledì scorso la stampa italiana, il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta ora propone un piano nazionale in base al quale le pensioni Inps potranno essere ritirate nelle tabaccherie, nelle farmacie, nelle caserme dei Carabinieri. Negli stessi luoghi si potranno effettuare pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione, dello Stato, ed eseguire altre operazioni. Questo, come precisa lo stesso ministro, consentirà ai cittadini interessati di scavalcare quindi gli uffici statali che, secondo lui, non dànno nessun affidamento, appesantiti come sono - sempre secondo il fantasiosissimo e infaticabile Brunetta - dal parassitismo, dalla pigrizia, dall'approssimazione di tanti fra funzionari e impiegati.
E' ben difficile che un piano come questo possa essere approvato, sebbene nulla ci sorprenda più in questo Paese, gettatosi un paio di mesi fa (e non per la prima volta) nelle braccia di una consorteria politica che, sul versante dell'interesse pubblico, non sembra sapere quello che fa. Ma la sola proposta firmata Brunetta ci procura i brividi. Ci preoccupa. Ci irrita. Ci scandalizza. Ci fa temere che non vi siano limiti alla mancanza di senso del ridicolo e al dilettantismo (quello deteriore, s'intende) di esponenti del centro-destra. Occorre davvero una vivida, anzi, sfrenata, immaginazione per concepire quel che ha ora concepito il ministro in questione, il quale sembra un fascio di muscoli in meravigliosa, mirabile e sana tensione. Il fascio di muscoli che puntualmente obbedisce agli impulsi a esso inviati da una mente che non riposa mai, una mente forse addirittura napoleonica grazie alla quale il suo fortunatissimo depositario è capace di dettare due lettere in contemporanea...
Ma vi immaginate la ressa, la calca, le attese "bibliche" in farmacie, tabaccherie, stazioni dei Carabinieri chiamate ad accogliere moltitudini che rumoreggiano o che strepitano, protestano e magari riscoprono l'antico, appunto scomparso, viziaccio italiano di soffiare nella coda allo sportello il posto all'utente che ti precede. Eppure lo capirebbe anche il più distratto, anche l'individuo più assente a se stesso e agli altri che bastano dieci o venti persone per congestionare una tabaccheria, una farmacia. Che dire poi di quel che accadrebbe nelle caserme dei Carabinieri: con tutto quello che hanno da fare, i Carabinieri (uno dei pochi organismi, coi Vigili del Fuoco, la Forestale e qualche altro ancora, che tuttora funziona in modo egregio) dovrebbero anche occuparsi di corrispondere pensioni, accettare pagamenti... Lo stesso dicasi per i farmacisti, chiamati a svolgere un lavoro delicato, che richiede attenzione, meticolosità.
Niente di più facile che a riguardo si escogiti la suddivisione dei singoli pensionati in fasce a seconda della prima lettera di ciascun cognome. Esempio: chi rientra nella fascia A-B-C potrà ritirare dai Carabinieri o in tabaccheria la propria pensione fra il primo e il 5 del mese; chi rientra nella fascia D-E-F dovrà aspettare il 6 del mese e non superare l'11 e via così. Quindi, per tanti italiani, già schiavizzati dal disordine cronico che attanaglia le grandi città, ma anche quelle medie, altri disagi, altre attese snervanti; altre mortificazioni.
Il piano Brunetta insomma è cervellotico, illogico, assurdo. E' una comica il cui autore di questo non s'accorge davvero.





