EVENTI/MEMORIAL DAY WEEK-END/Spettacoli Made in Little Italy

di Michelina Zambella

 

E' sorprendente scoprire come la comunità italo-americana sia attaccatta ai valori, alla cultura e alle tradizioni del Bel Paese molto più di quanto non lo siano gli italiani stessi. L'Italia vista dalla Grande Mela o da Brooklyn ci appare, ad un tratto, incantevole, affascinante, unica e l'idea di essere parte di quel mondo ci fa sentire speciali, privilegiati quasi.

Dalle parole di Gennaro Pecchia o Jerry, "l'italianità va preservata tra gli italo-americani". Figlio di Nicola e Maria, provenienti rispettivamente da Potenza e Palermo, Jerry nasce a New York nel 1967 (anche se l'aspetto tradisce i dati anagrafici!). Non parla ma capisce l'italiano, non ha (ancora) la cittadinanza italiana. Eppure si sente più italiano di me. Lo incontri a tutti gli eventi, conferenze e concerti italo-americani della città e dintorni. Suo padre, emigrato prima in Germania e Svizzera, si trasferisce in America nel 1965 "senza nemmeno saper spiaccicare una parola d'inglese", dice Jerry. Lavora da allora in una piccola bottega di artigiani calzolai dell'Upper East Side, dove mette in atto le proprie abilità tipicamente europee e dove apprende l'inglese dalla sua clientela di professionisti. Sua madre, casalinga, si è portata dietro la numerosa famiglia di undici fratelli. Una storia già sentita, direte.

La particolarità di Jerry è il suo amore sfegatato per le sue origini, per il suo "Dna italiano." Da più di vent'anni, infatti, Jerry lavora all'ufficio informazione del New York Council on the Arts (NYCA) che "da più di quarant'anni si propone come agenzia di promozione dell'arte e di artisti in America"- sottolinea il capo di Jerry, Sasha Soreff. Ma Jerry, impegnato a promuovere artisti emergenti italo-americani e non, svolge la sua azione a sostegno esclusivo degli italiani attraverso altri mezzi. Dall'aprile del 2008, è diventato Presidente di Order Sons (and Daughters, da poco aggiunto per evitare il carattere maschilista ed esclusivista dell'organizzazione!) of Italy in America (www.osiacentennial.org), nonchè membro fondatore di On Stage Italian American Artists- OSIAA (http://www.pattiedesign.com/pattiedesign/osiia.html). Impegnato in mille attività al solo  fine di... "promuovere il patrimonio culturale e musicale italo-americano, di artisti emergenti attraverso concerti, che diano visibilità, attività di raccolta fondi che consentano agli italo-americani di condividere il proprio patrimonio", ammette. Tra le diverse "classi di Italiani in America", tra le business people, che snobbano il più delle volte l'importanza delle proprie radici, emerge un dato sconcertante ma risaputo: "Gli Italiani hanno paura di chiedere, se chiedono lo fanno per soldi e il più delle volte preferiscono lavorare da soli, in proprio, in maniera indipendente ma disorganizzata, senza capire- continua Jerry- che è l'unione che fa la forza: if you want to go fast go alone, but to go far get together!"

È su questa logica di alleanze e collaborazioni, difficili da realizzare soprattutto con i ranghi istituzionali italiani più elevati, Jerry lavora a stretto contatto anche con LIMA (Little Italy Merchants Association), di cui abbiamo incontrato il Presidente, Ralph Tramontana, proprietario del Sambuca's Cafè sito nel cuore di Little Italy. "Sono nato in America, ma parlo italiano perchè le vacanze estive le ho sempre trascorse a Catania." LIMA è un'organizzazione giovane che rappresenta tutti i ristoranti, cafè e altre attività di Little Italy, che a partire dall'estate 2002 ha dato il via al festival estivo con cui si apre ufficialmente l'area pedonale, nei weekend, lungo Mulberry Street per risaltare l'attività commerciale e creare quella sensazione tutta italiana del caffè, del pranzo o della cena all'aperto, mentre si osservano tanti turisti che girano per lo storico quartiere. "È bello mantenere vivo un quartiere in cui tanti sono nati e cresciuti, un museo vivente per molti, che riaccende ricordi di un passato in cui ci si divertiva e si tirava avanti stando tutti uniti. LIMA vuole preservare quello spirito di convivialità, quelle tradizioni, quei profumi tipici del quartiere, che non vogliamo restino solo un lontano ricordo." "Puntiamo soprattutto ai giovani- continua Ralph- con nuovi progetti, tra cui quello ancora in cantiere di riproporre il carnevale veneziano." È mentre Ralph parla con Oggi 7 che si stanno ultimando i lavori per il Memorial Day che si celebrerà con eventi musicali, religiosi e patriottici aprendo ufficialmente l'estate a Little Italy. Sabato 24 maggio, infatti, si è tenuto il concerto "gratuito" con musica patriottica in onore di tutti i veterani di guerra di New York, fino alle 9:00 pm nello spazio all'aperto che si trova a Mulberry Street tra Canal e Hester Streets. Presentati da On Stage Italian Artists, hanno cantato JoAnn Robertozzi, Theresa Sareo, Lorraine Ferro, James Adamo, Allison Scola, Dan Ferrari, Laura Monaco, Anthony Piranio, Dimitri Minucci, Christopher Macchio e Deborah Longino. Il concerto è stato preceduto, alle 5:30 pm, dalla lettura dei nomi dei caduti di guerra da parte del Prof. Fred Gardarphe, che insegna studi italo-americani al John D. Calandra Institute della CUNY, e Bob Marrone di WVOX Radio, in onore dei quali il trio Tre Bella ha eseguito "God Bless America" e "Star Spangled Banner," mentre Theresa Sareo, un membro del trio, ha presentato la sua canzone, "Through A Soldier's Eyes".

Lunedi 26, invece, Padre Fabian Grifone celebrerà la Messa all'aperto nel patio della Most Precious Blood Church, 109 Mulberry Street, con musica patriottica suonata da Red Mike Festival Italian Brass Band e accompagnata dalle voci di Joanne Robertozzi e Lorraine Ferro

Jerry e Ralph ci hanno suggerito di inserire in agenda alcuni appuntamenti a cui non si può assolutamente mancare: il 5 luglio alle 4 pm si aprirà la sesta competizione annuale di mangiatori di pasta, di fronte al ristorante di Sal Anthony S.P.Q.R. Restaurant a 133 Mulberry Street; il 26 Luglio alle 2 pm, si avrà l'Opera Performances; Jimmy Breslin, autore di "The Good Rat"concederà autografi; degustazione di Olio d'oliva e formaggio e incontro con Lou DiPalo, proprietario del famosissimo DiPalo's Fine Foods.

Dunque, con il lungo ponte del Memorial Day si sta cercando di gettare le fondamenta di quel ponte che lega passato e presente di una comunità, quella italo-americana di New York, che non è ancora pronta a morire, che lotta per la sopravvivenza delle proprie tradizioni e, con esse, dei ricordi. Ovvero, la difesa delle immagini di chi, entrando in quell'oramai piccolo quartiere di Little Italy, riconosce il proprio edificio e la propria infanzia, facendosi prendere da una tempesta di emozioni proprio nel bel mezzo dell'estate.