LETTERA/IL GLADIATORE E LA LOTTA CONTRO LA CENSURA SUI MISTERI D’ITALIA/G71 ringrazia e precisa

di Antonino Arconte

CARO  Direttore,

Sono Antonino Arconte, vostro affezionato lettore, dalla Sardegna, in Italia, dall'ormai lontano 1998. Una data che mi vide, all'uscita dal Federal Plaza, sede dell'INS a New York, incontrare su Sua indicazione Stefano Vaccara per la lunga intervista con la quale rendeste nota col dovuto risalto ai vostri lettori una vicenda, la mia, davvero incresciosa e per alcuni versi incredibile, ma sicuramente ben documentata anche da quattro sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che, proprio nel Maggio 1998, condannava lo Stato Italiano per le violazioni  ai miei diritti fondamentali e garantiti dalle Convenzioni Internazionali che sono stato costretto a subire e causate della mia condizione di testimone di fatti che si voleva nascondere per sempre.  La stessa Corte Europea, del resto, con sua propria lettera di protocollo, ammetteva che queste erano dovute alla mia appartenenza all'Organizzazione Gladio, ma che in ultimo Essa non era competente ad entrare nel merito delle vicende interne agli Stati membri, respingendo, pertanto, il quinto ricorso per incompetenza.

Ho letto il commento di Stefano Vaccara di Domenica 25.05.'08 "Buonanotte all'informazione" che dipinge un quadro a tinte fosche quanto scoraggianti dello stato dell'Informazione Italiana. Ebbene, leggendo quell'articolo e quelle considerazioni viste da New York, non posso che confermarle anche viste dalla Sardegna! E' proprio così, è vero, ma lasciando senza precisazioni quella vostra pubblicazione si farebbe un grave torto ai tanti giornalisti e giornaliste, davvero in gamba e coraggiosi  che, in un quadro generale della libertà d'informazione Italiana come quello che ben descrivete, li fa apparire ai miei occhi come degli eroi dell'intera categoria e trovo giusto chiedervi, pertanto, di voler accogliere questa precisazione da parte del diretto interessato che riassumo per maggior chiarezza in alcuni punti ben precisi premettendo ancora che, come sempre, sono responsabile di quanto affermo e che posso certamente ben documentare nel caso lo vogliate:

1)      È ben vero che del vostro articolo del 1998 non ci fu alcuna ripresa dai giornali in Italia, così com'è vero che il Sen. Guzzanti, che si trovava a New York in quei giorni e ben aveva letto tutto il servizio, era anche Vice direttore del Giornale di Milano e per altra occasione, alla mia richiesta circa il perché di questo suo comportamento rispose testualmente: "Si, ho letto e stavo per riprenderlo sul Giornale, ma Francesco Gironda (portavoce di Galdio, ndr) sicuramente attendibile, mi convinse che era meglio soprassedere prima di trattare di certi argomenti". Stefano Vaccara mi inviò peraltro il testo di una lettera giunta in redazione con la quale, F. Gironda, nella sua proclamata qualità di portavoce della Stay Behind, composta a suo dire "solo da civili e che mai aveva operato dietro le linee della Guerra Fredda, restando semplicemente in attesa  dell'invasione dell'Armata Rossa", smentiva quanto pubblicato in quell'intervista... Un simile personaggio, tra l'altro, è stato considerato inattendibile da tutti i giornalisti d'inchiesta che, in seguito, si lamentarono anche con me del fatto che ogni volta che scrivevano qualcosa su Gladio arrivavano nelle loro redazioni fax deliranti e che sempre, a distanza di tempo, smentivano le dichiarazioni precedenti, a volte di appena qualche settimana prima. Costui, però, per il Sen. Guzzanti, era meritevole della massima attendibilità, al punto da evitare di riportare notizie di quel tenore e importanza pubblicate a New York dal giornale degli Italo Americani. Anni dopo lo stesso Sen. Guzzanti ha fatto, da Presidente della Commissione Mitrokhin, delle gran brutte figure, come quella che ha visto tutta la Sardegna ridere delle sue "risultanze della Commissione Mitrokhin", circa un ordigno nucleare sepolto in mare da sottomarini atomici dell'URSS nell'arcipelago della Maddalena, in Sardegna, fino all'anno scorso base navale Italiana e Americana. Il Sen. Guzzanti fu costretto a scusarsi di queste e altre bufale, certamente fornitegli da altri personaggi  "sicuramente attendibili" di cui si circonda. In ultimo il caso del suo consulente personale, da Presidente della Commissione Mitrokhin, arrestato e condannato per patteggiamento per una serie di situazioni ridicole che pure hanno fatto ridere la Sardegna,  l'Italia e il resto d'Europa;

