SPECIALE/SPETTACOLI/Un viaggio nell’anima di Pollock
Se la tela è a terra, lavoro meglio. Mi sento più vicino al quadro, ne faccio parte, posso camminatgli intorno e lavorare da tutti e quattro i lati, starci letteralmente dentro"
-Jackson Pollock
Mercoledi scorso all'Istituto italiano di Cultura di New York si è tenuta la conferenza spettacolo "Jackson Pollock - l'azione non agente", una ricerca teatrale nata e sviluppata dalla compagnia teatrale Laminarie di Bologna dedicata all'artista americano Jackson Pollock. Lo spettacolo, attraverso il linguaggio contemporaneo del teatro, rievoca e ripercorre la vita e l'opera del grande artista che ha segnato una svolta nel panorama artistico degli anni Cinquanta in America. Venerdi scorso si è svolta inoltre la seconda tappa dello spettacolo pensata appositamente per la tournèe americana dal titolo: "Pollock on the other hand" presso le sale teatrali dell'Hunter College. Lo studio sulla figura di Pollock iniziato dalla compagnia nel 2006 e culminato nel 2007 con il debutto dello spettacolo al Teatro Stabile Arena del Sole di Bologna, è stato realizzato con il sostegno del comune di Bologna. Il progetto è stato poi apprezzato e sostenuto dalla Pollock and Krasner Foundation di New York e dalla Pollock and Krasner House and Study Center di East Hampton con cui la compagnia è entrata in contatto durante il viaggio di ricerca negli Stati Uniti.
Grazie al lavoro di collaborazione tra le fondazioni e l'Istituto Italiano di Cultura di New York, è stato possible promuovere e presentare l'evento al pubblico newyorkese. L'attività della compagnia teatrale Laminarie, fondata da Febo Del Zozzo e Bruna Gambarelli nel 1994, consiste nell'elaborazione di linguaggi teatrali originali nel campo del Teatro di Ricerca. Lo spettacolo è stato diretto da Febo del Zozzo, che è anche l'attore protagonista del video spettacolo. Interpreta la figura di Pollock, rivisitando alcuni dei momenti più significativi e enigmatici della sua creazione artistica. L'idea del progetto nasce durante gli anni di studio del regista all'Accademia delle Belle Arti di Bologna: "mi ha sempre colpito il fatto che Pollock è stato un artista che ha esercitato una grande influenza anche sulle altre arti, compresa la letteratura e la musica. La sua tecnica pittorica è spesso stata associata al linguaggio teatrale, sopratutto per la tecnica dell'improvvisazione".
Ed è proprio attraverso la combinazione di diversi linguaggi tra cui l'arte figurativa, l'arte visuale e la musica, il video mette in scena con grande originalità una poetica dedicata all'opera dell'artista che si focalizza sul tema del movimento. Un processo quasi estatico di rappresentazione interiore, in cui le movenze fisiche e i frammenti dell'anima si rivelano uniti ed espressi in un legame indissolubile. E' così che il regista bolognese aggiunge "quello di Pollock è un processo artistico che non ha nulla a che fare con la casualità, ma che nasce sempre da una rigorosa immersione nel tema da trattare".
L'obbiettivo che Del Zozzo si prefigge nel 2006 è quello di studiare l'opera di Pollock, capire i posti in cui ha lavorato, visitare la sua casa e il suo studio ad East Hampton, per ricostruire un'immagine reale di Pollock, lontana dagli stereotipi. Il suo video non intende analizzare l'innovativa tecnica pittorica del dripping (lasciando sgocciolare il colore su tele di grande formato posate a terra) che ha reso Pollock uno dei più importanti artisti del Novecento, ma come una lente di ingrandimento scava e penetra nella sua opera, rievocando quella particolare forza emotiva che scaturisce dalle sue creazioni. Un particolare processo artistico che così raccontava lo stesso Pollock: "Quando sono nel dipinto non mi rendo conto di quello che faccio. E non ho timore di approntare modifiche, perchè l'opera ha una sua propria vita. Solo quando perdo il contatto con il quadro, allora ne esce spazzatura. Altrimenti regna l'armonia pura, un delicato dare e prendere, e viene fuori un bel lavoro". L'innovazione apportata da Pollock consiste nel fatto che l'artista fa a meno della rappresenatzione per esprimersi invece in un movimento fisico: l'azione sulla tela diventa rappresentazione. È a tal proposito che Bruna Gambarelli, la cofondatrice della compagnia, aggiunge: "L'opera di Pollock non è il risultato di un'azione predeterminata, ma di un'azione non agente ovvero di un atto creativo non casuale che risponde ad una necessità di bellezza, un'urgenza verso la quale l'artista è spinto irresistibilmente".
Un momento che non può essere cercato, ma avviene in un momento di epifania, rievocato nello spettacolo attraverso i movimenti del vento e i suoni della natura per restituire quella dimensione più intimamente naturale che costituisce l'arte di Pollock.





