"Saturno Contro" intervista al regista Ferzan Ozpetek "Sì ai diritti delle coppie conviventi"
Siamo con Ferzan Ozpetek, regista di Saturno Contro, sulla terrazza di Rai Corporation con splendida vista su Manhattan. Ozpetek non è nuovo a Open Roads, era qui anche due anni fa con Cuore Sacro ed è uno dei pochi fortunati e bravi registi italiani ed essere presenti sul mercato americano.
Ferzan, prima di parlare del suo film, abbiamo sentito che il Moma le dedicherà una retrospettiva.
«Sì, il prossimo dicembre e mi sembra una cosa davvero prestigiosa».
Hanno avuto successo i suoi film all'estero?
«La finestra di fronte, Le fate ignoranti, Bagno turco sì, Cuore Sacro e Harem Suare un po' meno».
In Saturno Contro, si parla di una relazione tra due persone dello stesso sesso e dei problemi che si possono incontrare in caso di morte di una delle due. È un riferimento velato ai diseegni di legge "Dico" mai approvati?
«Non direi. La mia intenzione è stata quella di parlare dei rapporti tra le persone e la burocrazia. Penso che due persone che convivono e condividono alcune cose, anche al di fuori della sfera sessuale, debbano essere tutelate in qualche modo».
Di recente la California ha dato il via libera alle unioni dello stesso sesso, e Paterson, il governatore dello Stato di New York, ha cominciato a riconoscere i matrimoni avvenuti in altri stati o nazioni, lei è favorevole e pensa che in italia una situazione del genere potrà mai verificarsi?
Mi risponde alla seconda parte della domanda ridendo, poi continua: «Io non sono favorevole ai matrimoni dello stesso sesso, voglio solo che siano riconosciuti i diritti delle coppie».
E da straniero anche se ormai cittadino italiano a tutti gli effetti, cosa pensa degli episodi che si stanno verificando in Italia nei confronti degli immigrati? Ed i provvedimenti del nuovo Governo?
«Penso che si debba restaurare un po' di equilibrio, anche se la caccia all'uomo è stata un po' gonfiata dai mezzi di informazione. Tuttavia quando un paese è in difficoltà, soprattutto economiche, cerca sempre un colpevole, in questo caso gli immigrati».
Chiedo anche a lei se le piacerebbe lavorare qui ed eventualmente con chi?
«Con un mio film o con qualche bel progetto sì. E non ho pretese di avere personaggi noti, dipende dal ruolo, comunque mi piace molto Meryl Streep. Ma ripeto dipende dal ruolo».





