INTERVISTA CON L’ATTRICE LUCILLA MORLACCHI/“Concetta” ricorda il film di Visconti

di L. C.

 

Per meglio condurvi nell'universo Gattopardo, abbiamo chiesto a Lucilla Morlacchi, una delle maggiori attrici italiane, e l'indimenticabile Concetta del film, di ricordare qualcosa della magnifica avventura con Visconti e con l'indimenticabile cast.

Lei ha lavorato tanto con Luchino Visconti in teatro e in cinema, cosa ricorda della sua esperienza con lui?

"Io ero piccola allora e mi ritenevo fortunata di lavorare con Luchino Visconti. Ora, dopo tanti anni, mi sono resa conto di quanto veramente importante sia stata tale esperienza, scoprendo ancora, ogni giorno, quanto questo uomo mi ha dato e ha dato al pensiero dell'umano."

Quanto è valido ancora oggi il messaggio del Gattopardo?

"È sempre valido, purtroppo. Lo dico con molta malinconia. Pensa come è importante il messaggio di Tomasi di Lampedusa: il mondo non è delle aquile, ma di infimi animali. Continua ad essere così, basta pensare al libro ‘Gomorra', che ora ha anche vinto un premio a Cannes. Come dice il principe, tutto rimane così come è."

Ricorda cosa Visconti diceva del romanzo?

"Veramente lui con noi non parlava. Non so con chi ne avrà discusso, forse con Lancaster o con la Suso Cecchi D'Amico. A noi non diceva niente, ci portava per mano a comporre questo mosaico che è il film. Non succedeva come in teatro dove lui affrontava il testo insieme a noi e dunque ne parlava parecchio. Nell'arco dei miei tanti anni, però, rivedendo il film, ripensando a lui e rivedendo la sua vita, capisco cosa lui in quel momento non poteva dire a tutta la troupe."

E cosa ha pensato del romanzo quando lo ha letto?

"Che era bellissimo; comunque l'ho letto dopo aver fatto il film."

Il più bel ricordo che ha della lavorazione del film?

"Quando un giorno gli ho chiesto di spiegarmi perchè lui sbriciolasse piume e paiettes in preparazione alla scena del ballo. Lui mi rispose che aveva un ricordo di quando era piccolo e c'erano le feste a casa sua e lui veniva mandato a letto presto. Quando si svegliava, presto, al mattino, scorgeva tutte le piume e le paiettes sul pavimento. Era il disfacimento della festa e delle signore che vi avevano partecipato. Allora non mi fece effetto, ma adesso più passa il tempo, più mi rendo conto che era il disfacimento di una società. Quest'uomo - negli anni che l'ho conosciuto - mi ha permesso di capire gli ultimi cinquant'anni della mia stessa vita."