ARTE/PERSONAGGI/Storie che emergono dal grano
Fino all' 8 giugno alla Lehmann Maupin Gallery della Lower East Side, 201 Chrystie Street NY, si potrà visitare la curiosa installazione Library dell'artista mantovano Stefano Arienti. L'opera commissionata nel 2007 dall'International Artist-in-Residence program dell'ArtPace di San Antonio è stata rivisitata dall'artista per lo spazio espositivo newyorkese . «In Texas aveva completamente un'altra forma, qui a New York ho cercato di rendere l'esperienza più diretta, non è indispensabile entrare nel grano per toccare i libri, non ho usato sacchi di grano a delimitare, ma ho preferito una forma minima a mucchio, che svela il suo contenuto di libri traforati solo girandoci attorno o salendo al primo piano. Lo spazio newyorchese ha permesso una soluzione più scultorea rispetto a quella di San Antonio» dice Arienti indicando la mole di grano che occupa gran parte dello spazio espositivo e prosegue «gli Stati Uniti sono i primi produttori di grano nel mondo, per l'installazione all'Artpace di San Antonio ho usato quello texano, qui a New York viene da Albany».
I materiali usati nelle due versioni di Library rimangono dunque gli stessi: grano e libri. Nulla di più. Il visitatore, se desidera, può entrare nell'opera, interagire con essa, inginocchiarsi e prendere anche una manciata di grano; può viverla, toccarla, mentre scopre l'emergere inaspettato e silenzioso di libri sepolti.
«Durante la mia residenza ad ArtPace a San Antonio, ho progettato e realizzato l'opera raccogliendo libri in inglese e in parte anche libri che la San Antonio Public Library toglieva dalla propria collezione. Ho prima raccolto i volumi, senza seguire un criterio preciso, ma seguendo i miei interessi e soprattutto facendomi guidare da ciò che trovavo, con le loro copertine spesso sorprendenti. Le ho trapanate tutte, seguendo molto spesso i contorni delle immagini con un trapano da modellismo e realizzando grandi fori con un trapano a colonna. I fori sono spesso passanti oppure penetrano parzialmente il volume: in questo modo il disegno iniziale si perde nelle pagine. Il trapano diventa un personale strumento di disegno. Ho deciso di usare del grano, dopo aver inizialmente pensato alla sabbia. L'idea che la mia Library è anche un paesaggio o una piantagione e la materia del paesaggio entra nei libri».
Mentre intervisto l'artista anche lui è chino dinnanzi all'opera, ha le mani impastate nel grano nell'atto di sommergere alcuni dei volumi. «Il grano mi ricorda la mia infanzia, porta con sé una storia, come un libro. L'ho scelto perchè volevo un materiale meno astratto e dalla mia esperienza di gioco da bambino in campagna, mi ricordavo il contatto col questo cereale. E' un materiale organico e vivo, molto americano, e adatto a disporsi come un paesaggio dorato».
I libri che piano a piano emergono sono tutti diversi, vanno dalla scienza all'arte, dalla filosofia alla letteratura «Da tanto tempo lavoro con i libri, che leggo da sempre, e che ho scoperto essere adatti a tante trasformazioni. Questi libri raccontano cose diverse, fanno parte del mio percorso negli Stati Uniti, ma la scelta non è stata così personale, è piuttosto legata a ciò che ho trovato. Il libro per me è sempre stato una materia versatile e affascinante per fare arte ».
E vedendo qualcuno camminare nell'opera, scavare nel grano, mi viene spontaneo chiedere all'artista quale relazione cerca di suscitare nel pubblico e lui mi dice « Non pretendo mai di suscitare qualcosa di preciso, anche se ho tentato di dare un carattere meditativo all'ambiente di Library, rendendo possibile gioco e concentrazione. Mi interessa molto vedere come la gente può entrare addirittura nell'opera, e interpretarla personalmente in modi differenti ».





