“Il dolce e l’amaro” di Andrea Porporati/La scelta tra la mafia e l'amore
Saro Scordia (Luigi Lo Cascio) è un figlio di Cosa Nostra. Letteralmente. Se ne sono presi cura, gli hanno dato un'educazione -la loro- gli hanno insegnato a vedere il mondo con altri occhi -ancora una volta i loro-. E Saro è un figliol prodigo e di buone promesse: non si tira indietro, fa' quello che gli viene chiesto, non parla nemmeno quando interrogato. "Per quelli come me, finire in galera è come andare all'università e passare gli esami". Piano piano si conquista un posto tra gli uomini d'onore e la sua vita sembra essere perfetta e invidiabile. Se non fosse per una cosa che Saro vuole e non può avere: Ada (Donatella Finocchiaro), una ragazza onesta che ricambia il suo amore ma che non può accettare di sposare un delinquente.
Il ritratto che Porporati dipinge della Mafia degli anni ‘80 è lucido ed essenziale. Forse non aggiunge nulla ad un tema ultimamente così inflazionato dal cinema da Coppola in avanti, forse non scaglia nemmeno apertamente il dardo della condanna ad un mondo infame che tuttora vive, ma lascia allo spettatore la libertà di ascoltare una storia, una delle tante ormai, e giudicare da sé qual è la vita che vale la pena di essere vissuta. Tanto poi alla fine interviene sempre l'imprevisto, e non resta che farsi una risata.
Sabato 7 giugno 2:00pm e lunedì 9 giugno ore 9:30pm.





