PUNTI DI VISTA/ Politica senza direzione

di Tony De Santoli

La sensazione, netta, è quella di vivere in un “vacuum”. Non sai quello che ti aspetta, ma senti di doverti preparare ad affrontare tempi ancora peggiori di quelli che già appesantiscono e opacizzano la tua vita. Cerchi un punto di riferimento e non lo trovi. Ti guardi intorno e tutto ti appare sfocato o nebuloso, tranne i padroni, le cortigiane, i giannizzeri, i servi di questo novello “ancien règime”… Hai l’impressione, sempre più soffocante, che su di te incomba un destino amaro, spietato. Una sorte ben più triste di quella che hai già conosciuto.
Vivi in un “vacuum” poiché è l’Italia a trascinarvisi senza nemmeno più il conforto della speranza. D’altro canto, mai come da una diecina di anni a questa parte, il Paese s’era trovato in uno stato di “sequestro” come quello ora impostogli dalla classe politica. Tutto è “politica”. Tutto si riconduce alla “politica”. Nulla avviene che la “politica” non voglia. La “politica” detta i tempi, i temi, i ritmi. Durante la scorsa campagna elettorale, teneva banco il caso Alitalia. Da quasi un mese dell’Alitalia non si parla invece più. Piuttosto, si parla molto dei recenti contatti fra il presidente del Consiglio Berlusconi e il leader dell’opposizione Veltroni. Berlusconi dà luogo a aperture, Veltroni ringrazia e offre “disponibilità”. In genere un rapporto come quello che ora si manifesta appunto fra il capo del centrodestra e quello del centrosinistra, si rende necessario se la maggioranza parlamentare appare risicata, quindi malferma, esposta al fuoco dei “franchi tiratori” (così chiamavamo deputati e senatori che finivano per votare contro i rispettivi schieramenti). Ma Berlusconi poggia su una maggioranza ampia e solida. Perché, allora, cercare con tanta insistenza il “dialogo” con un avversario che alle politiche del 13-14 aprile ne ha buscate di santa ragione…? Non è forse vero che il Cavaliere ha in animo la trasformazione politica, economica e anche mentale dell’Italia, trasformazione di cui, secondo lui che lo ripete da anni e anni, la sinistra non sarebbe capace? Perché, allora, non muovere le ingenti truppe parlamentari e procedere quindi come un rullo compressore…?
Ecco: ci sfugge quel che si va preparando nelle stanze della “politica”. Saremo ingenui, forse anche schematici, abituati a dire con tre parole quello che tanti altri dicono con trecento parole, ma non riusciamo davvero a scorgere quel che bolle in pentola. Non ci sfugge però l’elemento principale di tutto ciò, e vale a dire che in questa stucchevole e perfino goffa danza, Berlusconi va contro l’orientamento del proprio elettorato mentre Veltroni fa esattamente la stessa cosa. Non che si debba fare opposizione a testa bassa, così, con malsano spirito dogmatico ; o andare ciecamente avanti a colpi di decreti, imporre in modo quasi brutale la propria forza numerica al Parlamento. Ma, ora come ora, almeno secondo noi, non si pone la necessità di questo avvicinamento fra il presidente del Consiglio e il capo del Pd. Veltroni durante la campagna elettorale fu molto chiaro: disse che si batteva, e che sempre si sarebbe battuto, contro il precariato e contro lo stato di cose che impoverisce e mortifica milioni e milioni di italiani. Ma come l’Alitalia, anche questo tema, questo grossissimo tema, sembra passare in secondo piano…
Passano in secondo piano le necessità, le esigenze, i diritti degli italiani. Poiché questa, appunto, è “politica”. Non Politica.