 2)       Precisato questo, però, non è giusto dire che nessuno ha scritto in Italia delle mie vicende. Oltre un centinaio di articoli d'inchiesta a tutta pagina con richiami in copertina pubblicati in Italia stanno a testimoniarlo, per non parlare della dozzina di  inchieste Tv a cui sono stato chiamato a partecipare e di due film a cui ho fornito consulenza e partecipazione. E' giusto elencare per correttezza Il Tempo di Roma e Stefano Mannucci che pubblicò tre articoli che fecero clamore a Roma, prima che gli fosse sostituito il Direttore che, dal 2002, gli ha impedito di aggiornare ai suoi lettori la vicenda con gli sviluppi successivi; i Mensili GQ e  Maxime e il settimanale News nei quali il capo redattore, attualmente  al mensile  Class, Marco Gregoretti, hanno pubblicato decine di inchieste col massimo risalto tenendo costantemente aggiornati i loro lettori; La Nuova Sardegna con Piero Mannironi che fino a che non gli è stato sostituito il Direttore (come al Tempo di Roma) ha pubblicato decine di servizi d'inchiesta informando costantemente i Sardi di ogni sviluppo successivo; Il Settimanale Famiglia Cristiana (sei milioni di copie ...ben più della cosiddetta "grande Stampa", in realtà sempre più in crisi di vendite!) che con i giornalisti Luciano Scalettari e Barbara Carazzolo ha pubblicato quattro servizi esclusivi collaborando e organizzando con la RAI e Liberazione anche le operazioni peritali dalle quali si ebbe la conferma dell'autenticità della mia documentazione, messa in dubbio da interrogazioni del Sen. Giulio Andreotti e Malabarba nel maggio 2002. Sul punto occorre precisare che alla fine dell'inchiesta di cui avete dato ampie notizie in aggiornamento, il sen. Malabarba, verificata l'archiviazione per infondatezza di quell'inchiesta per falso, chiese con ripetute interrogazioni parlamentari a risposta scritta, che il Governo si scusasse con Antonino Arconte, riconosciuto Parte Offesa dal Gip di Roma e cittadino accusato ingiustamente e pubblicamente dallo stesso Ministro Martino, ma nessuno si sentì in dovere di scusarsi e solo il Presidente del Senato, on. Marini, rispose con protocollo ufficiale affermando testualmente che: " Le scuse mi erano dovute da coloro che mi hanno offeso, ma il Presidente del Senato non ha il potere di imporgliele!" Una trentina di interrogazioni a risposta scritta stanno a testimoniare questo impegno per la verità anche da parte di alcuni senatori di diverse opinioni politiche. Anche Fontana, del Tirreno, è tra questi giornalisti e Alessandro Cassinis vice direttore del Secolo XIX e Pietro Messina, il quale sulla rivista bimestrale di Geopolitica dell'Espresso, LIMES, ha pubblicato oltre sei pagine d'inchiesta sulle nostre operazioni in Nord Africa rilevando che lo stesso Amm. Fulvio Martini, di cui avete pubblicato le ultime lettere a me indirizzate, nella sua autobiografia "Nome in codice Ulisse" le confermava, sia pure con qualche omissis a cui è stato obbligato;  Paolo Cucchiarelli  dell'Ansa che, come avete ricordato, non ha mai mancato di dare le notizie che, però, non dipende da lui che siano riprese dai giornali che le ricevono in redazione. Il notissimo Pino Scaccia inviato speciale di Rai 1 che è venuto in Sardegna, a casa mia, a preparare il suo speciale su Moro nel febbraio 2003. Giuseppe Dagata di Liberazione che ha seguito tutta la vicenda per anni. Numerosi autori di libri sull'argomento che hanno tratto spunto per le loro pubblicazioni da quanto da me pubblicato nell'Ultima Missione e nell'archivio superstite dell'Organizzazione Gladio. Rete 4, di Mediaset, che pure ha trasmesso numerosi speciali sulle mie vicende a partire dal 2002, l'ultimo appena il 1 Maggio ‘08. Anna Pagliano, autrice dello speciale: "Moro: se ci fosse luce sarebbe bellissimo", in parte girato qui, a Cabras, in Sardegna, a casa mia. Sono certo di averne dimenticato alcuni, ma lo spazio sarebbe eccessivo e vorrei concludere affermando che è il sistema mediatico Italiano, quello che autorizza solo giornalisti iscritti all'Ordine a pubblicare giornali. Infatti, senza la loro firma i Giornali in Italia non possono uscire e controllare questi personaggi attraverso le nomine  e controllare anche i contributi pubblici alla stampa, senza i quali questo tipo di informazione che vede strapagati i Direttori in maniera ingiustificata (...considerati gli incassi dalle vendite dei giornali), crea questo controllo ferreo sull'informazione di cui avete dato corretta notizia degli effetti, ma non delle cause. I Giornalisti veri, in Italia, per informare correttamente il pubblico si devono scontrare con questo tipo di poteri.

3)     Alcuni questo loro impegno l'hanno pagato con la vita, altri con il licenziamento e/o finendo nell'estrema periferia dell'informazione Italiana.

Grazie a questo loro impegno, ho potuto uscire dalla nebulosa dei "Misteri d'Italia" e sono in questo momento attivo, con altri, per cercare i finanziamenti necessari alla realizzazione di un progetto di film seriale che racconti le verità negate ai sardi, agli Italiani e al mondo interessato alla verità. Purtroppo, per gli stessi motivi, questa è una ricerca in Europa, poiché in Italia anche i finanziamenti al cinema sono ferreamente controllati  da chi ha interesse a nascondere la vera storia della Guerra Fredda Italiana.

Vi chiedo di voler pubblicare, anche tra le lettere al Direttore se ritenete non ci sia altro spazio disponibile sul vostro giornale, questa mia doverosa precisazione che trasmetterò per conoscenza anche ai giornalisti interessati che hanno letto TUTTI, i vostri articoli.

Con moltissima e sincera stima per l'opera meritoria che svolgete,

dalla Sardegna, vostro Antonino Arconte, alias G-71.