EVENTI/MOSTRE/L’arte lasciata libera di spaziare
Quando si pensa ad un'esposizione artistica, ad una mostra d'arte, generalmente si pensa anche ad un museo, una struttura istituzionale accogliente, una galleria. Ma qui siamo a New York quindi perché darsi dei limiti, spaziali o temporali che siano, perché non pensare invece ad uno spazio libero, vuoto, da riempire un po' alla volta con l'Arte stessa in un divenire temporum che somma, cresce, si fa'?
È esattamente l'obiettivo posto e realizzato da "HERE. Energies and Shadows", un progetto multimediale e innovativo che racchiude in sé installazioni, film, performance, dipinti e sculture risultato di una collaborazione tra 12 artisti internazionali che hanno scelto New York come quartier generale. "HERE" è solo il primo capitolo della serie di tre esposizioni "HERENOWTHEN" sponsorizzate dal Lower Manhattan Cultural Council insieme al September 11th Fund per portare una nuova dimensione culturale in una zona in crescente movimento, ricca di bar e ristoranti -tra cui tanti italiani- che si sta gradualmente aprendo all'arte. Tra i sostenitori più vivaci di queste attività è proprio la General Growth Properties che ha donato lo spazio per questo progetto.
In un ex-negozio su due piani del quartiere storico di South Street Seaport (210 Front Street), rimasto immutato dagli anni Ottanta e trasformato ora per la prima volta dall'architetto Svizzero Christian Wassmann, gli artisti hanno sviluppato in poco meno di un mese le loro opere lavorando in sinergia tra di loro e con lo spazio"che diventa il principale protagonista del progetto, permettendo la trasformazione di energie e ombre in arte vera e propria. ‘Energia' qui sta per cosa ispira l'attività creativa e la rende possibile; le ‘Ombre' sono viste come una metafora per la memoria e il passato".
L'intero processo lavorativo e artistico è rimasto aperto sin dal principio ma solo ora il risultato finale è stato presentato al pubblico in un Gala che si è tenuto giovedì 22 maggio. Per la maggior parte delle opere si è trattato di creazioni totalmente nuove come ad esempio quelle dei due artisti italiani coinvolti nel progetto, Ra di Martino e Antonio Rovaldi, che hanno utilizzato lo spazio come fosse il loro studio lavorando sulla realizzazione di un video che trae diretta ispirazione dalla metamorfosi dello spazio stesso.
Ra di Martino nasce a Roma, il suo lavoro, che si incentra sulla realizzazione di film e video, ha fatto parte di numerosi festival internazionali tra cui "Senso Unico", ospitato presso il PS1 di New York City l'anno scorso. Antonio Rovaldi, nato a Parma, muove la sua ricerca principalmente sulla percezione dello spazio puntando sulla relazione tra i diversi strumenti di espressione: fotografia, scultura, pittura. Nel 2006 fu tra i vincitori del "Premio New York" indetto dalla Columbia University.
Il progetto, che nella totalità del suo programma si è composto di una primissima serata di beneficenza seguita da un'opening reception che simbolicamente ha segnato anche l'apertura dei lavori e da una serie di esibizioni e letture, deve in larga parte il suo successo alla costanza e all'impegno dei suoi curatori: Luisa Gui e Liutauras Psibilsikis che dalla loro collaborazione hanno fatto nascere l'associazione artistica Future Audience cui è stata affidata la gestione dello spazio. "HERE" è stato selezionato tra i vincitori del Swing Space Award, premio organizzato dalla prestigiosa organizzazione non-profit Lower Manhattan Cultural Council (LMCC).
Chiediamo a Luisa Gui, di raccontarci brevemente come nasce il progetto e quali sono le sue finalità: «Il progetto nasce con l'intenzione di catturare un momento particolare della vita artistica newyorkese. La nostra prospettiva ha qualche cosa di documentaristico e la mano dei curatori vuole rimanere il più invisibile possibile. Volevamo cogliere lo spirito di Downtown New York, questo momento della vita artistica della città che predilige l'improvvisazione, i toni eccentrici, il carattere dissacratorio, il rapporto con la Street Culture e la Pop Culture. Artisti quali Rovaldi e Di Martino viaggiano su toni più riflessivi e soffusi, sono artisti poetici ed intellettuali, sia che si tratti di video che di installazioni. Esemplari di questa arte si potrebbero trovare al New Museum sulla Bowery nella riproposta delle avanguardie nel primo ‘900, del modernismo e post-modernismo fino agli anni ‘80. E' la storia di un gruppo o forse di più individui che hanno però tutti un rapporto privilegiato e diretto con la cultura di Downtown».
Il 29 Maggio lo spazio ospiterà la premiazione del concorso "White Space for White House", organizzato dal rinomato spazio espositivo dedicato all'arte e all'architettura "Store Front For Art and Architecture".





