EVENTI/11ma Biennale d’architettura di Venezia

di Ilaria Costa

 

"L'architettura è un fatto d'arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi... . La Costruzione è per tener su: l'Architettura è per commuovere..." . Questo aforisma del grande architetto francese Le Corbousier si presta molto bene a sintetizzare lo spirito e l'impostazione che ispirano l'11ma Edizione Internazionale della Biennale di Architettura di Venezia.

E' stata presentata lo scorso giovedì al Whitney Museum di New York, la Mostra internazionale di Architettura dal titolo "Out There. Architecture Beyond Building", organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La rassegna si terrà nelle sedi espositive dell'Arsenale e dei Giardini, dal 14 settembre al 23 novembre 2008.

La presentazione di New York conclude il tour di conferenze che il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il Direttore del settore Architettura Aaron Betsky, hanno già tenuto a Roma, Berlino e Londra per illustrarne al mondo la filosofia ispiratrice ed i contenuti.

Nel corso della serata-elegante come di consueto quando si tratta di eventi che si svolgono al Whitney- particolarmente significativi sono stati gli interventi del Direttore Aaron Betsky, del Presidente della Biennale Paolo Baratta, del Direttore del Whitney Museum Adam D. Weinberg e del curatore del Padiglione Italiano Francesco Garofalo.

Il discorso di apertura è affidato proprio ad Aaron Betsky, architetto cinquantenne, dal 2006 a capo del Cincinnati Art Museum, uno dei più antichi degli USA e precedentemente Direttore del prestigioso Netherlands Architecture Institute di Rotterdam. Illustrando i principi ispiratori della rassegna, Betsky ha sottolineato come questa edizione della Biennale «già con il suo titolo ‘Out There. Architecture beyond Building', evidenzi un dato di fatto ovvio: "l'architettura non significa solo  costruire!", non può essere l'atto del costruire che si limita a produrre oggetti-edifici, quanto un qualcosa d'altro e di superiore che sappia dare una risposta adeguata alla profonda esigenza di ciascuno di noi di sentirsi a casa nel mondo in cui viviamo. Per riuscire in questo compito l'Architettura trova un suo senso solo se, nel progettare modi di vivere e di organizzare gli spazi, sa offrire emozioni e mostrare di avere un'anima».

Ed aggiunge una frase ad effetto per dare speciale forza a questa idea guida: «Gli edifici non sono più la soluzione: sono la tomba dell'architettura; è ciò che resta di quel desiderio di un mondo nuovo, migliore e aperto ad altre possibilità oltre il quotidiano».

Per questa ragione, continua Betsky, la sua Biennale  «non vuole presentare né edifici né progetti esistenti o in via di realizzazione, oppure proporre soluzioni teoriche ed astratte alle istanze sociali, quanto mostrare delle installazioni che rispondano all'esigenza di essere a casa nel mondo e di offrire un'alternativa alla pianificazione urbana tradizionale».

Le proposte innovative e gli input per una nuova visione dell'archiettura potranno derivare solo da un approccio multidisciplinare: dall'arte dall'architettura del paesaggio, dall'interior design, dai media emergenti, dalla letteratura e dal cinema.  La  Rassegna mostrerà dunque, articolate nelle varie aree espositive, delle installazioni appositamente realizzate per domandarsi come è possibile essere a casa nel mondo, raccoglierà manifesti d'intento per realizzare un'Architettura oltre il "costruito" proponendo scenari utopici che forse diventeranno le pietre angolari di questo pensiero.

In concreto all'Arsenale il visitatore potrà incontrare una ventina di opere di questo tipo, mentre nel Padiglione Italia potrà procedere ad una ricognizione di lavori sperimentali di giovani architetti e di cinque Master of the Experiment, provenienti da tutto il mondo.

Nel segno della sperimentazione è l'intervento del Presidente della Biennale Paolo Baratta secondo cui: «Raccogliere e incoraggiare la sperimentazione è la vera sfida dell'11ma Mostra di Architettura della Biennale di Venezia: quella delle strutture effimere, delle visioni di altri mondi o di prove tangibili di un mondo migliore. Su questo fronte non possiamo essere secondi a nessuno, non possiamo permetterci di percorrere vie banali, scontate».

Nel corso della serata è anche stato dato ampio spazio alla proposta presentata al Padiglione Italia curato da Francesco Garofalo. La sezione, dal titolo L'Italia cerca Casa. Progetti per abitare e riabitare le città, pone quella dell'abitare come "questione operativa centrale della nostra cultura architettonica". In epoca di "bolla immobiliare" e di instabilità globale innescata dalla crisi americana dei mutui subprime, il tema scelto da Garofalo appare più che mai attuale.

Spiega infatti Garofalo nel suo intervento conclusivo: «L'Italia cerca Casa mette alla prova la cultura architettonica italiana nella sfida posta dalla domanda di abitazioni di qualità e a costi accessibili. La fine dell'edilizia popolare, la crisi del mercato dei mutui, le situazioni di disagio urbano e le domande di nuovi utenti hanno spinto in primo piano la questione nel dibattito pubblico».

Insomma l'appuntamento da non perdere per gli appassionati di architettura e' questo Settembre a Venezia per una full-immersion nelle tendenze più alternative e sperimentali delle pratiche architettoniche d' avanguardia.