“Notturno Bus” di Davide Marengo/Incroci di vite spericolate
Ombre che si muovono nella notte romana, violenza necessaria e gratuita, misteriosi microchip, milioni di euro in una valigetta e l'aereoporto di Fiumicino, sono questi gli ingredienti di Bus Notturno, il film noir di Davide Marengo, qui al suo primo lungometraggio, che ha preso spunto dall'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi.
Francesco, interpretato da Valerio Mastandrea, Franz per gli amici, fa l'autista di autobus per linea notturna che porta dalla città a Fiumicino. Ha alle costole Titti, un energumeno, nonostante il nome da canarino giallo, che vuole riscattare i suoi debiti di gioco. È riflessivo, pacato, e anche nella vita di tutti i giorni, non solo sul lavoro, usa gli specchietti retrovisori, guarda sempre al passato.
Leila, interpretata da Giovanna Mezzogiorno, fa la ladra da quando aveva tre anni e ora è implicata nel commercio di documenti rubati. Per caso, si trova al centro in un inghippo più grande di lei. A differenza di Franz, Leila guarda sempre al futuro, vuole cancellare il passato e scappare verso una vita migliore... magari a Cuba con il bottino.
Per coincidenza i due si incontrano e Franz, affascinato dal mistero di Leila, pian piano riesce a risvegliarsi da quel torpore che la vita gli ha regalato. Diventa sempre più un uomo d'azione e non solo di riflessione, per essere lui alla fine, il personaggio che ci regala il colpo di scena.
Il film unisce elementi stilistici del noir con un pizzico di ironia ed umorismo creando così un qualcosa di unico, un film che si distacca dai soliti copioni dei film italiani, per avvicinarsi alle action americane.
Sabato 7 giugno, 9:15 e lunedì 9 giugno, 1:00





