“Appuntamento a ora insolita” di Stefano Coletta/Grande freddo all’italiana
Qualcuno ha detto che Dio ci ha dato l'abitudine al posto della felicità». È solo una delle battute lasciate recitare ai personaggi di questo raro pamphlet che il regista Stefano Coletta fà della società dei nostri tempi, quelli che vengono dopo gli ideali, non prima. Sull'inevitabile eco de Il Grande Freddo di Lawrence Kasdan, Appuntamento a ora insolita segue le vicende di un gruppo di amici, le loro disillusioni e recriminazioni, consapevolezze di una generazione che ha perso il sapore fantastico dei vent'anni: "Più passa il tempo, più aumenta la confusione. Qualche cosa l'abbiamo persa, qualche cosa l'abbiamo guadagnata". Sei personaggi, sei storie di amicizia, tradimenti, desideri, che si intersecano e, a volte, si sovrappongono per poi essere messi a nudo nell'incontro a cena che chiude -o apre- un cerchio: "E stasera, com'è stasera la nostra società?"
«Un gruppo di amici che, buttato alle ortiche l'antico coraggio di sognare e progettare utopie, si ritrovano adagiati nell' acquiescenza al potere, o pronti a darsi gomitate nella corsa al denaro e al successo. Ogni tanto i ricordi di quell'età dell'innocenza riaffiorano, dentro queste mura abbandonate. Un film sulle trappole della vita, sul tempo perduto e mai più ritrovato, su ciò che poteva essere e non è stato, sulla visione del mondo sbiadita in una miopia egoista, incapace di andare oltre l'attimo fuggente. » (Stefano Coletta) Se non che il titolo del film, omonimo di una poesia di Vittorio Sereni, ribalta il senso di sconfitta che c'è nello svegliarsi un giorno ed accorgersi di "essere uguali a tutti quelli che sono venuti prima di te", perché la conquista risiede già nell'averci creduto, anche fosse per il breve sogno di una vacanza. «È a questo che penso se qualcuno mi parla di rivoluzione». (Vittorio Sereni).
Sabato 7 giugno 12:00pm e lunedì 9 giugno ore 5:20pm





